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Master vs laurea magistrale: quale scegliere?

Devi affrontare l’ultimo esame della triennale e ti stai ponendo il problema master vs laurea? Cominciare a pianificare in anticipo i passi da compiere alla fine degli studi è un buon metodo per non lasciarsi sopraffare dall’ansia.

Molti studenti alla fine della triennale sono indecisi sul loro futuro. La domanda ricorrente riguarda proprio la scelta tra un master e una specialistica. Cosa conviene fare? Entrambi i corsi ti consentono di approfondire la tua preparazione accademica, ma sono caratterizzati da aspetti molto differenti. Per capire quale percorso intraprendere leggi la nostra guida qui sotto.

Master o specialistica: una questione di tempo

Per scegliere con cognizione di causa compila una lista di pro e di contro. Sarà la tua personale tabella di valutazione master vs laurea.

Il primo aspetto da considerare è il tempo. Un master ha una durata variabile che va da 6 mesi a 2 anni. La specialistica, invece, dura sempre e comunque 2 anni, indipendentemente dall’ente  universitario.

Se hai necessità di lavorare subito, la tua scelta potrebbe ricadere su un master. Unicusano, per esempio, propone master a L’Aquila da 60 crediti formativi e 1500 ore per una durata complessiva corrispondente a un anno.

Master vs laurea: una questione di approccio formativo

Un altro aspetto molto importante da considerare è il tipo di formazione. La magistrale ha un’impostazione teorica, con programmi che rappresentano un approfondimento delle materie affrontate in maniera meno esaustiva nella triennale.

Il master, invece, si caratterizza per un approccio più pratico e mirato al mondo del lavoro. Di solito, infatti, i programmi sono indirizzati alla formazione di una figura professionale specifica. Non solo, il corpo docente non è costituito esclusivamente da accademici come nel caso della magistrale. Spesso, i master sono tenuti da professionisti che portano nei corsi la propria personale esperienza lavorativa. 

Se la scelta passa attraverso la valutazione dell’approccio formativo, dovresti avere le idee chiare sul tuo obiettivo. Ti interessa approfondire alcune delle materie studiate durante la triennale? Allora, iscriviti alla specialistica.

Vuoi costruirti una professionalità specifica per poterti proporre da subito per un determinato ruolo? La tua scelta deve ricadere su un master.

Master o laurea? Le opportunità lavorative

Se sei ancora indeciso sul percorso da intraprendere, puoi soffermarti un attimo a valutare le opportunità lavorative post laurea e post master.

Secondo il report 2020 di Almalaurea, i master sono più spendibili nel mondo del lavoro:

  • tasso di occupazione pari al’88,6% alla fine del master
  • tasso di occupazione pari al 71,7% alla fine della laurea magistrale

Ovviamente, esistono delle differenze in base all’area disciplinare. I dati, però, sono molto buoni anche per i master di aree in cui trovare lavoro è più difficile, come quella umanistica. Il tasso occupazionale, infatti, corrisponde all’86,4%. 

Nel report si chiarisce che la specialistica non è meno spendibile dal punto lavorativo, ma necessità semplicemente di tempi più lunghi. I laureati magistrali hanno cioè bisogno di più anni per avvicinarsi ai livelli occupazionali degli studenti in possesso di un diploma di master. Dopo cinque anni dal conseguimento del titolo, infatti, i neolaureati magistrali che trovano lavoro stabile sono l’86,6%.

In sintesi, il master riduce i tempi necessari all’individuazione di un’occupazione. La ragione è sicuramente dovuta all’approccio formativo di tipo pratico. Se il selezionatore legge nel CV che il candidato ha seguito un master inerente la figura ricercata dall’azienda, lo considera sicuramente un elemento a favore. 

Master vs laurea: una questione di facoltà

L’ultimo aspetto su cui riflettere nel compilare la tua lista master vs laurea con tutti i pro e i contro riguarda la tua facoltà.

Ci sono cioè aree di studio in cui è più indicato un percorso di approfondimento con la magistrale. Se sei iscritto, per esempio, a ingegneria, è consigliabile la specialistica.

La ragione non riguarda solo l’ambito delle conoscenze, ma anche quello lavorativo. Se vuoi intraprendere il cammino del libero professionista, infatti, devi avere la magistrale per sostenere l’esame di Stato e iscriverti agli albi professionali nella Sezione A. La laurea triennale, infatti, ti consente sì di sostenere l’esame ma dà accesso alla sezione B. Ottieni cioè il titolo di ingegnere junior e sei soggetto a una serie di limitazioni nell’esercizio della professione.

Poniamo, invece, che tu abbia seguito un corso triennale in psicologia e abbia scoperto di avere una passione per la criminologia. In questo caso puoi iscriverti a un master di I livello in criminologia ed evitare la specialistica.

Hai una laurea triennale in economia e sei indeciso, ma ti piacerebbe lavorare nel mondo dello sport? Allora, puoi iscriversi a un master per procuratore sportivo. Se invece ti piacerebbe avere l’opportunità di svolgere la libera professione come commercialista, devi proseguire gli studi e optare per la magistrale.

Come vedi la scelta dipende molto dalla tua facoltà e dalla tua idea di futuro lavorativo. Il consiglio, quindi, è di non fare una scelta avventata, ma di prenderti tutto il tempo necessario per fare chiarezza sui tuoi obiettivi a lungo termine.

Credits immagine: DepositPhoto.com/LuisMolinero

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Primo e ultimo esame: come affrontarli?

Vuoi vivere un buon percorso universitario e cerchi informazioni sul primo e ultimo esame? Sono entrambi delle tappe molto importanti. Il primo esame è una sorta di banco di prova per rompere il ghiaccio, mentre l’ultimo esame rappresenta lo sforzo finale prima di raggiungere il traguardo.

Consigli e suggerimenti su come affrontarli sono molto preziosi per evitare che queste due prove si trasformino in scogli insormontabili. Scopri insieme a noi come fare a superarli e a terminare gli studi con successo.

Primo e ultimo esame: tieni a bada l’ansia

Primo e ultimo esame sono caratterizzati sempre da un picco di ansia, anche se scatenata da motivazioni diverse.

Nel caso del primo esame si tratta di panico da prima volta. Non hai mai affrontato prima questo tipo di prova e l’insorgere di un po’ di tensione è assolutamente normale. In occasione dell’ultimo esame, invece, il panico è quello tipico da prestazione finale. Dopo un percorso di 3/2 anni ti troverai a dover gestire stanchezza e cali di concentrazione, che potrebbero avere come conseguenza un aumento della tensione. Come fare per tenerla a bada? Non pensare all’ansia come a un nemico. Il tuo obiettivo non è combatterla con aiuti farmacologici, ma mantenerla a livelli accettabili. Se l’ansia non raggiunge picchi pericolosi, può essere un ottimo stimolo a fare meglio. Prova a rifletterci. Quando sei ansioso per un esame, ti senti anche spronato a fare di più e a dare il meglio di te per non fallire la prova. 

In caso dovessi notare un certo aumento della tensione, usa questi stratagemmi:

  • adotta una tecnica di rilassamento
  • concentrati sul respiro prima di studiare. Trova cioè una posizione comoda e inspira ed espira focalizzandoti solo sul flusso d’aria. Vedrai che ti aiuterà a rilassarti
  • pratica la meditazione
  • scaricati con lo sport (corsa, nuoto, ginnastica)
  • stabilisci una routine pre esame

L’ultimo suggerimento ha una funzione molto tranquillizzante il giorno stesso dell’esame. Per mettere in atto la tua routine cerca prima di tutto di capire cosa ti fa stare bene. Adori, per esempio, le colazioni al bar con cappuccino e brioche? Allora, fai la tua colazione in caffetteria prima di ogni esame e trasformala in una routine. Questo semplice stratagemma ti sarà utilissimo per arrivare calmo davanti al tuo professore. 

Primo esame: metti in conto il fallimento

Nel caso del primo esame, in particolare, devi imparare a mettere in conto la possibilità di non superarlo. Tutte le cose mai affrontate prima hanno una componente di novità che potrebbe risultare spiazzante.

Per non trasformare una eventuale bocciatura in un problema, impossibile da superare, prova a considerare l’ipotesi di una prova da ripetere. In fondo, errare è umano e la percentuale di errore aumenta in caso di prime volte. Non c’è niente di male nel dover ripetere un esame, basta fare tesoro degli insegnamenti ricavati dagli sbagli commessi.

In caso di esito negativo cerca cioè di capire dove hai sbagliato: il tuo metodo di studio non ha funzionato? Ti sei fatto assalire dal panico? Sei stato sveglio tutta la notte a ripetere? Ecco, le immersioni totali la sera prima di un esame non sono mai una buona idea. Meglio concludere tutto con un giorno di anticipo e passare le ultime 24 ore a rilassarsi.

Per superare il primo e l’ultimo esame studia per obiettivi

Per rendere più efficace lo studio devi stabilire una tabella di marcia. Fissa ogni giorno il numero di pagine da studiare, gli appunti da rivedere e le cose da ripetere. Organizza cioè una sorta di piano d’attacco che ti consenta di terminare tutto entro la data dell’esame. Ricordati sempre: meglio finire il programma con un giorno di anticipo. Prevedi anche dei giorni di pausa, molto utili in caso di imprevisti che non ti consentano di studiare.

Può sembrarti una cosa noiosa, ma è molto efficace anche per tenere a bada l’ansia. Se non vuoi farlo usando carta, calendario e penna, scarica un’applicazione. Qui sotto, te ne proponiamo un paio:

  • Agenda studio per Android e iOS
  • My Study Life per Android e iOS

Stabilire un piano giorno per giorno ti consente di adottare una strategia di studio per obiettivi. Al termine della singola giornata, infatti, devi sempre verificare se sei riuscito a fare tutte le cose in calendario.

Questo metodo ti aiuta a essere costante, favorisce l’aumento delle sicurezza e riduce la tensione. Fissare degli obiettivi misurabili e quantificabili (il numero di pagine da studiare in un giorno) ha un effetto molto positivo sul tuo stato d’animo. Sapere che stai procedendo nella maniera giusta, infatti, ti fa essere più sereno. E la serenità è fondamentale per dare il meglio di te nello studio. 

Aiuta la memoria

Se il primo e ultimo esame sono pieni di dati e di informazioni da memorizzare, affidati a una tecnica che aiuta la memoria. Le mappe mentali, per esempio, sono molto efficaci da questo punto di vista. Ti basta costruirle a partire da un nucleo centrale (argomento principale) da cui si diramano tutte le sottocategorie per parole chiave. In questo modo sviluppi tutto un concetto e lo memorizzi in maniera molto più rapida. Ci sono anche degli strumenti tecnologici che ti vengono in aiuto. Esistono cioè dei software per la costruzione delle mappe mentali:

  • iMindMap, software a pagamento per Windows e Mac. È disponibile anche con la prova gratuita per 7 giorni
  • MindMeister software per Windows e Mac completamente web-based. Potrai cioè avere le tue mappe sempre aggiornate nel cloud
  • Coogle, software disponibile sia nella versione a pagamento che in quella gratuita

Per aiutare la memoria puoi anche utilizzare la tecnica del ripasso. Qui sotto, qualche suggerimento per applicarla:

  • ogni 20 minuti di studio fai un elenco con i punti che desideri fissare bene
  • al termine dalla giornata di studio ripassa i punti segnati in elenco
  • dopo tre giorni, riprendi i punti e ripassali un’altra volta

Questa tecnica ti aiuterà a ricordare meglio i concetti chiave che hai selezionato, aiutando la tua memoria a lungo termine.

Liberati dai pensieri negativi

Spesso il primo e ultimo esame sono accompagnati da pensieri di questo tipo: il programma è troppo lungo non ce la farò mai; il prof boccia tutti perché io dovrei superare l’esame?; non mi sento pronto, meglio rimandare; non sono abbastanza preparato; questo esame è impossibile.

Tutti questi pensieri non ti aiutano ad avere la serenità giusta per studiare. L’autostima bassa è un brutto handicap, perché fa sì che studiare bene diventi più difficile. Aprire i libri con l’idea che tutti gli sforzi saranno vani rende le ore di studio davvero poco proficue. Finirai cioè per trasformare in realtà quelli che sono solo pensieri poco positivi.

Per evitare che l’autostima bassa influenzi negativamente la tua preparazione, devi stare sempre allerta. Non appena senti che stai formulando uno dei pensieri elencati sopra, fai un semplice esercizio: trasforma la frase da negativa in positiva.

Una dichiarazione come “non supererò mai questo esame” diventa “supererò questo esame” oppure “non mi sento pronto, meglio rimandare” diventa “sarò pronto perché non voglio rimandare”.

Questo semplice esercizio, applicato con costanza, è una sorta di mantra che aiuta a non scivolare nell’autocommiserazione. Nel caso poi dell’ultimo esame, ci sono già tutti quelli superati a fare da stimolo positivo. In fondo, se hai già sostenuto con successo 15 o 20 esami, perché mai non dovresti superare l’ultimo?

Credits immagine: DepositPhoto.com/KrisCole

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Quali sono le opinioni su Unicusano?

Ti piacerebbe leggere delle recensioni Unicusano per capire cosa pensano studenti ed ex studenti dell’università? Se stai pensando di iscriverti e vuoi fugare dubbi e perplessità, le opinioni degli altri sono importanti perché raccontano con sincerità l’esperienza vissuta.

Oggi è diventato normale consultare i feedback per acquisti e prenotazioni. Ti sarà capitato di leggerli per prenotare hotel e ristoranti, scegliere un film o comprare un computer. Adotta lo stesso metodo per l’università e scopri come gli studenti valutano i corsi, i professori e la piattaforma e-learning.

Recensioni Unicusano: panoramica di corsi e titoli di studio

Come saprai, le università telematiche come Unicusano non prevedono la presenza in ateneo per seguire le lezioni. I corsi sono disponibili sulla piattaforma e-learning, accessibile 24 ore su 24, insieme a esercitazioni e materiali di studio.

Unicusano propone lauree triennali e magistrali e master di I e II livello. I corsi appartengono a diverse aree tematiche. Potrai cioè scegliere la laurea in:

  • economia
  • giurisprudenza
  • ingegneria
  • scienze politiche
  • psicologia
  • scienze dell’educazione e della formazione
  • scienze umanistiche
  • sociologia
  • scienze motorie

Uno dei tuoi dubbi riguarda la validità del titolo? Il MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) ha riconosciuto Unicusano sulla scorta del decreto legge promulgato il 17 aprile del 2003. Questo significa che la laurea ha la stessa validità legale di quelle concesse da università pubbliche e private non telematiche. Puoi cioè partecipare ai concorsi pubblici della scuola, delle forze armate, dei ministeri e delle amministrazioni locali.

Recensioni Unicusano L'Aquila

DepositPhoto.com/pressmaster

Opinioni Unicusano: la formazione a distanza funziona?

Ti piacerebbe iscriverti, ma sei assalito da qualche dubbio sulla modalità telematica. Sei abituato alle lezioni in presenza ed è normale avere qualche perplessità. Di solito, le persone che si approcciano per la prima volta alla formazione a distanza si pongono domande di questo tipo: seguire una lezione in video favorisce la concentrazione? Se non ho capito qualcosa, come faccio? La piattaforma è semplice oppure mi porterà via ore per capire come funziona?

L’analisi delle recensioni Unicusano risponde proprio a questi quesiti. Gli studenti, infatti, considerano la piattaforma di facile utilizzo e definiscono positive le video lezioni. Sottolineano soprattutto la possibilità di poterle ascoltare più volte in modo da comprendere i passaggi più complessi:

La piattaforma dove seguire le lezioni è veramente ben fatta, ho la possibilità di vedere le lezioni quando voglio e di scaricare le dispense e tutti gli altri materiali.

 

Mi sono trovata benissimo, la comodità di avere dispense, slide e video lezioni sempre a disposizione…

Recensioni Unicusano: i professori sono competenti e i tutor funzionano?

I professori delle università telematiche sono vittime di un pregiudizio. È opinione comune che siano meno competenti di quelli delle università pubbliche. Unicusano seleziona con cura il corpo docente e rende pubblici i curriculum. Hai scelto, per esempio, la facoltà di ingegneria? Clicca sul piano di studi e troverai l’elenco degli esami. Ti basta poi cliccare sulle singole materie e si apre una pagina con il docente e il link al suo curriculum. In questo modo valuti tu stesso la preparazione accademica del singolo professore. Se non ti basta, le recensioni Unicusano degli studenti fugano i dubbi:

Ottimo il personale ed i professori preparatissimi ed umani.

Apprezzato anche il servizio fornito dai tutor, che l’università ti mette a disposizione durante tutto il percorso universitario:

Nell’ultima sessione, anche grazie al mio tutor, sono riuscito a sostenere addirittura tre esami: non mi era mai accaduto nella mia precedente esperienza universitaria.

Opinioni Unicusano: si riesce a conciliare studio e lavoro?

Se lavori, starai sicuramente valutando con attenzione l’aspetto della conciliazione studio-lavoro. Pensa a tutte le ore che risparmi grazie alla modalità telematica: non vai in ateneo a seguire le lezioni e non perdi tempo a cercare assistenza grazie ai tutor.

Puoi usare qualsiasi ritaglio di tempo per accedere alla piattaforma e seguire le lezioni. Hai un buco per un appuntamento saltato? Fai la pausa pranzo in ufficio? Sei un pendolare e passi un paio di ore in treno ogni giorno? Bene, puoi ascoltare le video lezioni anche da un tablet o da uno smartphone.

Molte recensioni Unicusano, tra l’altro, sono proprio di ex studenti-lavoratori:

Nonostante lavoro, riesco a stare al passo con gli esami grazie alla modalità telematica…

 

Per me è stata l’occasione di rimettermi in gioco e proseguire la mia formazione nonostante già lavorassi a tempo pieno.

Gli sbocchi lavorativi sono reali?

Riprendere gli studi dopo tanto tempo o cominciare a studiare lavorando è una scelta che ha bisogno di convinzione. Se temi per il post universitario e la ricerca di lavoro, Unicusano ti viene incontro con i suoi corsi job oriented e con la formula “Stage & Job Opportunities”. Hai cioè l’opportunità di avere un primo approccio con il mondo del lavoro già durante gli studi, grazie alle partnership tra l’università e le realtà produttive locali.

Nelle recensioni Unicusano gli studenti si sono espressi positivamente sul tema degli sbocchi lavorativi. Tra l’altro, questo apprezzamento ha corroborato la spinta dell’università a perseverare nello sforzo di colmare il gap tra titoli di studio e mondo del lavoro.

Credits immagine: DepositPhoto.com/Syda_Production

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Come diventare giudice per le indagini preliminari?

Studi giurisprudenza e vuoi capire come diventare giudice per le indagini preliminari? Questa figura è conosciuta soprattutto con la denominazione di G.I.P. e si occupa del controllo delle attività del P.M. Cosa significa? Il G.I.P. è previsto in una serie di situazioni specifiche regolamentate dalla legge.

Se vuoi saperne di più, leggi la nostra guida qui di seguito. Per capire quale professione intraprendere dopo il conseguimento della laurea in legge è bene approfondire le varie opzioni disponibili, dall’avvocato al magistrato, dal giudice tributario al notaio e così via. 

GIP chi è?

Prima di capire come diventare giudice per le indagini preliminari, devi fare chiarezza su ruolo e mansioni di questa figura. Il G.I.P. si occupa di procedimenti penali ed è una figura relativamente recente nell’ordinamento giuridico italiano. È stato introdotto, infatti, dal Codice Vassalli, l’attuale codice di procedura penale, per sostituire la precedente figura del giudice istruttore.

Il giudice per le indagini preliminari ha fatto dunque la sua comparsa nel 1989. Qual è il suo compito? Il G.I.P. esercita le sue funzioni durante la fase investigativa come garante per gli indagati e come controllore della correttezza dell’attività del pubblico ministero (P.M.).

Come avrai intuito da questa definizione, G.I.P. e G.U.P. non sono la stessa cosa. Il G.U.P., infatti, non interviene durante le indagini ma solo in sede di udienza preliminare. L’acronimo GUP, infatti, sta per giudice dell’udienza preliminare.

Di cosa si occupa il giudice per le indagini preliminari

Le indagini preliminari rappresentano la prima fase di un procedimento penale e sono costituite dalla raccolta delle prove da parte del pubblico ministero e della polizia giudiziaria. Durante il lavoro investigativo si instaura un dialogo con il G.I.P. affinché tutto proceda secondo la normativa.

Se alla fine delle indagini il P.M. giunge alla conclusione di non avere abbastanza elementi per sostenere l’accusa in giudizio, propone l’archiviazione della notizia di reato al G.I.P. Qualora il giudice per le indagini preliminari dovesse accogliere l’istanza del pubblico ministero, emette il decreto di archiviazione e restituisce il fascicolo alla procura per la sua conservazione.

Quando il G.I.P. non concorda, invece, può richiedere la prosecuzione delle indagini oppure la formulazione dell’imputazione con successiva indicazione di una data per l’udienza preliminare. Non solo, la vittima di reato può rivolgersi al G.I.P. in caso di archiviazione ritenuta ingiusta. Sarà poi il giudice per le indagini preliminari ad accogliere o a rigettare la richiesta di opposizione all’archiviazione.

Nel caso in cui le indagini preliminari abbiano consentito la raccolta di prove sufficienti, invece, il P.M. formula l’imputazione di reato e l’indagato acquisisce lo status di imputato.

In sintesi, il G.I.P. svolge le seguenti mansioni:

  • controllo dello svolgimento delle indagini quando il P.M. chiede la proroga del termine
  • controllo dell’esercizio dell’azione penale del P.M. Questa funzione viene svolta nel momento in cui il P.M. chiede l’archiviazione di un procedimento oppure emette un decreto di giudizio immediato
  • esercizio di una funzione di garante dei diritti dell’indagato quando il P.M. chiede l’applicazione delle misure cautelari, l’esecuzione di sequestri o l’avvio delle intercettazioni telefoniche
  • esercizio di una funzione di giudizio in caso di riti speciali di patteggiamento o di riti abbreviati

Come diventare giudice per le indagini preliminare: tutti i passi

Per esercitare la funzione di G.I.P. devi prima diventare magistrato. Non solo, devi anche aver ricoperto il ruolo di giudice di dibattimento per almeno due anni.

Ma andiamo per gradi. Qui di seguito, trovi l’elenco di tutti i requisiti necessari per accedere al concorso in magistratura:

  • laurea in giurisprudenza + tirocinio presso uffici giudiziari oppure presso l’Avvocatura dello Stato per un periodo pari a 18 mesi
  • laurea in giurisprudenza +diploma presso una scuola di specializzazione per le professioni legali
  • laurea in giurisprudenza +dottorato in materie giuridiche
  • laurea in giurisprudenza +docenza universitaria in materie giuridiche
  • laurea in giurisprudenza +abilitazione all’avvocatura

Oltre ai requisiti elencati, l’ammissione al concorso prevede il possesso della cittadinanza italiana, del pieno godimento dei diritti civili e dello status di incensurato. Non bisogna neppure aver già sostenuto il concorso per tre volte. Cosa significa? Se hai tentato il concorso già tre volte e non sei mai riuscito a superarlo, non puoi tentare per una quarta volta.

Il concorso per entrare in magistratura

Il concorso prevede una prova scritta e una prova orale. Lo scritto, per esempio, consiste nello svolgimento di tre temi che vertono su argomenti di diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo.

La prova orale, invece, si basa sugli argomenti qui sotto:

  • diritto civile ed elementi fondamentali di diritto romano
  • procedura civile
  • diritto penale e procedura penale
  • diritto amministrativo, costituzionale e tributario
  • diritto commerciale e fallimentare
  • diritto del lavoro e della previdenza sociale
  • diritto comunitario
  • diritto internazionale pubblico e privato
  • elementi di informatica giuridica e di ordinamento giudiziario

È previsto anche un colloquio su una lingua straniera. Potrai scegliere tra inglese, spagnolo, francese e tedesco. Se riesci a superare il concorso, ottieni la nomina a magistrato ordinario e svolgi un tirocinio di 18 mesi. Durante il periodo di tirocinio dovrai frequentare dei corsi di approfondimento teorico-pratici, che si svolgono presso la Scuola superiore della magistratura (SMM) di Roma. Oltre ai corsi, sarai impegnato anche in sessioni di pratica presso gli uffici giudiziari.

Nomina a G.I.P.

Dopo aver svolto il tirocinio di 18 mesi come magistrato ordinario, i vincitori del concorso ricevono l’assegnazione della sede di lavoro. Il novello magistrato, però, non svolge le sue mansioni da solo. Nel corso del primo anno di esercizio in un tribunale ordinario può contare sul costante affiancamento di un magistrato collaboratore.

Un magistrato di prima nomina, dunque, non può svolgere la funzione di G.I.P. per i primi quattro anni di attività. Dopodiché, ha la possibilità di assumere il ruolo di giudice per le indagini preliminari. Questo significa che entra a far parte della sezione G.I.P e G.U.P. Si tratta di una sezione autonoma istituita all’interno di tutti i tribunali. Soltanto nei tribunali di piccole dimensioni viene meno l’obbligatorietà di un ufficio a sé stante per queste particolari figure. Per legge, inoltre, le sezioni G.I.P e G.U.P. non possono essere costituite da un numero di giudici inferiore a cinque.

Come prepararsi per il concorso in magistratura

Ormai avrai capito che lo step fondamentale per intraprendere la carriera di G.I.P. è superare il concorso in magistratura. La nostra guida “come diventare giudice per le indagini preliminari” non poteva concludersi senza qualche consiglio per la preparazione al concorso.

Non puoi pensare di studiare in poco tempo. Questo concorso è complesso e prevede almeno un paio di anni di studio. Se hai la possibilità di frequentare una scuola preparatoria, avrai sicuramente maggiori chance di superare scritto e orale. In caso contrario cerca di suddividere bene il tempo a disposizione e di procedere per gradi:

  • studia una materia per volta utilizzando i tuoi manuali universitari o dei manuali specifici
  • dedica il 50% del tuo tempo al diritto civile e suddividi il restante 50% tra diritto penale e diritto amministrativo
  • esercitati a scrivere temi in modo da migliorare la tua capacità espositiva. Lo scritto, infatti, dovrebbe essere redatto con uno stile chiaro e scorrevole, evitando frasi involute e di difficile comprensione

Per quanto riguarda l’ultimo consiglio puoi usare le tracce dei concorsi precedenti. Nel sito del Ministero della Giustizia trovi i temi somministrati ai candidati negli ultimi 40 anni. Scrivere su tematiche già proposte nei concorsi passati è senza dubbio un ottimo esercizio. 

Credits immagine: DepositPhoto.com/AllaSerebrina

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Come diventare addetto al controllo di gestione

Se sei alla ricerca di informazioni su come diventare addetto al controllo di gestione, hai trovato l’articolo giusto per te. Ma chi è esattamente il controller? Si tratta di un professionista il cui compito consiste nel verificare che la gestione dell’azienda sia conforme agli obiettivi prefissati. Questa che hai appena letto è una semplice definizione che, come puoi notare, apre davvero un mondo. Per capire meglio quale percorso bisogna intraprendere per diventare un controller, leggi la guida qui di seguito.

Cosa fa l’addetto al controllo di gestione

Questa professione è davvero il lavoro della tua vita? Per capirlo devi approfondirne le mansioni. Ecco cosa fa un controller:

  • predispone il bilancio preventivo aziendale
  • controlla i dati per verificare il raggiungimento degli obiettivi. Questo tipo di verifica ha una cadenza temporale che può essere settimanale, mensile o annuale
  • realizza rapporti di gestione e li trasmette alle aree che mettono in atto le azioni migliorative per raggiungere gli obiettivi aziendali prestabiliti
  • collabora alla formulazione di azioni correttive o di nuove proposte che possano favorire l’ottimizzazione dell’andamento aziendale
  • misura il valore degli indicatori al termine del ciclo di controllo

Il controller collabora con diversi settori, tra cui la direzione aziendale, i referenti amministrativi, gli addetti contabili e i responsabili delle aree commerciali e operative. Si tratta cioè di una figura che gestisce una serie di contatti e di relazioni a più livelli, fino ad arrivare ai massimi vertici aziendali.

A quale facoltà iscriversi per diventare un controller

Per ricoprire questo ruolo devi avere delle conoscenze specifiche e seguire un preciso percorso di studi. Il secondo step della nostra guida “come diventare addetto al controllo di gestione” ti viene in soccorso con un elenco delle facoltà che ti preparano a svolgere questa professione:

  • laurea in amministrazione aziendale – classe di studi  L-18
  • laurea in business admnistration – classe di studi LM-77
  • laurea in direzione d’impresa – classe di studi LM-77
  • laurea in economia – classe di studi L-33
  • laurea in economia aziendale e management – classe di studi L-18
  • laurea in scienze economiche – classe di studi LM-56

Unicusano ti viene incontro proponendoti tre curriculum diversi in ambito economico. Potrai scegliere tra la laurea in economia aziendale e management e le lauree magistrali in Mercati globali e innovazione digitale e Gestione e professioni d’impresa.

Quali conoscenze deve avere un controllore di gestione

Ci sono delle conoscenze generali richieste a un controller che includono i principi di contabilità  generale e gli elementi di economia aziendale. Non solo, un controllore dovrebbe anche padroneggiare elementi di ragioneria e tecniche di elaborazione dei dati. È indispensabile, inoltre, avere una buona conoscenza della lingua inglese sia scritta che parlata.

Tra le conoscenze di carattere specialistico, invece, sono incluse le seguenti materie:

  • statistica
  • contabilità analitica
  • organizzazione aziendale
  • tecniche di analisi di bilancio
  • principi di organizzazione aziendale
  • conoscenze di bilancio civilistico e consolidato

Sono previste, inoltre, una serie di abilità che si acquisiscono sul campo. Ogni azienda, infatti, utilizza degli specifici software di gestione. Se vuoi davvero fare questo lavoro, dunque, devi essere molto versatile, avere la mente aperta e poter contare su una certa dimestichezza con strumenti digitali e fogli elettronici. Insomma, non guasterebbe una certa formazione informatica.

Qualità personali indispensabili

Gli aspetti caratteriali sono importanti quando si sceglie una professione. Non dovresti saltare, dunque, questo passaggio della guida su come diventare addetto al controllo di gestione. Un controller, infatti, deve essere una persona costruttiva e capace di collaborare con i colleghi. Non solo, deve essere dotato di logica e pensiero analitico. Non guasta neppure un pizzico di creatività nell’approcciare i problemi, in modo da trovare soluzioni innovative in grado di dare un’ulteriore spinta alla gestione aziendale.

Completano il profilo:

  • notevoli capacità organizzative
  • spiccato senso di responsabilità
  • precisione e attenzione ai dettagli
  • orientamento al raggiungimento dei risultati
  • capacità di lavorare sotto pressione
  • qualità di leadership
  • buone capacità comunicative
  • forte orientamento al problem solving

Un’altra dote molto importante per il controller è la capacità di prendere decisioni e di attuare strategie. Se sei una persona che preferisce eseguire e non decidere e che lavora molto bene in un gruppo di cui è solo un componente e non un responsabile, valuta con attenzione questa professione. Potresti non avere le caratteristiche personali giuste per diventare un controller di successo. 

Dove lavora l’addetto al controllo di gestione

Il controller ha tante opportunità lavorative davanti a sé. Può lavorare, infatti, nelle seguenti realtà:

  • aziende private di qualsiasi settore 
  • società di servizi
  • società di consulenza
  • amministrazioni pubbliche
  • aziende sanitarie
  • società di trasporti

L’impiego più dinamico è sicuramente quello nelle società di consulenza. In questo caso, infatti, il controller viene inviato presso i clienti. Il ruolo diventa perciò molto dinamico. L’addetto-consulente ha a che fare con tante aziende diverse, viene in contatto con realtà sempre nuove e ed è soggetto a diverse trasferte nel corso dell’anno.

Iniziare a lavorare come controller

Se sei ancora uno studente, la lettura di questa guida su come diventare addetto al controllo di gestione arriva al momento giusto.

Uno dei modi per intraprendere la professione è scrivere una tesi sperimentale all’interno di un’azienda. In questo modo cominci ad approcciarti al lavoro sul campo e a farti conoscere. Se l’impresa giudica valido il tuo lavoro, potrebbe essere interessata ad assumerti. Un’altra importante opzione è quella dello stage. Se non hai fatto studi economici così mirati,  invece, puoi decidere di iscriverti a un master che preveda anche un tirocinio direttamente in azienda.

Nei siti specializzati per la ricerca di lavoro trovi comunque molti annunci per questa figura. Ovviamente, muovi i primi passi nella posizione di controller junior. Dopo un po’ di anni, però, diventi senior o puoi salire di grado all’interno dell’azienda.

La carriera di un controller, infatti, si può strutturare verticalmente. Cosa significa?  Diventi, per esempio, responsabile della pianificazione e controllo o responsabile amministrativo.

Quando guadagna un addetto al controllo di gestione

Lo stipendio medio di un controller varia a seconda di una serie di fattori, tra cui le dimensioni dell’azienda e l’anzianità di servizio. Un controller junior, con meno di 3 anni di esperienza alle spalle, percepisce uno stipendio medio di circa 1150 euro netti al mese.

Mano a mano che l’esperienza aumenta, il guadagno diventa più alto. Dopo circa 7/8 anni di lavoro, lo stipendio arriva a circa 1470 euro al mese. Un controller con un’esperienza inclusa tra i 10 e i 20 anni, guadagna sui 1850 euro mensili; mentre un addetto con più di 20 anni di carriera arriva a percepire 2240 euro al mese.

Ovviamente, gli stipendi riportati non sono precisi al centesimo. Non esiste, infatti, un contratto collettivo nazionale specifico che regolamenta questa figura. La remunerazione può variare molto in base al settore di operatività dell’azienda. I controller assunti in aziende metalmeccaniche o alimentari, per esempio, percepiscono lo stesso stipendio medio che corrisponde a circa 1300 euro mensili. Nel caso, invece, di controller operativi nel settore farmaceutico i compensi medi salgono. Si parla, infatti, di stipendi mensili superiori a 1800 euro.

Un discorso a parte va fatto per i consulenti che operano in regime di libera professione e per i controller che fanno carriera fino ad arrivare a posizioni di responsabilità maggiore. In entrambi i casi gli stipendi variano da situazione a situazione. Si tratta comunque di una professione molto più maschile che femminile. In Italia, infatti, il 62% dei controller è di sesso maschile.

Allora, la guida come diventare addetto al controllo di gestione ha chiarito tutti i tuoi dubbi?

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Dove studiare all’aperto a L’Aquila?

Ti sei iscritto da poco all’università e vuoi capire dove studiare all’aperto a L’Aquila? La città offre diverse aree verdi dove puoi andare a preparare i tuoi esami. L’educazione outdoor è ormai una filosofia caldeggiata anche dalla scuola, perché diverse ricerche hanno dimostrato che fare lezione all’aria aperta migliora la concentrazione e favorisce la serenità di bambini e ragazzi.

Non solo, studiare in un ambiente rilassante aiuta a focalizzare l’attenzione. Prati verdi, alberi, aiuole con fiori colorati, laghetti e fontane contribuiscono a creare un ambiente sereno in cui è più facile ritrovare la concentrazione perduta. Risultato? Studi più tranquillo e studi meglio.

Se frequenti l’Università de L’Aquila e sei alla ricerca di parchi e aree verdi dove affrontare le materie più ostiche, leggi la nostra guida qui sotto e prepara lo zaino per uscire.

Studiare all’aperto nel Parco del Castello

Il primo posto che ti consigliamo è in pieno centro. Si tratta del Parco del Castello, una vasta area verde che circonda l’imponente Forte Spagnolo. Come mai la nostra guida “dove studiare all’aperto a L’Aquila” inizia con un posto centralissimo? È semplice: il parco è facilmente raggiungibile. L’ingresso principale è da Piazzale Battaglione degli Alpini, in cui sorge la famosa Fontana Luminosa.

In realtà, sono presenti diversi accessi da numerosi punti come Viale Malta e Viale Tagliacozzo. Non avrai cioè problemi ad arrivare e potrai godere della pace del parco e sederti all’ombra dei pini per studiare. L’area è tenuta molto bene ed è attrezzata con numerose panchine. C’è anche una zona giochi riservata ai bambini. Se hai approfittato della modalità della formazione a distanza di Unicusano per riprendere gli studi in età adulta e hai già dei bimbi, il Parco del Castello è davvero il luogo ideale per conciliare studio e famiglia.

Studio e sport al Parco del Sole

Devi preparare gli esami ma non vuoi rinunciare a fare un po’ di sport? Intervallare lo studio con delle pause è un’abitudine assolutamente positiva. Le super immersioni nello studio non sono così proficue senza una pausa. Soprattutto in prossimità della data degli esami, la mente è stanca e la tensione tende ad aumentare. Per abbattere l’ansia è bene stancare il corpo. Ti consigliamo quindi di studiare all’aria aperta e di terminare la sessione di studio con un po’ di sport nell’area attrezzata del Parco del Sole.

Il parco si trova appena fuori dalle mura de L’Aquila accanto alla Basilica di Collemaggio. L’area è stata sottoposta a ristrutturazione dopo il terremoto del 2009 ed è davvero perfetta per concentrarsi. Il parco si estende per 4 ettari e avrai la possibilità di trovare un posto tranquillo anche nei giorni in cui è più frequentato. L’area è facilmente raggiungibile. Dal Parco del Castello, per esempio, dista meno di 3 chilometri.

Villa Comunale per studiare rimanendo in centro

Se stai cercando dove studiare all’aperto a L’Aquila senza spostarti dal centro, la Villa Comunale è l’area ideale per te. Si trova, infatti, proprio nel cuore della città e si estende fino a lambire il Parco del Sole. I giardini sono anche tagliati da una viale pedonale che puoi utilizzare per trovare l’angolo giusto dove aprire i tuoi libri e quaderni e immergerti nello studio. Molto consigliata se il tuo pomeriggio di studio deve includere anche commissioni in posti centrali. Puoi cioè organizzare la giornata suddividendo il tempo tra gli impegni universitari e tutti gli altri impegni extra.

Ultima tappa per studiare all’aperto: Parco Murata Gigotti

L’ultimo parco che ti proponiamo è da prendere in considerazione se hai un po’ più di tempo a disposizione. A differenza degli altri tre della nostra guida “dove studiare all’aperto a L’Aquila” non si trova in centro città. Il Parco Murata Gigotti, infatti, ti aspetta nella frazione cittadina di Coppito. In realtà, non è lontanissimo dal centro da cui dista più o meno 7 chilometri. Se parti, ad esempio, dalla zona della Fontana Luminosa impiegherai circa 15 minuti di tempo in auto. È una bella area verde consigliata se sei alla ricerca di un’oasi tranquilla, dove puoi concentrarti e preparare i tuoi esami senza distrazioni.

Aree fuori da l’Aquila: Pineta di Roio

Hai una intera domenica da dedicare allo studio ma non vuoi startene in casa? Allora, prendi l’auto e raggiungi la Pineta di Roio. Si tratta di un’area molto vasta con sentieri e piazzole attrezzate con tavolini e panche in legno. Potrai cioè pianificare lo studio e la pausa pranzo. Se poi devi studiare nei mesi primaverili o estivi, la pineta è davvero il luogo migliore: starai particolarmente fresco e il caldo non ridurrà le tue capacità di concentrazione.

Non devi neanche preoccuparti delle distanze, perché la pineta sorge a circa 9 chilometri dalla città. Se hai deciso di raggiungerla di domenica, non troverai neppure tanto traffico e sarai a destinazione in una ventina di minuti.

Allora, cosa ne pensi: abbandonerai la tua scrivania e sceglierai uno dei posti qui sopra per sperimentare lo studio all’aperto?

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Laurea Magistrale in Scienze Umanistiche – Lingua e letteratura italiana a L’Aquila con il Percorso Eccellenza

Se vuoi insegnare o occuparti di editoria, devi completare la tua formazione universitaria con la laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Lingua e letteratura italiana a L’Aquila con il Percorso Eccellenza.

Si tratta di un corso organizzato secondo una nuova formula didattica che agevola il completamento degli studi. Non solo, il piano di studi contempla materie in linea con i cambiamenti introdotti nel mondo del lavoro dalla rivoluzione digitale.  

Guida alla laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Lingua e letteratura italiana a L’Aquila

La laurea in scienze umanistiche con curriculum in lingua e letteratura italiana è accessibile agli studenti in possesso del titolo triennale.

Durante i due anni dovrai sostenere esami in materie come:

  • letteratura italiana contemporanea nel contesto europeo
  • ricerca educativa e analisi dei dati
  • grammatica normativa della lingua italiana

Che cos’è il Percorso Eccellenza

Unicusano ha deciso di ampliare la proposta formativa con l’aggiunta del Percorso Eccellenza. La didattica a distanza resta invariata, mentre cambia l’assistenza agli studenti e gli esami con all’introduzione degli esoneri e della figura del mentore.

Come funziona la laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Lingua e letteratura italiana

Grazie alla piattaforma e-learning sempre accessibile della facoltà, non devi recarti in ateneo per le lezioni. Effettui l’accesso dove e quando vuoi e segui i docenti. In questo modo pianifichi in libertà il tempo da dedicare allo studio, senza dover sprecare ore preziose in spostamenti.

Il titolo ottenuto, inoltre, ti consente di lavorare come:

  • insegnante in scuole di I e II grado
  • revisore di testi in case editrici/agenzie letterarie
  • specialista in pubbliche relazioni in enti privati e statali

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

La prima grande novità sono gli esami. Niente più prove classiche incentrate su tutto il programma da studiare in un’unica tranche. Sosterrai una serie di prove intermedie che vertono solo su una parte del materiale didattico. In questo modo studi con maggiore serenità e hai la possibilità di pianificare meglio impegni lavorativi e universitari.

Se poi hai bisogno di aiuto, puoi affidarti al mentore. Questa figura non si occupa di tutti gli studenti dell’ateneo come i tutor tradizionali. Essendo un membro della facoltà, segue solo gli studenti di lettere.

I benefici per lo studente

Perché dovresti iscriverti al Percorso Eccellenza? Dai un’occhiata all’elenco qui di seguito:

  • percorso universitario meno stressante
  • laurea in corso
  • maggiore conciliazione tra studio e vita personale/lavorativa
  • assistenza personalizzata del mentore

La retta annuale ammonta a 5000 euro. Vuoi saperne di più? Compila subito il form a lato.

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Laurea Magistrale in Scienze Umanistiche – Diffusione della conoscenza a L’Aquila con il Percorso Eccellenza

Completa i tuoi studi con l’iscrizione alla laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Diffusione della conoscenza a L’Aquila con il Percorso Eccellenza. Perché dovresti sceglierla? Sperimenterai una nuova modalità didattica che ti aiuta a laurearti in corso. Non solo, potrai usufruire anche di un piano di studi pensato per facilitare la collocazione dei neolaureati nel mondo del lavoro.

Guida alla laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Diffusione della conoscenza a L’Aquila

L’iscrizione alla laurea in scienze umanistiche con curriculum diffusione della conoscenza è consentita agli studenti in possesso del titolo triennale.

Durante i due anni di corso dovrai sostenere esami per un totale di 120 crediti formativi. Le materie sono molto varie da letteratura italiana a lingua inglese, da glottodidattica a tecnologia della comunicazione digitale.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

Il Percorso Eccellenza è una nuova formula didattica studiata da Unicusano per favorire il completamento degli studi. Oltre alla didattica a distanza, sono incluse due novità:

  • assistenza agli studenti con il mentore
  • esami organizzati in esoneri

Come funziona la laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Diffusione della conoscenza

Durante i due anni di percorso universitario dovrai raggiungere l’ateneo solo per dare gli esami e discutere la tesi. Tutta la formazione avviene a distanza tramite la piattaforma e-learning, sempre accessibile. Ti basta collegarti per seguire le lezioni e consultare il materiale didattico.

La laurea ti consente di lavorare nella scuola, in case editrici e agenzie letterarie e negli uffici pubbliche relazioni di enti privati e statali.

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

Dimentica gli esami classici. Il Percorso Eccellenza ti consente di sperimentare gli esoneri, con i programmi delle materie ripartiti in più prove intermedie. Per sostenere ciascun esonero, dunque, studi solo su una parte del materiale didattico. Il risultato? Ti prepari con calma, pianifichi meglio il tuo tempo e approfondisci di più le singole materie d’esame.

Non vieni neppure lasciato solo durante il percorso, perché puoi contare sul mentore. Si tratta di un membro della facoltà, a cui spetta il compito di offrire sostegno solo agli studenti del corso di laurea in lettere.

I vantaggi per lo studente

Grazie al Percorso Eccellenza puoi contare sui seguenti benefici:

  • studio più sereno
  • laurea in corso
  • migliore gestione del tempo
  • conciliazione facilitata tra studio, lavoro e vita personale
  • assistenza personalizzata del mentore

Per l’iscrizione dovrai corrispondere una retta annuale pari a 5000 euro. Vuoi ulteriori informazioni? Devi semplicemente compilare il form a lato con le tue richieste.

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Laurea Triennale in Lettere – Materie letterarie e linguistiche a L’Aquila con il Percorso Eccellenza

Le materie letterarie e le lingue straniere sono una tua passione da sempre? Iscriviti alla laurea triennale in lettere – Materie letterarie e linguistiche a L’Aquila con il Percorso Eccellenza. Potrai usufruire di una modalità didattica che facilita il raggiungimento dei tuoi obiettivi di studio e avrai un bagaglio di conoscenze ideale per collocarti nel mondo del lavoro moderno.

Guida alla laurea triennale in lettere – Materie letterarie e linguistiche a L’Aquila

La laurea in lettere con curriculum materie letterarie e linguistiche è accessibile agli studenti con una buona padronanza dell’italiano e di una lingua europea. Il percorso ha una durata di 3 anni durante i quali dovrai sostenere esami per un totale di 180 crediti formativi. Al termine del percorso il titolo universitario ottenuto ti consentirà di lavorare in musei, biblioteche, centri di formazione didattica e agenzie di pubbliche relazioni.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

Unicusano amplia la proposta formativa con il Percorso Eccellenza. Si tratta di una formula che coniuga la didattica a distanza con due novità: l’assistenza agli studenti fornita dalla nuova figura del mentore e gli esami classici suddivisi in esoneri.

Come funziona la laurea triennale in lettere – Materie letterarie e linguistiche

Niente trasferimenti e viaggi avanti e indietro per seguire le lezioni. La piattaforma e-learning della facoltà contiene tutti i corsi dei docenti e i materiali didattici. Cosa significa? Segui le lezioni da casa o dall’ufficio e organizzi in libertà il tempo da dedicare allo studio.

Ti rechi in ateneo solo per dare gli esami in materie come linguistica generale, letterature italiana, lingua inglese e abilità informatiche.

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

La prima grande novità sono gli esami ripartiti in esoneri. I programmi delle varie materie sono cioè suddivisi in prove intermedie, che vertono solo su una parte del materiale didattico. In questo modo studi con più calma senza le immersioni super impegnative su tutto il programma.

Se poi hai qualche problema/dubbio, hai l’opportunità di richiedere il supporto del mentore. Riceverai così un sostegno mirato e personalizzato perché il mentore è un membro della facoltà, a cui vengono affidati solo gli studenti di lettere.

I vantaggi per lo studente

Vuoi capire quali sono i benefici di cui usufruiresti? Qui di seguito, un piccolo elenco:

  • percorso più sereno
  • laurea entro i tempi prestabiliti
  • possibilità di non sacrificare la vita privata/lavorativa
  • assistenza costante del mentore

La retta ammonta a 5000 euro all’anno. Per avere ulteriori informazioni devi semplicemente compilare il form a lato.

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Laurea Triennale in Lettere – Diffusione della conoscenza a L’Aquila con il Percorso Eccellenza

Stai valutando la possibilità di iscriverti alla facoltà di lettere? Allora devi prendere in considerazione la laurea triennale in lettere – Diffusione della conoscenza a L’Aquila con il Percorso Eccellenza.

Unicusano, infatti, ti propone un corso con una innovativa modalità didattica pensata per agevolare la fine degli studi entro i tre anni. Non solo, avrai l’opportunità di formarti un bagaglio di conoscenze che includono l’italiano, le lingue europee e gli strumenti di comunicazione digitale.

Guida alla laurea triennale in lettere – Diffusione della conoscenza a L’Aquila

La laurea in italiano con curriculum diffusione della conoscenza è accessibile agli studenti con buona padronanza della nostra lingua e di una lingua europea. Il piano di studi prevede il raggiungimento di 180 crediti formativi con esami in materie come letteratura italiana, teoria dei linguaggi e dei nuovi media e linguistica generale.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

Il Percorso Eccellenza è la modalità didattica con cui Unicusano ha innovato la propria proposta formativa. La formazione resta a distanza tramite le piattaforme online e a cambiare sono l’assistenza agli studenti e gli esami. La prima è affidata al mentore, mentre i secondi sono suddivisi in esoneri.

Come funziona la laurea triennale in lettere – Diffusione della conoscenza

Per seguire le lezioni e studiare non devi muoverti da casa. I materiali didattici e le lezioni dei docenti sono tutti fruibili tramite la piattaforma e-learning della facoltà. Ti basta avere una connessione per collegarti dove e quando vuoi. Raggiungi l’ateneo solo per dare gli esami e discutere la tesi.

Il titolo di studio ottenuto ti consentirà di lavorare in musei, biblioteche, agenzie editoriali, scuole e società di organizzazione di congressi ed eventi culturali.

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

La prima importante differenza rispetto ai corsi classici è l’assistenza. Non devi rivolgerti ai tutor, impegnati a seguire tutti gli studenti dell’ateneo, ma hai a disposizione il mentore. Si tratta di un membro della facoltà, a cui vengono affidati solo gli studenti del corso di laurea in lettere.

La seconda differenza è costituita dagli esami. Niente più interi programmi da studiare in una volta sola. Le materie sono suddivise in esoneri, vale a dire in prove intermedie incentrate solo su una parte del materiale didattico.

I benefici per lo studente

Ecco a te, i vantaggi degli studenti del Percorso Eccellenza:

  • studio più sereno
  • laurea in corso
  • minori rinunce riguardo la vita privata
  • maggiore approfondimento delle materie
  • assistenza personalizzata del mentore

La retta annuale ha un costo pari a 5000 euro. Per saperne di più ti basta compilare il form a lato.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. 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