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Documentazione sanitaria: definizione e conservazione

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Documentazione sanitaria? Argomento attuale e nevralgico. La mala sanità in Italia è, purtroppo, una realtà forte e i telegiornali ne parlano quotidianamente ma questa piaga ha una fine precisa. Una fine che passa dalla creazione di nuove professionalità sanitarie. Solo aumentando le competenze dei giovani, infatti, si potrà spazzare via quella zona grigia tra disonestà e povertà (economica ma anche intellettuale) dove avvengono cose brutte sulla pelle dei pazienti ignari. Solo rendendo sempre più forte la specializzazione di know how medico e para medico che potrà giovare a tutti gli italiani bisognosi di cure degne di essere chiamate così ma anche di tutti quei ragazzi che in questi anni si stanno formando per avere un posto sicuro nel mercato del lavoro e la possibilità, quindi, di acciuffare e vivere un futuro migliore. Se questo settore può interessarvi, ecco qualche informazione che vi chiarirà ancor meglio il tutto. Buona lettura.

Saper leggere, redigere ed amministrare professionalmente la documentazione sanitaria è una di quelle competenze che il mondo medico cerca da tempo. Molti casi di mala sanità, infatti, sono stati creati da errori in questa fase e non sempre c’è stato il dolo. A volte s’è trattato di casi di vera e propria ignoranza che si può debellare con la giusta formazione. Una formazione doppiamente premiate: per i pazienti che non verranno più mal trattati e per i giovani che saranno così appetibili sul mercato.

Non a caso Unicusano ha creato il master di primo livello in “Infermieristica ed Ostetricia Legale e Forense“. I suoi numeri parlano chiaro. Avrete ben 1500 ore di lezioni complessive da seguire in FAD – formazione a distanza dove i video degli eLearning sono senza limiti di views nè di orario. Un’occasione più unica che rara per formarsi ad libitum su argomenti spinosi che non cogliete. Se, infatti, nelle lezioni in presenza di certi atenei tradizionali vige il carpe diem, l’esatto opposto avviene con questo genere di lezioni.

Non solo. La lista delle materie di questo corso post laurea sulla gestione delle cartelle cliniche indica la varietà degli argomenti da trattare ma anche la complessità. Si tratta di un percorso di studi che va da elementi di Diritto Amministrativo,  Civile e del Lavoro fino ad elementi di Antropologia Forense e Criminologia arrivando alle specifiche aree di consulenza tecnica dell’Infermiere/Ostetrica Forense nel processo penale, responsabilità professionale ed evoluzione giuridica. Imparerete anche sull’Etica e sulla Bioetica professionale, sulla Deontologia professionale e sulla Legislazione Sanitaria mettendo a fuoco le giuste procedure circa la Riservatezza dei dati sanitari, circa gli elementi di comunicazione efficace, verbale e non verbale e circa la legislazione Sanitaria Applicata.

Quanto costa diventare esperti di documentazione sanitaria? 1300 euro pagabili in due rate di apri importo e suddivise tra loro da un periodo di 30 giorni.

La cartella clinica

Parlando di documentazione sanitaria si deve parlare anche di cartelle cliniche. Si tratta di un “diario ordinato cronologicamente di tutte le informazioni anagrafiche e cliniche sullo stato di salute del paziente, a partire dalla diagnosi fino alle dimissioni”. Formalmente è creato e redatto solo dal personale medico e infermieristico durante la fase di degenza con l’obiettivo di descrivere in modo ordinato e completo la situazione clinica del malato.

Esistono dei criteri per scrivere una cartella clinica. Essa deve essere;

  • chiara;
  • completa;
  • tempestiva;
  • veritiera;
  • integra;
  • firmata;
  • conservata per sempre;
  • riservata.

I referti del Pronto Soccorso

Storia diversa invece hanno i referti del Pronto Soccorso. La definizione di referto da Pronto Soccorso è abbastanza esemplificativa: “in quanto atto pubblico, fa piena prova del fatto che il paziente abbia dichiarato al medico di turno le circostanze riportate nel certificato stesso ma non prova anche la veridicità e l’esattezza delle dichiarazioni stesse”.

La questione, quindi, qua si gioca sulla veridicità del contenuto delle dichiarazioni e può essere contrastata ed accertata con ogni mezzo di prova consentiti dalla legge. Sotto tale profilo, infatti, il referto non è vincolante e lo stesso paziente potrebbe facilmente dimostrare di avere riferito ai sanitari circostanze non veritiere. Si tratta, insomma, dell’ennesimo passaggio complesso da far gestire a professionisti. Voi… tra qualche anno.

Il tema, infine, si sposta sull’aspetto lavorativo. In che senso? Ci ci si interroga sulla validità di certificato medico del referto e la risposta arriva dalla leggere che dichiara che “la certificazione sanitaria rilasciata, anche su modulario non regolamentare, da medici diversi da quelli di libera scelta, compresa quella emessa dagli ospedali e dalle strutture di pronto soccorso all’atto della dimissione, è da ritenere valida ai fini dell’erogazione dell’indennità di malattia a condizione che contenga i requisiti sostanziali richiesti (intestazione, nominativo del lavoratore, data, firma, diagnosi e prognosi di incapacità al lavoro)”.

Trattare la documentazione sanitaria è materia complicata ma importante. Se volete esserne parte, come avete visto, ci sono studi da fare ma le informazioni in merito sono molte di più. Scopritele continuando a leggere con regolarità gli articoli del nostro blog accademico della città dell’Aquila. Se poi avete quesiti diretti, poi, ce li potrete porre quando vorrete attraverso il nostro form informativo.

Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. 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