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Studiare online a L’Aquila: le proposte per la tua formazione

Hai deciso di studiare online a L’Aquila e vorresti qualche informazione aggiuntiva per fare la tua scelta? L’Università Unicusano ti mette a disposizione la nuova formula dell’apprendimento a distanza. Grazie ai corsi strutturati nella modalità e-learning, non sarai costretto a trasferirti fisicamente in città per poterti laureare. E non devi preoccuparti della validità, la laurea online a L’Aquila ha la stessa validità dei titoli di studio conseguiti presso un istituto non telematico. 

Se invece hai la possibilità di frequentare i corsi in sede, l’università telematica ti apre le porte del proprio ateneo fisico, dove potrai condividere il tuo percorso di studio con docenti e studenti. 

Ma vediamo insieme cosa significa esattamente studiare online a L’Aquila con la nostra guida.

Laurea online L’Aquila: il riconoscimento del MIUR

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha riconosciuto le università telematiche come atenei in grado di rilasciare titoli equipollenti a quelli delle università tradizionali. Il riconoscimento è avvenuto con la legge finanziaria del 2003, in cui l’articolo 25 (comma 5) ha stabilito che corsi di laurea, master e specializzazioni erogati online hanno la stessa valenza legale di quelli erogati in modalità frontale. 

L’Università Unicusano è tra quelle riconosciute dal MIUR e ha adottato la nuova formula dell’e-learning per aiutare gli studenti impossibilitati, per motivi economici o lavorativi, a frequentare le lezioni in aula. Le aree tematiche disponibili sono le seguenti:

  • ingegneria civile, gestionale, agroindustriale, elettronica e meccanica
  • economia
  • giurisprudenza
  • psicologia e scienze e tecniche psicologiche
  • scienze della formazione
  • scienze politiche

A seconda della facoltà prescelta, potrai accedere sia alla laurea triennale che a quella magistrale (2 anni integrativi), vale a dire la ex laurea specialistica introdotta con la riforma del 2004. 

Non solo, se sei già laureato e ti interessa la formazione post laurea, hai a disposizione una serie di master in ingegneria, in economia e in psicologia. L’area master prevede corsi di primo e di secondo livello. 

In cosa consistono? I livelli sono stati introdotti dalla riforma dei sistemi di istruzione superiore dell’Unione Europea. Il master di primo livello corrisponde al livello 7 del quadro europeo delle qualifiche e prevede di solito 90-120 crediti formativi. Per accedervi bisogna aver conseguito una laurea o un titolo di studio equiparato e riconosciuto legalmente. 

Il master di secondo livello, invece, corrisponde al livello 8 del quadro europeo delle qualifiche. L’accesso a questo tipo di corsi è consentito solo a studenti o lavoratori in possesso di un titolo di laurea magistrale. 

Studiare online a L’Aquila: i vantaggi della formazione a distanza

Studiare online a L’Aquila significa seguire i corsi a distanza tenuti da docenti preparati e professionali, con la possibilità di accedere ai materiali in qualsiasi momento. Questa modalità porta con sé due grandi vantaggi:

  • flessibilità spaziale
  • flessibilità temporale

Per flessibilità spaziale si intende la possibilità di studiare ovunque. Ti basta avere a disposizione un dispositivo per ascoltare la tua lezione. Puoi farlo da casa, dall’ufficio e persino sul treno. Se sei un lavoratore pendolare e utilizzi il lasso di tempo del viaggio per dedicarti allo studio, nessuno ti vieta di metterti un paio di cuffie e immergerti nello studio. 

La flessibilità spaziale determina a sua volta quella temporale. Puoi abbattere i tempi morti della giornata dedicandoli allo studio, perché la proposta è di un e-learning asincrono

Di cosa si tratta? La formazione a distanza può essere sincrona o asincrona. Nel primo caso, il docente e l’allievo interagiscono in maniera istantanea. I webinar, per esempio, sono una classica modalità sincrona, in cui gli allievi possono porre domande in diretta al formatore. 

L’e-learning asincrono, invece, prevede una formazione dilazionata nel tempo, che non implica il coinvolgimento simultaneo di partecipanti e formatore. 

Grazie a questa modalità, puoi studiare quando hai il tempo a disposizione per farlo, costruendo un percorso di formazione davvero personalizzato e su misura delle tue esigenze. 

La formula proposta da Unicusano per studiare online a L’Aquila ti consente di strutturare in maniera modulare la formazione. Sarà cioè possibile suddividere l’apprendimento in blocchi, con un conseguente aumento dei risultati. Studi recenti dimostrano come l’apprendimento possa risultare più efficace quando si lascia passare un certo lasso di tempo tra una lezione e l’altra. Le nozioni apprese hanno così la possibilità di sedimentarsi e tu stesso puoi rifletterci meglio e sviscerarle come si deve prima di affrontare il modulo successivo. 

Università telematica: i tutor

Sei preoccupato riguardo la tua capacità di autogestione? La maggiore libertà può essere il rovescio della medaglia di un percorso formativo con un forte coinvolgimento personale nella gestione di modalità e tempi.

Studiare online a L’Aquila, però, significa potersi affidare a delle figure di riferimento molto importanti: i tutor. Saranno loro a offrire il giusto supporto sia in fase di orientamento che in fase di studio.

Sono dei veri e propri punti di riferimento in grado di fornire assistenza e aiutare a costruire il proprio percorso indipendente di formazione. La possibilità di interazione con i tutor è fondamentale, anche quando non si ha molta dimestichezza con i nuovi strumenti digitali. 

Se sei un lavoratore e hai deciso di dedicarti alla formazione per ampliare le tue prospettive professionali, potrai affidarti ai tutor per qualsiasi dubbio o necessità di chiarimenti. La formula dell’e-learning non esclude affatto l’assistenza e il contatto diretto con le figure coinvolte nell’apprendimento. Non sarai solo davanti al tuo computer, ma potrai contare sulla presenza di persone che ti assisteranno in caso di problemi o difficoltà. 

Studiare online a L’Aquila: la formazione permanente

L’università telematica è un’ottima soluzione se sei un lavoratore. Puoi conciliare lavoro e studio senza problemi e senza dover continuamente chiedere permessi. La formula adottata, infatti, ti consente una maggiore reperibilità dei materiali e una maggiore possibilità di apprendimento personalizzato e costruito secondo i tuoi ritmi personali. 

In che modo? Puoi interrompere una lezione e riascoltare un passaggio preciso che non hai capito bene, puoi prendere appunti con calma soffermandoti sugli argomenti chiave e puoi stoppare la lezione se sei in un momento di affaticamento mentale e prenderti una pausa rigenerante.

Non solo, se hai iniziato a studiare ma ti sei reso conto di non essere attento, concediti qualche minuto di tempo per sperimentare le tecniche di concentrazione e riprendere con maggiore lena. 

La reperibilità dei materiali, inoltre, è molto più semplice rispetto alle classiche dispense. E hai la possibilità di approcciare una modalità di studio più varia e interattiva. 

Lo studio basato su una molteplicità di mezzi differenti risulta, infatti, più efficace ed è caratterizzato da un tasso di memorizzazione superiore. L’università telematica ti offre lezioni che prevedono visione e ascolto con un aumento del 50% dei concetti che si riescono a veicolare e apprendere (Risultati tratti da uno studio di scienza cognitiva condotto dalla Società di ricerca  Forrester). Ti basti pensare che il tasso di memorizzazione scende al 10% in caso di apprendimento solo tramite la lettura. 

Non a caso, sembra che la laurea online sia un traguardo che gli studenti e i lavoratori raggiungono più spesso rispetto a quella tradizionale. L’approccio telematico, infatti, mostra tassi di completamento del percorso formativo molto elevati, probabilmente perché puoi fissare i tuoi obiettivi e raggiungerli secondo i tempi e le modalità più congeniali per te e senza rinunciare ai tuoi impegni quotidiani. 

A questo punto non ci resta che farti il nostro in bocca al lupo per il tuo percorso di studi universitari!

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Le 5 migliori app per editare video

Giri spesso video e ti piacerebbe utilizzare delle app per editare video? In effetti subito dopo aver realizzato un video, potresti accorgerti di qualche difetto: scene troppo mosse, tempi troppo morti, momenti superflui che riducono l’impatto emotivo che vorresti dare alle tue riprese. 

In tutti questi casi basta utilizzare una app per video editing e tagliare le parti troppo mosse o aggiungere una bella musica di sottofondo per aumentare l’aspetto emozionale. Per utilizzare questi strumenti non ti serve conoscere il video editing a mena dito. Si tratta di applicazioni molto semplici, che non hanno bisogno di esperti per essere utilizzate. Certo,  risoluzioni basse, immagini troppo scure o video mossi dall’inizio alla fine, non si possono correggere con queste applicazioni. In tutti gli altri casi puoi tranquillamente utilizzare le nostre 5 app per editare video e ottenere ottimi risultati. 

App per video editing per iOS e Android

Abbiamo stilato la nostra classifica con una serie di proposte sia per i dispositivi iOS che per quelli Android, in modo da darti una panoramica completa delle opzioni disponibili.

iMovie

Questo programma non necessita di presentazioni. È, infatti, il più famoso software di video editing per dispositivi Apple. Puoi anche utilizzarlo nella versione app e scaricarlo gratuitamente su iPhone e iPad. 

iMovie funziona come app sia per tagliare video sia per creare trailer con temi predefiniti. L’utilizzo è molto semplice e intuitivo grazie a icone come le forbici per tagliare, il cronometro per modificare la velocità delle immagini e l’altoparlante per regolare l’audio.  Quando hai ottenuto un risultato soddisfacente, clicchi sul pulsante Fine e usi l’icona della condivisione per esportare il filmato.

KineMaster

KineMaster è considerata una delle migliori app per editare video destinata ai dispositivi Android. Puoi scaricare tranquillamente la versione gratuita. In questo caso, però, l’applicazione aggiungerà un watermark sul tuo video. Se vuoi rimuoverlo, devi sottoscrivere l’abbonamento con cadenza mensile o annuale.

Una volta scaricata, KineMaster prevede anche l’opzione Assistente Progetto che ti mette a disposizione una procedura guidata per la creazione del tuo video. La prima volta che la usi puoi affidarti all’Assistente, ma già la seconda volta sarai in grado di operare in autonomia. Questa app ti consente una serie di operazioni, tra cui inserire testo ed effetti speciali, regolare l’audio, aggiungere musiche di sottofondo, tagliare il video e registrare persino una narrazione di accompagnamento alle immagini.

Quick

Questa app gratuita è perfetta per realizzare i video da postare sui social. Si tratta di un’app per editare video realizzata da GoPro in due versioni diverse per iOS e Android.

Con Quick puoi individuare i momenti più importanti del tuo video e produrre dei mini filmati della durata massima di 2 minuti. Non solo, hai anche la possibilità di aggiungere effetti speciali, musica di sottofondo ed effetti di transizione tra una scena e l’altro nei punti dove hai effettuato i tagli. Una volta completato il tuo lavoro, clicca sul pulsante Salva. A questo punto hai due opzioni: esportare il video nel rullino del tuo smartphone oppure condividerlo direttamente su Instagram, WhatsApp oppure Facebook.

Easy Video Cutter

App per Android semplicissima da usare, come dice il nome stesso. Consigliata se hai bisogno di effettuare una modifica molto veloce, non sei particolarmente esperto e non vuoi perdere troppo tempo a capire come funziona l’applicazione.

Easy Video Cutter, infatti, consente di tagliare e unire più filmati insieme. Non solo, puoi anche estrarre una traccia MP3 oppure creare una GIF a partire dal video. Sono disponibili diversi effetti speciali, la rotazione del video e l’opzione per l’aggiunta di una filigrana. Hai anche la possibilità di accedere a un’anteprima per controllare il lavoro. Se decidi però di aggiungere un effetto speciale, l’anteprima del video non sarà più disponibile. Insomma, Easy Video Cutter è un buon modo per iniziare prima di passare a qualche applicazione più complessa.

Cyberlink ActionDirector

Applicazione per editare video destinata ai dispositivi Android. L’applicazione è gratuita, ma imprime dei watermark ai filmati. La versione non a pagamento, tra l’altro, non supporta la risoluzione in Full HD. Se non vuoi i watermark e ti interessa il Full HD, devi acquistare la versione a pagamento oppure guardare la pubblicità. In quest’ultimo caso, però, otterrai la rimozione dei watermark su un unico progetto.

Tralasciando questi dettagli, Cyberlink ActionDirector è un’applicazione ricca di funzionalità piuttosto interessanti. Ti consente di tagliare e unire video, di inserire colonne sonore, sticker, titoli ed effetti di transizione tra una scena e l’altra e di utilizzare tutta una serie di effetti artistici. Hai a disposizione anche il tasto Colore per regolare manualmente il colore e aumentare/diminuire il contrasto o la luminosità del video. Quando hai concluso, scegli in quale formato salvare il tuo video: SD, HD o Full HD (a pagamento). 

Allora quale app per editare video ti convince di più? Scarica una delle applicazioni e comincia a girare i tuoi video con i nuovi amici universitari!

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I 10 libri sui pittori da leggere assolutamente

Se adori l’arte e sei alla ricerca di testi con cui approfondire le tue conoscenze, devi consultare la nostra lista di libri sui pittori da leggere almeno una volta nella vita. Ti proponiamo una carrellata di biografie, saggi e testi romanzati pensati appositamente per gli appassionati.

Allora prendi carta e penna e segnati i titoli dei nostri libri per amanti dell’arte. Sono tutti testi scelti seguendo sia il criterio dell’autorevolezza degli scrittori che della piacevolezza del contenuto. Se ami la pittura e leggere è il tuo hobby, questi testi fanno assolutamente per te.

Libri sui pittori: le biografie

Partiamo con una serie di biografie riguardanti le vite di pittori celebri. 

Pietro Manzoni – Vita d’artista di Flaminio Gualdoni

Flaminio Gualdoni racconta la vita di Pietro Manzoni puntando l’attenzione sia sull’artista che sul provocatore scapestrato, trovato morto a soli 30 anni a causa di un infarto.

La biografia si sofferma sulle notti milanesi, le scorribande in bicicletta, le prime prove artistiche sotto la guida di Lucio Fontana e i contatti con i movimenti d’avanguardia internazionali. Il libro consente di scoprire Manzoni a tutto tondo, dall’uomo all’artista, collocandolo nel contesto della cultura artistica italiana ed europea. Grazie a Pietro Manzoni – Vita d’artista, scoprirai anche i grandi esponenti dell’epoca da Lucio Fontana a Yves Klein, da Azimut al Gruppo Zero. Non solo, seguirai il percorso di un grande pittore che ha deciso di annullare il suo privato per calarsi totalmente nell’opera d’arte.

Frida – Una biografia di Frida Kahlo – Hayden Herrera 

Hayden Herrera affronta il mito di Frida Kahlo e svela cosa si nasconde dietro il successo della pittrice, scoppiato in tutto il mondo alla fine degli anni Novanta. Si parte dall’infanzia della pittrice, nata nel 1910 a Coyoacan in Messico, la cui vita assomiglia a quella della protagonista di un romanzo.

Sopravvissuta alla poliomelite a sei anni, è vittima di un terribile incidente stradale a soli diciotto anni. Frida resta invalida e soffrirà di tremendi dolori alla schiena che la perseguiteranno fino alla sua morte.

La biografia racconta la doppia anima di questa pittrice, che mescola candore e ferocia. Frida si ispirava alla pittura tradizionale dell’Ottocento e, allo stesso tempo, subiva il fascino della modernità trasferendo nell’arte anche i suoi tormenti sentimentali. Il libro non tralascia neppure la sua vita amorosa, soffermandosi sull’amante Lev Trockij e sul marito fedifrago Diego Rivera, che le rimarrà accanto fino alla morte.

Picasso  – L’uomo e l’artista – Roland Penrose

Pablo Picasso è uno degli artisti del Novecento diventato ormai una leggenda. La biografia di Roland Penrose racconta tutta la vita del pittore con grande accuratezza di dettagli e estrema precisione nella ricostruzione.

Si parte dalla giovinezza a Malaga, dove nacque nel 1881, fino al trasferimento a Parigi, al periodo romano e alle nozze nel 1918 con la ballerina Olga Khoklova. La biografia non si ferma qui e prosegue raccontando tutta la vita privata e artistica del grande genio.

L’introduzione è a cura di uno dei più grandi storici dell’arte italiani: Giulio Carlo Argan.

La passione di Artemisia di Susan Vreeland

L’autrice traccia un ritratto molto accurato della donna che è considerata la prima pittrice italiana: Artemisia Gentileschi (1593-1654).

Figlia del pittore Orazio Gentileschi, la giovane studiò per tanti anni nella bottega paterna. Purtroppo la sua vita fu segnata dalla violenza subita da Agostino Tassi, amico del padre. Artemisia diventò così protagonista di un processo pubblico molto umiliante, che fece grande scandalo all’epoca.

La sua pittura è stata fortemente influenzata dalle terribili vicende private vissute e il libro racconta tutto il dramma di Artemisia, soffermandosi sull’identificazione con il personaggio di Maria Maddalena, protagonista di tante sue opere.

Libri sui pittori: i romanzi d’arte

I romanzi sono un ottimo modo per approfondire la conoscenza della vita e delle opere di un‘artista. Qui di seguito, ti proponiamo dei titoli assolutamente da leggere. 

La vedova Van Gogh – Camilo Sánchez

Lo scrittore argentino Camilo Sánchez tratteggia il ritratto della donna a cui spetta il merito di aver strappato dall’oblio Vincent Van Gogh. Si tratta della moglie di Theo, fratello del pittore, Johanna Van Gogh-Bonger.

Vincent ha intrattenuto una fittissima corrispondenza epistolare con la donna che, pur essendo rimasta sola e con un bambino piccolo da sfamare, decise di farsi portavoce dell’arte del cognato. Subito scopo il suicidio di Van Gogh e la morte del marito, Johanna cominciò a organizzare delle mostre con i quadri del pittore ed è stata fondamentale per divulgarne l’arte. Il romanzo è una sorta di cronistoria della vita tormentata di Van Gogh, raccontata con gli occhi della destinataria delle sue lettere.

Donne di Caravaggio – Francesca Santucci

Francesca Santucci è una grande appassionata di Caravaggio e ha deciso di raccontare il pittore attraverso le donne della sua vita. Caravaggio dipingeva sempre dal vivo e l’autrice ha cercato di fare luce sulle tante presenze femminili che hanno animato l’arte e la vita privata del pittore. Si tratta quasi sempre di popolane dall’esistenza povera e difficile, accomunate spesso dal fatto di essere morte in giovane età. Attraverso la descrizione di queste presenze femminili si impara a conoscere meglio l’arte e la vita del grande pittore lombardo.

Schiava di Picasso – Osvaldo Guerrieri

Osvaldo Guerrieri racconta la storia della tormentata relazione tra la pittrice e poetessa Dora Maar e Pablo Picasso. L’autore evidenzia i tratti di un rapporto malato, con la donna completamente succube di un uomo egocentrico e capriccioso. Grazie a Schiava di Picasso si scopre il doppio volto di un genio, autocelebrativo persino nella vita privata.

Proprio a Dora Maar, tra l’altro, si devono gli scatti fotografici più belli del pittore. La donna, infatti, aveva l’abitudine di fotografarlo di nascosto mentre lui dipingeva

La ragazzo con l’orecchino di perla – Tracy Chevalier 

Romanzo divenuto famoso dopo il film con protagonisti Scarlett Johansson e Colin Firth. Il libro merita una lettura attenta perché racconta benissimo la vita del pittore olandese Jan Vermeer (1632-1675).

L’autrice ha scelto come punto di vista quello della sedicenne Griet, una ragazza di umili origini che fa da serva in casa del pittore. Prima di questo romanzo, si sapeva poco di Jan Vermeer e Tracy Chevalier ha avuto il merito di portare alla luce alcuni aspetti della vita dell’artista olandese e della società del Seicento.

Libri sui pittori: saggi

Lo spirituale nell’arte – Wassily Kandinsky 

Il pittore Wassily Kandinsky  termina il suo libro Lo spirituale nell’arte nel 1910 a Murnau in Baviera. È difficile definire questo testo, che è diventato una delle pietre miliari tra i libri di teoria dell’arte.

Si tratta di un testo rivoluzionario che racchiude filosofia dell’arte e misticismo, dichiarazioni poetiche e segreti artistici. Tutti gli appassionati di pittura dovrebbero leggerlo per entrare nell’animo e nella mente di un grande pittore come Kandinsky.

Breve ma veridica storia della pittura italiana – Roberto Longhi

Roberto Longhi scrisse questo saggio nel 1914 per aiutare i suoi studenti a sostenere l’esame di maturità. Si tratta del primo scritto di uno dei più prestigiosi storici dell’arte, in cui viene tracciata la storia della pittura internazionale dall’arte ravennate a Cézanne, da Giotto a Masaccio fino all’arte giapponese, definendo stili e pittori.

Una lettura consigliata per quanti si ritrovano a dover affrontare un esame di storia dell’arte e per tutti quelli alle prese con la scelta di professioni riguardanti la tutela del nostro patrimonio artistico.

A questo punto non ti resta che scegliere il genere che preferisci, tra biografie, romanzi e saggi. Scegli i libri sui pittori che ti ispirano di più e buona lettura!

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Come diventare giudice tributario: studi e possibilità

Hai intrapreso gli studi di giurisprudenza e ti piacerebbe capire come diventare giudice tributario

Allora sei nel posto giusto.  Approfondiremo insieme tutti gli aspetti necessari a fare chiarezza su questa figura, dai compiti alle possibilità lavorative fino alla retribuzione prevista. 

Si tratta comunque di un ramo della giustizia soggetto spesso a riforme o a tentativi di riforme. Quella più importante è avvenuta nel 1992. Fino ad allora i giudici tributari venivano designati dal presidente del Tribunale o della Corte d’Appello, secondo criteri non sempre limpidi. Dopo la riforma del 1992, si accede alla carica solo per concorso. Questo significa che per capire come diventare giudice tributario bisogna prima di tutto seguire un iter di formazione.

Come diventare giudice: compiti e formazione

Prima di addentrarci nell’argomento ti introduciamo alla professione con qualche piccola indicazione riguardo le mansioni di un giudice tributario. Come è facile comprendere dalla stessa denominazione professionale, si tratta di una figura con il compito di emettere sentenze riguardo ai contenziosi tra contribuenti e organo impositore

Il giudice si pronuncia sui tributi di qualsiasi genere, da quelli del catasto alle sanzioni amministrative. Per poter svolgere il proprio ruolo si avvale della collaborazione delle Commissioni Tributarie, dipendenti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Queste commissioni si occupano di tutti i ricorsi di quei contribuenti che ritengono infondate le richieste dell’amministrazione finanziaria e degli altri enti. Le commissioni lavorano in base all’ambito territoriale e alla materia del ricorso e sono distinte in:

  • Commissioni Tributarie Provinciali competenti in primo grado nelle controversie per tributi di dogane, demanio, Agenzia delle Entrate, enti locali, agenti della riscossione e enti impositori
  • Commissioni Tributarie Regionali con sede nel capoluogo di regione e competenti in secondo grado nei processi di impugnazione delle sentenze emesse dalle commissioni provinciali

Ogni commissione è composta da un presidente, un vicepresidente e da quattro giudici. All’interno della sezione, il collegio giudicante è costituito sempre da tre giudici.

Per poter accedere al concorso e intraprendere la carriera bisogna essere in possesso di una laurea in materie giuridiche o in materie economiche e aziendali. 

Ovviamente, la formazione post laurea specifica con master e corsi consente una maggiore preparazione e favorisce l’accesso alla professione. 

Per prepararsi al concorso e capire come diventare giudice tributario puoi seguire: 

  • Master di I livello in Diritto Amministrativo
  • Corsi di perfezionamento e aggiornamento professionale

Giudice tributario: le figure ammesse al concorso

La legge impedisce l’accesso al ruolo di giudice tributario a una serie di figure. Non possono assumere questo ruolo i consiglieri provinciali, comunali e regionali, i dipendenti dell’amministrazione finanziaria (Agenzia delle Entrate, dogana), gli appartenenti alla Guardia di finanza, chi detiene incarichi direttivi o esecutivi nei partiti politici e gli appartenenti alle Forze Armate.

L’ultimo concorso, indetto nel 2016 per 202 posti, consentiva l’accesso alle seguenti figure: 

  • notai (Commissioni Tributarie Regionali)
  • dipendenti della pubblica amministrazione con qualifiche per le quali è necessaria una laurea in giurisprudenza o economia
  • iscritti negli albi dei ragionieri e dei periti commerciali con almeno 10 anni di esperienza lavorativa
  • docenti in materie giuridiche ed economiche
  • docenti in ragioneria
  • ingegneri, architetti, geometri, periti edili, periti industriali e periti agrari, con regolare iscrizione all’albo, che abbiano esercitato la professione per almeno 10 anni

L’elenco include anche i magistrati ordinari, amministrativi e militari ancora in servizio o in pensione, gli avvocati e i procuratori dello Stato in pensione e gli ufficiali della guardia di finanza non più in servizio. 

Come vedi l’accesso è consentito a un certo numero di figure, che includono anche architetti e ingegneri. Se hai intrapreso un cammino professionale di questo tipo, ma stai pensando da un po’ a come diventare giudice tributario, un percorso di formazione specifico può consentirti di prepararti in maniera adeguata a sostenere i concorsi.

Si tratta, infatti, di un ruolo per il quale sono previsti degli ampliamenti di organico. A inizio del 2019, per esempio, il governo ha ipotizzato una nuova riforma con cui attribuire alla giustizia tributaria il ruolo di quinta magistratura con un organico totale di ben 800 giudici tributari. Gli iter delle riforme sono lunghi e incerti, ma le urgenze determinate dall’accumularsi dei contenziosi favorirà nuovi concorsi riguardanti questa figura. 

La retribuzione del giudice tributario

I componenti delle commissioni tributarie ricevono un compenso fisso, indipendente dal numero di sentenze emesse. Il compenso ammonta a 311 euro per i giudici, 337 euro per i vicepresidenti di sezione e 363 euro per i presidenti di sezione. 

A questo compenso base si sommano quelli variabili dipendenti dal numero di sentenze e pari a 93 euro a singola sentenza. Questi 93 euro vanno così suddivisi: il presidente del collegio riceve 29,50 euro, i giudici 26 euro ciascuno e 11, 50 euro vanno assegnati al relatore della pronuncia. Dal 1 gennaio del 2019,  il CPGT (Organo di autogoverno dei giudici tributari) ha dato parere positivo a un aumento di stipendio di 80 euro in busta paga.

Quella dei compensi è sicuramente una materia oggetto di rivoluzioni costanti, anche per le  varie proposte di riforme promosse sia dalle forze politiche che dalle associazioni di categoria. Negli ultimi anni, infatti, le associazioni dei giudici tributari chiedono un aumento delle indennità per la gestione delle nuove attività derivanti dai processi tributari telematici.  

Le sanzioni a carico del giudice tributario

Tutti i giudici tributari sono tenuti al requisito della terzietà – imparzialità. Il giudice cioè deve essere estraneo all’oggetto della controversia, non deve avere alcun legame con le parti coinvolte e deve disinteressato all’esito della controversia, la cosiddetta indifferenza del giudice. Se si trova in una situazione che possa minarne l’imparzialità, deve subito astenersi. In caso contrario può essere ricusato. La sua ricusazione sospende il processo in corso ed è decisa con ordinanza inoppugnabile da parte del collegio.

L’aspetto disciplinare, infatti, completa il quadro della nostra guida per capire come diventare giudice tributario. Questa figura è soggetta ai procedimenti indetti dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. In caso di ricusazione, parte un’istruttoria con relativa seduta durante la quale il giudice tributario ha la facoltà di parola. In realtà, può anche farsi assistere da un altro componente della commissione tributaria e ha la possibilità di inviare le proprie giustificazioni prima ancora che inizi il procedimento a suo carico.

Il  Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria ha sede presso il Ministero delle Finanze ed è composto da giudici tributari e da una serie di componenti designati dal Governo.

Processo telematico: l’iter da conoscere per diventare giudice

Dal 2017, i giudici tributari hanno subito la rivoluzione del digitale. Prima di approcciarti alla professione, devi considerare anche questo aspetto. Dopo una fase di test, il processo tributario telematico (PTT) è attivo su tutto il territorio nazionale. Gli utenti possono accedere al portale dedicato e depositare gli atti e i documenti processali, già notificati alla controparte. 

I giudici tributari, i contribuenti, i professionisti e gli enti impostori potranno così consultare direttamente da casa o dagli uffici tutti i fascicoli riguardanti il processo in corso. È nato cioè il cosiddetto telecontenzioso, che snellisce la gestione del processo tributario e facilita anche il lavoro dei giudici. 

Bene, ora hai tutte le informazioni necessarie per decidere se intraprendere la carriera di giudice tributario. A noi non resta che augurarti buono studio e buon lavoro. 

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Come diventare avvocato in Spagna: studi e possibilità

Il tuo sogno è la carriera legale e vorresti qualche informazione su come diventare avvocato in Spagna? Molti giovani italiani volano fino in Spagna per conseguire l’abilitazione e iniziare la pratica legale. La prassi è cambiata nel 2011 con l’emissione del Real Decreto, contenente le nuove disposizioni.

Sei tentato da questa possibilità, ma temi di immetterti in un percorso ancora più lungo di quello in vigore in Italia? Per poter valutare tutti i pro e i contro devi approfondire bene i vari passaggi e confrontarli con quelli italiani. Un aspetto, però, va tenuto in considerazione: potresti lavorare all’estero e fare l’avvocato in due diversi paesi europei!

Leggi la nostra guida su come diventare avvocato in Spagna e comincia a valutare meglio questa opzione. 

Diventare avvocato europeo: la prassi in vigore in Spagna 

Per capire bene le differenze tra l’ordinamento spagnolo e quello italiano, partiamo prima di tutto dal chiarire come diventare avvocato in Italia. Dopo la laurea in giurisprudenza, devi iniziare la pratica forense presso lo studio di un avvocato, denominato dominus, iscritto da almeno cinque anni all’Albo professionale.

Ai fini dell’esame di abilitazione, la pratica deve durare 18 mesi durante i quali hai l’obbligo di partecipare ad almeno 20 udienze del tuo dominus per ogni semestre. Al termine dei 18 mesi di praticantato, potrai sostenere l’esame di abilitazione che consiste in tre prove scritte e in una prova orale. In caso di esito positivo, è prevista l’iscrizione sia all’Albo degli Avvocati che alla Cassa Forense.

Cosa succede invece in Spagna? Il primo passo è avviare la procedura di omologazione del titolo universitario italiano, che corrisponde a quello iberico di licenciado en derecho. L’omologazione va richiesta al Ministero De Madrid e avviene attraverso la convalida degli esami sostenuti in Italia e ritenuti equipollenti. Gli esami che non dovessero essere riconosciuti vengono calcolati come debito formativo. Il debito si può colmare con:

  • un percorso di formazione realizzabile sia a distanza che presso un’università spagnola
  • superamento degli esami in loco con test a risposte multiple

Una volta completato questo iter, si ottiene la laurea spagnola (Grado en Derecho), che di fatto è una seconda laurea, e si procede con il secondo passo obbligatorio.

Il nuovo ordinamento, infatti, prevede il possesso di un attestato di conoscenza della lingua spagnola. Per poter partecipare a un corso o a un master all’estero è necessaria una conoscenza della lingua di livello intermedio (B2). Non ci sono dei tempi prefissati per seguire un corso di spagnolo e prendere l’attestato, a meno che tu non parli già la lingua e sia già in possesso di una certificazione del tuo livello di conoscenza. In caso contrario, potrai fare le tue lezioni anche prima di iniziare il percorso di formazione per colmare il debito formativo.

Dopo il conseguimento della laurea iberica, hai l’obbligo di frequentare un Master en Abogacia y Practica Juridica e di sostenere una prova alla fine del percorso. Se la prova ha esito positivo, potrai iscriverti al Colegio de Abogados in Spagna e successivamente all’Albo degli Avvocati in Italia.

In cosa consiste l’esame spagnolo per gli avvocati

Per capire bene come diventare avvocato in Spagna devi entrare nel vivo della prova di esame, definita Prueba de aptitud. Si tratta di test con una serie di domande a risposta multipla.

I 2/3 dei quesiti riguardano la deontologia professionale e materie correlate all’esercizio della professione in Spagna, mentre 1/3 dei quesiti ruotano su una materia a scelta del singolo candidato:

  • Diritto civile e commerciale
  • Diritto amministrativo
  • Diritto penale
  • Diritto del Lavoro

Di solito l’esame si tiene due volte all’anno. Se non riesci a superarlo la prima volta, puoi partecipare al test della sessione seguente. Secondo le stime, la percentuale di successi al primo tentativo è molto alta.

Se superi la Prueba de aptitud, puoi decidere dove esercitare. Un avvocato italiano, infatti, può lavorare in tutti i paesi della Comunità Europea. In base alla direttiva CE 36/2005 e al Decreto legislativo 96/2001, l’Italia consente il conseguimento del titolo di avvocato in uno dei paesi della UE. Dopodiché, l’avvocato in questione ha il diritto di chiedere il riconoscimento immediato in Italia tramite l’iscrizione nell’Albo degli avvocati stabiliti.

Ovviamente, al di là della scelta del paese in cui esercitare, devi iscriverti al consiglio dell’ordine di Spagna. Per farlo hai bisogno dei seguenti documenti: 

  • il certificato attestante il superamento dell’esame di abilitazione
  • il documento di laurea spagnolo
  • il certificato di frequentazione del Master en Abogacia y Practica Juridica
  • la copia autentica della carta di identità
  • il numero identificativo dello straniero (NIE), indispensabile per tutti i cittadini comunitari che vivono in Spagna. Il NIE si può richiedere agli uffici consolari spagnoli all’estero o alla Dirección General de la Policía
  • un documento riguardante gli antecedenti penali spagnoli
  • il domicilio professionale in Spagna

In genere dopo 2/3 settimane dalla ricezione della documentazione, il Consiglio dell’Ordine spagnolo rilascia il certificato di iscrizione e il tesserino di appartenenza all’ordine. 

Diventare avvocato: gli avvocati stabiliti

Una volta conclusa tutta la prassi in Spagna, puoi esercitare in Italia come avvocato stabilito. Cosa significa? La Comunità Europea prevede che gli avvocati comunitari possano svolgere l’attività forense in tutti gli stati membri con il titolo professionale di origine. Un avvocato francese può cioè svolgere la sua attività legale in Italia e un avvocato italiano può farlo in Francia o un altro paese comunitario. Se consegui il titolo abilitante in Spagna, l’Italia diventa il tuo paese ospitante in cui diventerai avvocato stabilito. Dovrai quindi attenerti a una serie di regole:

  • non potrai avvalerti del titolo italiano di avvocato, ma dovrai utilizzare quello spagnolo di abogado
  • avrai la facoltà di esercitare la professione come qualsiasi altro avvocato italiano

Per quanto riguarda l’esercizio della professione legale, però, c’è da fare una precisazione. L’avvocato stabilito deve agire di intesa con un professionista, abilitato a esercitare la professione di avvocato in Italia. Questa prassi è richiesta per l’assistenza e la difesa in giudizi penali, civili e amministrativi. L’avvocato abilitato ha una funzione di garante dei rapporti con l’autorità e di osservanza delle norme vigenti. Questo non significa che l’avvocato stabilito abbia limitazioni nell’esercizio della professione. Esiste solo una prassi specifica per poter esercitare davanti alla Corte di Cassazione. In quest’ultimo caso, infatti, l’avvocato stabilito non solo deve agire d’intesa con un avvocato abilitato, ma deve anche dimostrare di aver svolto la professione nella Comunità Europea per almeno 12 anni.

A questo punto, la nostra guida su come diventare avvocato in Spagna prevede solo le ultime indicazioni pratiche per l’iscrizione all’Albo degli Avvocati stabiliti italiani:

  • l’iscrizione italiana è subordinata a quella spagnola, che deve essere antecedente
  • al momento della presentazione della domanda bisogna allegare: certificato di cittadinanza di uno Stato membro della Comunità Europea o dichiarazione sostitutiva, certificato di residenza con indicazione del domicilio professionale, attestato di iscrizione all’organizzazione professionale della Spagna con data di tre mesi prima rispetto a quella di presentazione della domanda presso l’albo italiano

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati italiano ha trenta giorni di tempo dalla presentazione della domanda per ordinare l’iscrizione e darne comunicazione al collegio spagnolo.

Bene, ora conosci tutta la prassi e tutti i dettagli su come diventare avvocato europeo e non ti resta che decidere quale percorso intraprendere, scegliendo tra l’Italia oppure la Spagna. Certo, diventare abogado significa saltare i 18 mesi di praticantato obbligatori e poter subito esercitare nel nostro paese!

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Le migliori app per risolvere le espressioni

La data degli esami si avvicina e sei ancora alle prese con qualche difficoltà nella risoluzione delle espressioni? Le app per risolvere le espressioni sono un validissimo aiuto nella fase di preparazione delle prove universitarie e scolastiche. Quelle migliori, infatti, forniscono una spiegazione dettagliata del procedimento che ha portato al risultato finale e ti consentono di comprendere i vari passaggi. Non ti troverai con la soluzione e basta, ma acquisirai il metodo che ti permetterà di superare compiti in classe ed esami senza problemi. Abbina le applicazioni alle tecniche di concentrazione e arriverai davvero preparato a qualsiasi prova.

Leggi la nostra guida e scopri quale app di matematica scaricare e utilizzare in vista della prossima sessione di prove scritte.

App per risolvere le espressioni

Photomath

Photomath è una delle migliori applicazioni di matematica ed è disponibile per i dispositivi iOS e Android. Si tratta di uno strumento gratuito che utilizza la fotocamera del tuo cellulare per risolvere le espressioni. Per utilizzarla devi semplicemente inquadrare l’espressione, in modo da consentire all’algoritmo di Photomath di leggerla in maniera corretta. 

Se durante la scansione si è verificato un problema, hai la possibilità di modificare manualmente l’espressione. Ti basta pigiare il pulsante Modifica in basso allo schermo e procedere a mano. 

Quando Photomath ha completato la scansione, si apre un riquadro bianco contenente l’espressione e un secondo riquadro di colore rosso contenente il risultato. Per visualizzare i passaggi clicca sul pulsante con la scritta Passaggi. 

Se hai bisogno di informazioni più approfondite, invece, clicca sulla freccia che punta verso il basso. Dopo aver cliccato, ti compare una spiegazione testuale che ti illustra ogni singolo passaggio

Non è necessario avere una connessione per utilizzare l’applicazione, scaricabile in ben 30 lingue diverse. Tra l’altro una volta installata, Photomath ti viene in aiuto anche  nella risoluzione di una serie di esercizi, tra cui i problemi di algebra e quelli di trigonometria.

Cymath

Cymath è un’altra applicazione per risolvere le espressioni molto valida. L’abbiamo inserita subito dopo Photomath perché questi due strumenti hanno un funzionamento molto simile. Entrambi sono compatibili con i dispositivi iOS e Android ed entrambi sono gratuiti. Un altro punto in comune è il sistema di inquadratura dell’espressione tramite la fotocamera del cellulare.

Una volta inquadrata l’espressione, Cymath provvede alla risoluzione. L’unica differenza è nella fornitura delle spiegazioni più dettagliate sui passaggi intermedi. Per avere questo tipo di servizi, infatti, Cymath prevede la sottoscrizione di un abbonamento mensile.

Risolvi espressioni

Il nome di questa applicazione non lascia spazio alla fantasia. Scaricala gratuitamente e prova a testarla sui tuoi dispositivi Android, iOS e Windows (smartphone e tablet). Puoi anche scegliere di utilizzarla sul PC tramite il servizio online di risoluzione delle espressioni. Il funzionamento è davvero semplice. 

Una volta concluso il download, clicca sul pulsante con la scritta Apri e successivamente sull’icona con la dicitura Risolvi Espressioni presente in Home. Dopodiché, seleziona il campo Scrivi un’espressione e comincia a inserire i numeri e i simboli matematici utilizzando la tastiera del tuo telefono. Per scrivere correttamente l’espressione, dovrai utilizzare simboli come i due punti (:) per indicare la divisione, l’asterisco (*) per la moltiplicazione, la barretta obliqua (/) per la frazione e le parentesi tonde per aggiungere i numeri periodici. 

Quando hai concluso l’inserimento, clicca sul pulsante con la freccia. Otterrai sia il risultato finale che l’indicazione di tutti i passaggi intermedi. A questo punto non ti resta che analizzare i singoli passaggi per capire come vengono risolte le espressioni e perfezionare la tua preparazione.

A differenza di Photomath, però, Risolvi espressioni si può utilizzare solo in presenza di una connessione a internet. 

MyScript Calculator

Questa app per risolvere le espressioni è indicata per usi veloci. La scarichi, la installi e la utilizzi per verificare se hai fatto bene tutti i calcoli e il risultato ottenuto è esatto. Si tratta infatti di una app di matematica che offre solo il risultato finale, senza fornirti tutti i passaggi. Il funzionamento è semplicissimo, scarichi la app per Android o iOS, la installi e la avvii. Si apre subito una schermata che simula un classico foglio a quadretti, nel quale scrivi a mano le operazioni da effettuare. Una volta inserita l’espressione, compare subito il risultato evidenziato in blu.

MyScript Calculator è gratuita, si può installare su iPhone e smartphone Samsung, HTC, Motorola, Sony, LG e non solo. Tra l’altro, è possibile utilizzarla anche per risolvere le funzioni trigonometriche, i logaritmi e le costanti.

Microsoft Mathematics (Windows)

Microsoft Mathematics è un’app per risolvere le espressioni ideata dai programmati di Microsoft. È disponibile per il download su tutti i PC dotati dei seguenti sistemi operativi: Windows 7, Windows XP Service Pack 3,  Windows Vista Service Pack 2, Windows Server 2003 Service Pack 2, Windows Server 2008 R2 e Windows Server 2008 Service Pack 2.

Una volta completata l’installazione, è sufficiente scrivere l’espressione e cliccare sui pulsanti della calcolatrice virtuale. Nel Foglio di lavoro visualizzi sia il risultato che i diversi passaggi intermedi. Come vedi il funzionamento è semplicissimo.

App matematica: la nostra classifica

Le applicazioni di matematica da scaricare e utilizzare in vista degli esami sono davvero numerose. Nella guida qui sopra abbiamo inserito le migliori, quelle che ti aiutano a perfezionare le tue conoscenze in maniera semplice e rapida. L’offerta però è davvero ampia e persino testare le varie app si può considerare un metodo di apprendimento. Le scarichi, le utilizzi e provando i vari servizi di risoluzione affini le tue conoscenze. 

Per questo abbiamo deciso di stilare un’ulteriore classifica con una serie di app e una piccola descrizione con le principali funzioni di ciascuna. Buona scelta e buon apprendimento matematico:

  • iMatematica: disponibile nella versione gratuita e in quella a pagamento per dispositivi iOS e Android. Gli studenti la considerano alla stregua di un vero e proprio assistente matematico, molto utile anche nella risoluzione delle espressioni.
  • Mathpix: app per Android e iOS che risolve espressioni, frazioni, equazioni, radici e logaritmi. Oltre alla soluzione, fornisce anche i diversi passaggi intermedi. Funziona tramite inquadratura dell’espressione con la fotocamera del cellulare.
  • PCalc: applicazione solo per iOS dotata di una potente calcolatrice. È indicata sia per gli studenti che per i professionisti, come gli ingegneri e gli informatici. Si tratta di una app particolarmente completa che è scaricabile solo a pagamento, al costo di 10,99 € nella versione con tutti i servizi. È utilizzabile addirittura su Apple Watch. Potrai così risolvere le espressioni usando direttamente il tuo orologio da polso Apple!
  • OneMath: applicazione gratuita che funziona anche senza collegamento a internet. Ha un’interfaccia molto intuitiva e piacevole e risolve le espressioni numeriche, le equazioni di secondo e di terzo grado e i sistemi a due e a tre incognite. 
  • Socratic: applicazione concepita all’inizio solo per i dispositivi iOS, ma realizzata successivamente anche per i dispositivi Android. Risolve le espressioni e gli esercizi di matematica e ti fornisce tutte le spiegazioni per comprendere i vari passaggi. Non solo, ti suggerisce anche gli argomenti da approfondire. Socratic funziona meglio se i compiti da risolvere sono scritti utilizzando la tastiera del telefono o del tablet, ma l’applicazione è comunque dotata di un sistema di riconoscimento. Quest’ultimo è in grado di leggere gli appunti scritti a mano, a patto che la calligrafia sia pulita a e chiara.
  • Wolfram Alpha: potente applicazione per iOS e Android, ideata per risolvere le espressioni matematiche e per fare calcoli di fisica, chimica, ingegneria, astronomia e biologia. Wolfram Alpha funziona solo a pagamento.

Scegli la tua app per risolvere le espressioni, fai partire la playlist che ti aiuta a trovare la giusta concentrazione e inizia subito a testarla!

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Serie TV sulla guerra: le 7 da vedere

Le serie Tv sulla guerra sono avvincenti e ricche di dettagli storici che aiutano a comprendere meglio avvenimenti lontani da noi. Guardi gli episodi e impari ad analizzare un evento storico dal punto di vista di chi vi ha preso parte.

Se studi storia, giornalismo o filosofia, le serie tv belliche possono quasi diventare uno strumento di studio al pari di manuali e saggi, soprattutto quando sono realizzate in maniera accurata con particolari e ricostruzioni fedeli.

Leggi la nostra guida qui sotto con tutte le serie storiche belle assolutamente da vedere. Organizzati con altri amici interessati e metti in piedi un bel gruppo di visione per commentare insieme i vari episodi. E se sei un appassionato, alterna la visione delle serie a quella dei film bellici!

Le serie TV sulla guerra da non perdere

Generation Kill

Miniserie in 7 puntate che racconta la seconda guerra del Golfo, scoppiata il 20 marzo del 2003 con l’invasione dell’Iraq da parte di una coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti.

La serie è andata in onda in America nel 2008 e in Italia l’anno successivo. A differenza di altre serie TV belliche affronta temi molto vicini a livello temporale e lo fa attraverso lo sguardo di un cronista di guerra della rivista Rolling Stones.

Generation Kill, infatti, è ispirata all’omonimo libro scritto proprio dal corrispondente Evan Wright. La storia è incentrata sull’avanzata nel deserto della compagnia Bravo, il primo battaglione da ricognizione dei Marines degli Stati Uniti. Tutta la guerra è raccontata tramite lo sguardo del cronista e dei soldati che non sono coinvolti in nessuna importante azione militare. I membri del battaglione sono impegnati in operazioni quotidiane che consistono nella manutenzione continua delle armi e dei mezzi. I militari si muovono cioè nel deserto senza sapere nulla, eseguendo semplicemente gli ordini dei superiori.

Se sei interessato ad approfondire la guerra dal punto di vista di chi non ha potere decisionale e finisce per ritrovarsi in un conflitto di cui non comprende neppure le finalità, Generation Kill è la serie Tv sulla guerra da vedere.

Band of Brothers

Band of Brothers è una miniserie in 10 puntate prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks. La serie è ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale e, in particolare, negli anni compresi tra il 1942 il 1945. Le storie raccontate sono quelle dei soldati che fanno parte della Compagnia Easy. Si tratta cioè di paracadutisti di cui gli episodi seguono il percorso dall’addestramento fino all’assegnazione al fronte di guerra europeo.

Perché vederla? Band of Brothers è tra le serie storiche belle perché racconta la guerra con grande accuratezza e, allo stesso tempo, la umanizza soffermandosi sulle vicende dei singoli soldati.

Per la realizzazione Steven Spielberg e Tom Hanks si sono serviti del libro Banda di fratelli, scritto dallo storico americano Stephen Ambrose. Il professore Ambrose ha partecipato alla produzione in veste di consulente e ha contribuito alla precisione delle ricostruzioni storiche. Non a caso, a lui si deve anche il romanzo da cui è tratto il film Salvate il soldato Ryan. Infine, il cast è un ulteriore punto a favore. In Band of Brothers recitano David Schwimmer (Friends), Simon Pegg, Michael Fassbender, James McAvoy e Tom Hardy. Solo per citarne alcuni degli attori che hanno preso parte alla serie.

The Pacific

Seconda serie TV sulla guerra firmata dalla coppia Steven Spielberg e Tom Hanks, andata in onda negli Stati Uniti e in Italia nel 2010. L’ambientazione temporale è sempre quella di Band of Brothers (Seconda Guerra Mondiale), ma  la guerra viene raccontata da un altro fronte: quello del Pacifico.

La serie è composta da 10 episodi e ha inizio il 7 dicembre del 194, quando la base americana di Pearl Harbor viene attaccata dall’esercito giapponese. The Pacific è basata sulle memorie di due marine che parteciparono alle operazioni in Giappone e che hanno raccontato la loro esperienza in due libri (With the Old Breed e Helmet for My Pillow).

Se ti interessa il periodo storico della Seconda Guerra Mondiale, potresti vedere sia Band of Brothers che The Pacific in modo da approfondire la tua conoscenza seguendo il conflitto da due fronti completamente diversi.

Generation War

Alcuni commentatori hanno definito Generation War la versione tedesca di Band of Brothers. In effetti, la serie racconta la Seconda Guerra Mondiale dal punto di vista di un gruppo di giovani tedeschi. I protagonisti sono due fratelli appartenenti all’esercito tedesco, una infermiera della Croce Rossa, un giovane ebreo e una cantante. I primi tre stanno per partire per il fronte, mentre gli altri due sono una coppia. La cantante, infatti, ha instaurato una relazione con il giovane di origini ebraiche contravvenendo alle leggi razziali promulgate dal governo tedesco. Tutti sono convinti che la guerra finirà presto, ma verranno tragicamente smentiti.

La serie è andata in onda in Germania nel 2013 e in Italia nel 2014 ed è stata molto contestata. In patria ha provocato un dibattito davvero accesso e persino insolito per una serie. Secondo alcuni Generation War non affronta come dovrebbe la questione ebraica. Le accuse principali riguardano la descrizione del ruolo avuto dalla Germina nell’olocausto. Proprio per questo motivo la serie è da vedere. Potrai approfondire ancora di più il periodo della Seconda Guerra Mondiale analizzandolo dal punto di vista tedesco.

M.A.S.H.

Questa serie TV sulla guerra è stata prodotta negli anni ’70 e all’epoca ha avuto un grandissimo successo. Si tratta di ben 11 stagioni che raccontano le vicissitudini di un ospedale da campo americano durante la Guerra di Corea (1950-1953). La particolarità di questa serie è nel perfetto equilibrio tra commedia e tragedia. Alcune delle vicende raccontate infatti sono davvero tragicomiche, ma secondo le testimonianze di molti veterani rispecchiano alla perfezione quanto accadeva in Corea.

M.A.S.H. è tra le serie TV belliche da vedere anche perché è stata realizzata quando gli americani erano impegnati in un altro conflitto: la guerra in Vietnam.

Sons of liberty – Ribelli per la libertà

Miniserie americana costituita da tre episodi andati in onda nel 2015 e ambientati durante la Guerra di Indipendenza. Gli eventi si svolgono in quel di Boston e raccontano di un momento storico poco conosciuto. La serie segue le vicende di un gruppo di giovani patrioti stanchi del dominio britannico. Dopo l’imposizione di nuove e dure tasse sul commercio, i giovani decidono di ribellarsi e di unirsi al movimento che fomenterà la rivoluzione e la successiva Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Da vedere se ti piacerebbe approfondire le vicende che hanno portato alla nascita degli Stati Uniti moderni.

Our World War

Con questa serie TV sulla guerra torniamo in Europa al tempo della Prima Guerra Mondiale. La miniserie in tre episodi è targata BBC ed è andata in onda nel 2014. Our World War ricostruisce le battaglie con moderne tecniche di animazione che rendono particolarmente realistico il racconto della guerra. In realtà, gli episodi non si soffermano solo sulle battaglie e sugli scontri bellici, ma raccontano anche gli effetti della Prima Guerra Mondiale sui soldati inglesi che vi presero parte in prima persona.

La serie è caratterizzata anche da diversi cambi di ambientazione. Si passa dal Belgio alla Francia e precisamente ad Amiens, dove ebbe luogo la battaglia che portò verso la fine della Prima Guerra Mondiale (agosto del 1918).

A questo punto non ti resta che scegliere il periodo storico che vorresti approfondire e selezionare una delle serie tv belliche che ti abbiamo consigliato. Buona visione!

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Come utilizzare la tecnica del mandarino per studiare meglio

Quando ti siedi alla scrivania hai due compiti davanti a te: studiare e trovare la giusta concentrazione per farlo al meglio. La tecnica del mandarino può esserti di grande aiuto. Di cosa si tratta? Di una delle più efficaci tecniche di concentrazione da imparare e applicare per essere focalizzati pienamente sullo studio e sui tuoi obiettivi universitari.

Purtroppo, la concentrazione è difficile da raggiungere e mantenere a causa delle tante distrazioni causate soprattutto dall’uso eccessivo e continuato degli strumenti tecnologici. Sicuramente, ti sarà capitato di ricevere un messaggio, una chiamata, una email o un video divertente e ti sarà anche capitato di staccare per quei cinque minuti fatali che ti impediscono di riprendere con lo stesso livello di attenzione precedente alla pausa.

La concentrazione, però, si può allenare nel tempo usando delle tecniche specifiche. All’inizio dovrai fare un piccolo sforzo ma i risultati saranno davvero ottimi, anche perché potenziare le capacità di concentrazione significa allenare, contemporaneamente, anche altre funzioni cognitive. Quando sei più concentrato migliorano la memoria, la creatività e la capacità di trovare nessi logici e di risolvere i problemi.

Impara come utilizzare la tecnica del mandarino per preparare i tuoi esami con la nostra guida dell’Università Unicusano de L’Aquila.

Esercizi per studiare: come prepararsi ad aumentare la concentrazione

Prima di applicare le tecniche di concentrazione bisogna creare le condizioni favorevoli perché abbiano successo e ti permettano di ottenere il risultato sperato.

Per concentrazione si intende la capacità di controllare e mantenere l’attenzione viva e costante durante tutto lo svolgimento di un compito preciso (studio in vista di un esame nel tuo caso). Questa capacità può essere minata da fattori esterni sfavorevoli (ambiente, elementi di distrazione eccetera), da fattori fisico-psichici (malesseri interiori ed esteriori) e da scarsità di allenamento e di esercizio. Devi iniziare a considerare la concentrazione come un muscolo mentale da sottoporre ad allenamento, come qualsiasi altro muscolo del tuo corpo. In fondo, non potrai mai vincere una gara di corsa se prima non ti sei allenato per farlo!

Qui sotto, trovi una piccola guida con tutti i passi da mettere in atto prima di provare la tecnica del mandarino:

  • limita le distrazioni riducendo al minimo gli elementi di disturbo sonoro/visivo: cerca di eliminare tutto il rumore di fondo che attrae la tua attenzione (radio, TV e cellulari). Inizia, per esempio, silenziando il telefono così da non essere tentato dal rispondere ai messaggi oppure spegnendo la musica se ti impedisce di concentrarti.
  • fai ordine nello spazio dedicato allo studio: esiste un collegamento diretto tra l’ordine delle aree esterne e il proprio ordine mentale. Per facilitare la concentrazione inizia con il mettere in ordine la tua scrivania e con il rendere gli spazi più funzionali alla tua attività. Se l’ambiente è troppo disordinato e caotico, la capacità di focalizzazione diminuisce.
  • la concentrazione tende a subire un calo quando si è stanchi e affaticati. Cerca di bilanciare bene i momenti di studio e quelli di riposo. Per aiutarti prevedi una serie di piccole pause. Alcune ricerche hanno dimostrato che gli studenti che fanno delle pause recuperano molto facilmente il tempo “perduto”, perché riprendono a studiare più concentrati. In 10 minuti di studio concentrato si acquisiscono molte più nozioni che in 30 minuti di studio distratto.
  • scegli i momenti di studio con attenzione: la fase immediatamente successiva al pasto non è la migliore. Il corpo è impegnato nella digestione e la capacità di concentrazione non è altissima. I momenti più adatti allo studio sono la mattina e il tardo pomeriggio. Cerca di capire qual è il tuo momento di massima concentrazione nell’arco della giornata e prediligi quello per dedicarti allo studio.

In cosa consiste la tecnica del mandarino

Dopo aver creato tutte le condizioni favorevoli per iniziare a studiare, puoi applicare la tecnica del mandarino:

  • siediti sulla tua sedia con i piedi ben piantati sul pavimento
  • respira profondamente per tre volte
  • immagina di stringere tra le mani un mandarino. Cerca di visualizzare tutti i dettagli del tuo frutto immaginario, dal colore al peso, dall’odore alla temperatura. È leggero? È pesante?  È freddo di frigorifero? È a temperatura ambiente? Ha delle foglie? È umido oppure è secco?
  • passa il mandarino da una mano all’altra e continua a visualizzarne tutte le caratteristiche
  • prendi il mandarino con la mano destra (oppure con la mano sinistra se sei mancino), alza il braccio e avvicinalo alla parte posteriore della tua testa all’altezza della nuca. Lascia il mandarino in questa posizione.
  • ora chiudi gli occhi e immagina il tuo mandarino, con tutte le caratteristiche che gli hai attribuito, mentre galleggia esattamente dove lo hai lasciato. In questo momento dovresti raggiungere uno stato di rilassatezza e di concentrazione.
  • non aprire gli occhi e immagina che il tuo campo visivo si espanda fino a includere tutto ciò che ti circonda, come se avessi la possibilità di osservare la stanza in cui ti trovi a 360 gradi
  • riapri gli occhi e recupera il tuo senso di realtà

A questo punto puoi metterti a studiare!

I risultati ottenibili con la tecnica del mandarino

Ovviamente, le tecniche di concentrazione hanno bisogno di allenamento per funzionare. Non puoi aspettarti di raggiungere subito dei risultati.

Per aumentare il tuo livello di concentrazione devi avere pazienza e provare la tecnica del mandarino con costanza e per un periodo prolungato. La cosa migliore sarebbe fare questi esercizi per studiare meglio tutti i giorni, per almeno tre o quattro settimane. Non è possibile dire a priori quando comincerai a vedere i primi benefici. Ogni persona è diversa dall’altra e ha bisogno dei suoi tempi, così come ci sono studenti “gufi” che rendono molto meglio nello studio in notturna e studenti “allodole” che danno il meglio di sé di mattina.

Affinché la tecnica del mandarino dia i suoi frutti, dovrai anche avere un piano di studi ben definito con degli step e dei compiti giornalieri da espletare. Il tuo calendario, inoltre, dovrà essere fissato in modo da consentirti di concludere il programma in tempo per la sessione di esame. Suddividere la materia da studiare in piccole parti ti permetterà di avere dei compiti quotidiani su cui focalizzarti e favorirà la concentrazione, che potrai a tua volta allenare con la tecnica che ti abbiamo proposto. In questo modo si crea un circolo virtuoso che ti consentirà di superare meglio gli esami e di sentirti più gratificato e soddisfatto.

Infine, per ottenere davvero dei risultati cerca di non pretendere mai troppo da te stesso. Fissa degli obiettivi raggiungibili in base al tuo tempo a disposizione e usa la tecnica del mandarino per raggiungerli. Quando l’obiettivo è fattibile, la percentuale di successo aumenta, la gratificazione è maggiore, la motivazione cresce e la concentrazione allenata con le giuste tecniche non fa che aumentare. Se invece tendi a chiedere troppo a te stesso, fissando obiettivi poco raggiungibili, inneschi un processo di insoddisfazione che ha un effetto demotivante. Finisci cioè per essere scontento e poco motivato e finisci persino con il saltare gli esercizi di concentrazione, a cui non riesci ad attribuire più la stessa efficacia. Il mancato raggiungimento del risultato ti indurrà cioè a non avere più il giusto stimolo nell’applicare con costanza la tecnica del mandarino.

A questo punto non ti resta che provare a mettere in pratica tutti i passi della nostra guida e a sperimentare su te stesso l’efficacia di questa tecnica!

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Come farsi amici nuovi in poco tempo: i consigli da seguire

Università significa cambiamento, spesso anche di città. Quando sei alle prese con l’inizio di una nuova vita, la domanda come farsi amici nuovi è legittima. Compagni di corso o di studio non si trasformano necessariamente in amici. La relazione potrebbe fermarsi alle lezioni seguite insieme o alle ore passate a studiare sui libri.

Avere dei rapporti di amicizia sinceri e profondi aiuta anche lo studio, perché migliora il benessere quotidiano, aumenta l’autostima e facilita la concentrazione per il raggiungimento degli obiettivi universitari. La nascita di nuovi legami rientra nel ciclo normale dei rapporti sociali. Secondo uno studio dell’Università di Utrecht, ogni sette anni si perde la metà dei propri amici che vanno sostituiti con delle nuove relazioni.

Ma come fare nuove amicizie in un contesto diverso da quello consueto o in una città differente da quella di provenienza? Il primo passo è impegnarsi. Le amicizie vanno cercate e coltivate con costanza per poter diventare dei rapporti duraturi e piacevoli.

Come fare nuove amicizie: i primi passi

Per uscire dal tuo guscio e trovare nuovi amici devi prendere l’iniziativa. Non avere paura di apparire una persona bisognosa. Spesso, la difficoltà nel compiere il primo passo nasce dal desiderio di non voler sembrare persone sole o disperate.

In un ambiente come l’Università, tutti sono alla ricerca di altre persone con cui instaurare un legame. Fare il primo passo e invitare una persona a prendere un caffè o a mangiare qualcosa non significa necessariamente lanciare un messaggio di solitudine, anzi i destinatari potrebbero percepire l’invito come un segnale di socievolezza.

Come fare a prendere l’iniziativa? Questi sono i nostri primi consigli pratici:

  • guardati intorno e fai il primo passo con le persone che ti circondano quotidianamente
  • sposta la frequentazione dai luoghi di studio (università, biblioteca) a luoghi esterni di svago (cinema, locali, bar, caffetterie) o a casa tua. Se è nato un piccolo gruppo di studio, proponi un pomeriggio nella tua stanza per creare una situazione più confidenziale
  • non desistere se la prima risposta è negativa

Per quanto gentili, le risposte negative possono far sorgere un blocco. Prima di interpretare nella maniera sbagliata un rifiuto, devi tenere a mente che la persona oggetto dell’invito ha già una sua vita e delle sue relazioni sociali. Il rifiuto potrebbe essere dettato semplicemente dall’esistenza di impegni pregressi e non dalla mancanza di interesse o da una mancanza di volontà di stabilire un rapporto di amicizia.

Quando si inizia un percorso nuovo, gli amici di vecchia data non coinvolti nel cambiamento sono per forza di cose meno presenti. I suddetti amici, infatti, avranno a loro volta degli impegni nuovi. Questo meccanismo rende le persone inclini a cercare nuove relazioni. Non bisogna quindi scoraggiarsi di fronte a un “non posso” e fare qualche altro tentativo, senza saltare automaticamente alla conclusione di non piacere o di non aver fatto una buona impressione.

Per capire davvero come trovare nuovi amici cerca di avere aspettative realistiche. Se tieni sempre presente che tutte le persone hanno una propria galassia di relazioni e di amicizie, non andrai incontro a delusioni e costruirai dei nuovi rapporti.

Come trovare nuovi amici: consigli e suggerimenti pratici

A questo punto la guida su come farsi nuovi amici dell’Università Unicusano di L’Aquila entra nel vivo con una serie di consigli pratici, che ti aiuteranno a stringere nuove relazioni in poco tempo:

  • cerca delle situazioni in cui hai la possibilità di entrare in contatto con un notevole numero di amici potenziali: biblioteca, aule studio, mensa universitaria. Sono tutti luoghi in cui è possibile interagire con più persone e cercare nuovi amici.
  • esci dalla routine di studio e coltiva un hobby che ti consenta di allargare il tuo giro di conoscenze, dal trekking alla palestra fino ai corsi teatrali di recitazione. Sono tutte attività che favoriscono la socialità e durante le quali è possibile intrecciare nuove relazioni di amicizia. Nelle pause o a fine lezione è più semplice fare quattro chiacchiere con una persona che condivide la tua stessa passione/attività. Passare dalla chiacchierata a un aperitivo da condividere non è così complicato e ti consentirà di portare fuori dalla palestra o dal teatro quella conoscenza.
  • prendi l’abitudine di scambiare subito le informazioni di contatto. Spesso, si chiacchiera con qualcuno piacevolmente nei corridoi universitari o davanti alla porta di un professore in attesa dell’orario di ricevimento e ci si perde di vista. Non lasciare cadere queste occasioni e chiedi subito il contatto. Per iniziare basta diventare amici su Facebook.
  • invita sempre i nuovi contatti a fare qualcosa con te. È questo il passo più importante per farti conoscere meglio e per capire se può nascere una nuova amicizia. È sufficiente anche un semplice caffè.
  • metti da parte la timidezza e prendi l’iniziativa. Insisti almeno un paio di volte prima di non invitare più una persona. Se non è disponibile, ricorda sempre di seguire il primo consiglio del nostro elenco e cerca situazioni in cui puoi venire a contatto con tanti potenziali nuovi amici.
  • invita i nuovi contatti a portare con sé altri amici. Gli amici degli amici sono fondamentali. Quando stai cercando di capire come fare nuove amicizie, le conoscenze e le relazioni delle persone che approcci potrebbero essere a loro volta dei potenziali amici. In questi casi ricordati sempre di mettere in pratica la buona abitudine di scambiare subito i contatti.
  • sii flessibile e impara a modificare i tuo piani. Se hai ricevuto un invito da un potenziale nuovo amico, cerca di non rifiutare. Quando puoi, sposta gli impegni pregressi e mostrati disponibile. Avrai capito davvero come farsi amici nuovi quando ti impegnerai prima a far nascere i rapporti e poi a farli durare nel tempo.

Come far crescere i rapporti di amicizia

L’ultima fase della nostra guida come farsi amici nuovi riguarda i passi da compiere per far crescere un rapporto.

Quando hai stabilito un contatto non basta uscire, fare qualche invito e condividere un hobby. Per consentire a un rapporto di amicizia appena nato di superare la prova del tempo devi impegnarti. In che modo? Qui di seguito, i nostri suggerimenti:

  • sii presente con messaggi e telefonate. Se non ti capita di vedere tutti i giorni il tuo contatto e non hai una frequentazione universitaria, invia qualche messaggio per sapere come va e interessati alla sua vita. È il modo migliore per instaurare un rapporto di confidenza. Non farti sentire solo quando si avvicina il fine settimana e vorresti uscire.
  • cerca di aprirti e raccontare di te. Farsi conoscere è importante per scoprire affinità e punti in comune. Non vivere in maniera negativa il grado minore di confidenza dell’altra parte. Alcune persone hanno bisogno di più tempo per aprirsi, ma questo non preclude affatto la possibilità che siano dei potenziali ottimi amici.
  • tutti abbiamo dei bisogni e rendersi utili agli altri favorisce la nascita dei rapporti di amicizia. Se hai bisogno di qualcosa, chiedi aiuto al tuo nuovo contatto. Quella conoscenza potrà trasformarsi davvero in un’amicizia quando l’altro ha piacere a essere utile e ti coinvolge nella sua vita chiedendoti a sua volta una mano. Renditi disponibile a soddisfare la richiesta e avrete un nuova base su cui far crescere il rapporto di amicizia.

Come vedi servono pochi e piccoli passi per capire come farsi amici nuovi e avere una vita sociale molto più soddisfacente!

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I 5 libri sulla rivoluzione industriale da leggere assolutamente

Hai bisogno di approfondire il periodo della rivoluzione industriale con delle letture supplementari? Ti proponiamo una guida con i cinque libri sulla rivoluzione industriale da comprare e da leggere assolutamente per capire meglio in cosa è consistito il processo di industrializzazione iniziato nel 1700.

Prima di suggerirti i cinque titoli dobbiamo rinfrescarti la memoria con una piccola precisazione. Di solito si parla di prima rivoluzione e di seconda rivoluzione industriale. La prima ha inizio nella seconda metà del 1700 e ha come protagonista i telai meccanici dell’industria tessile e la macchina a vapore di J. Watt. La seconda fase, invece, prende il via nel 1870 e ha come protagonisti l’elettricità, i prodotti chimici e il petrolio.

I libri sulla rivoluzione industriale: i titoli e gli autori

Per capire meglio la portata della trasformazione imposta dall’avvento delle fabbriche sono molto utili sia i saggi che i romanzi. Potrai così approfondire il fenomeno da diversi punti di vista: le macchine, la politica e l’economia da un lato e la vita quotidiana degli operai dall’altro. La rivoluzione industriale, infatti, diede vita a una notevole trasformazione sociale. Proprio in quegli anni si affermò la borghesia capitalistica e nacque la lotta di classe.

Se ti serve approfondire il periodo storico, prendi carta e penna e segnati i titoli dei libri sulla rivoluzione industriale della guida dell’Università Niccolò Cusano di L’Aquila.

La rivoluzione industriale 1760-1830 di Thomas S. Ashton

Thomas S. Ashton è considerato uno dei più grandi conoscitori del fenomeno dell’industrializzazione moderna. È stato, infatti, professore di storia economia alla London School of Economics (dal 1944 fino al 1954) e ha vissuto proprio nel periodo della seconda rivoluzione industriale.

Il suo testo è una ricostruzione completa dei fattori demografici, sociali, finanziari e tecnologici che hanno caratterizzato la prima fase del processo di industrializzazione. Si tratta di una lettura storico-economica che ti chiarirà molti aspetti relativi alla prima fase della rivoluzione industriale.

Rivoluzione industriale e rivolta nelle campagne di Eric J. Hobsbawm e George Rudé

Eric J. Hobsbawm e George Rudé sono due storici e il loro libro è un’analisi di quanto accaduto nelle campagne inglesi tra il XVI e il XVIII secoloI due affrontano con attenzione il periodo che ha gettato la basi della rivoluzione industriale e che ha favorito l’ascesa della borghesia. La trasformazione del lavoro agricolo è stata, infatti, la premessa fondamentale per tutti i successivi cambiamenti economici, sociali e politici.

Eric J. Hobsbawm e George Rudé ricostruiscono quegli anni con un’analisi sia delle nuove tecniche agricole adottate nelle campagne che degli stravolgimenti produttivi innescati. Non solo, leggendo il libro capirai esattamente come è avvenuta la concentrazione dei capitali in poche mani e come si è verificato il passaggio dal ruolo di contadini a quello di salariati oppure di braccianti disperati.

Il libro è un grande affresco di tutte le tensioni e di tutte le lotte che hanno sconvolto il mondo contadino, proprio negli anni in cui è nato quel travolgente processo di industrializzazione definito rivoluzione.

Tempi difficili – Hard Times di Charles Dickens

Il nostro elenco di libri sulla rivoluzione industriale prosegue con un romanzo, che ti consentirà di interrompere per un attimo le interessanti letture storiche ed economiche per immergerti in una emozionante storia incentrata sulla vita degli operai.

La rivoluzione industriale, infatti, fu caratterizzata da un progressivo peggioramento delle condizioni di vita della classe operaia e dalla nascita delle metropoli moderne. I salari erano sempre più bassi, le donne e i bambini lavoravano ricevendo una paga inferiore rispetto a quella degli altri operai maschi e gli orari di lavoro erano massacranti. La giornata media di un operaio del 1800 si aggirava intorno alle 13/15 ore lavorative. E secondo le ricostruzioni storiche venivano utilizzati persino bambini di 5 o 4 anni. È proprio a questa realtà che fa riferimento Charles Dickens in Tempi Difficili, uno dei suoi romanzi di denuncia più noti. 

Il romanzo nasce come critica alla società industriale dell’epoca (siamo nel 1854), che finì per bandire ideali, immaginazione e sogni in favore di un materialismo assoluto. L’unica cosa importante nel mondo romanzato di Tempi difficili è il profitto, proprio come accadeva nella realtà dell’epoca.

La storia ruota intorno a due operai, Stephen e Rachael, poveri, sfiniti e impotenti. I due vivono nella triste città di Coketown. La cittadina non esiste ed è il frutto dell’immaginazione di Dickens, anche se il riferimento reale è alla città di Preston, nei pressi di Manchester. La scelta non è stata casuale perché proprio a Preston si svolsero degli scioperi molto drammatici tra il 1853 e il 1854. L’affresco di Dickens ti permetterà di capire meglio la vita di chi ha sperimentato in prima persona la rivoluzione industriale e ne ha pagato il prezzo sulla propria pelle.

Prometeo liberato di David S. Landes

David S. Landes è uno storico americano specializzato in economia. Il suo testo Prometeo Liberato (pubblicato per la prima volta nel 1972) analizza le cause del fenomeno della rivoluzione industriale, ne descrive il corso e ne localizza con precisione lo sviluppo. Prometeo liberato, infatti, abbraccia un lungo periodo che inizia nel 1750 con la prima rivoluzione industriale e continua fino agli anni ‘70.

La rivoluzione industriale, infatti, non si è fermata con la seconda fase. Dopo la Seconda Guerra Mondiale (inizio degli anni ’50), il mondo ha subito un nuovo cambiamento dei processi produttivi e si è innescata la cosiddetta terza rivoluzione industriale. Questa terza fase è stata caratterizzata dall’avvento stravolgente dei computer, dei robot, delle prime navicelle spaziali e dei satelliti. Il periodo storico attuale, invece, è quello della quarta rivoluzione industriale. Applicazioni, intelligenza artificiale e  sistemi di automazione industriale sono le nuove frontiere tecnologiche che stanno cambiando radicalmente il mondo del lavoro. 

Ebbene, Landes affronta tutti questi cambiamenti (prima rivoluzione, seconda rivoluzione e terza rivoluzione industriale) a partire dalla figura mitologica di Prometeo. Fu lui infatti il responsabile della prima grande trasformazione dell’umanità. Quando Prometeo rubò il fuoco agli dei dell’Olimpo per darlo agli uomini innescò una serie di cambiamenti di una portata pari a una rivoluzione.

Proprio quel fuoco è il simbolo dello stravolgimento introdotto dalla rivoluzione industriale e analizzato da David S. Landis. Il suo Prometeo Liberato ti permetterà di studiare i cambiamenti introdotti dall’industrializzazione in tanti ambiti e non solo in quello economico. Lo studioso americano, infatti, si sofferma anche sulle trasformazioni degli ordinamenti sociali e degli atteggiamenti culturali.

Che cos’è la rivoluzione industriale di Claude Fohlen

Claude Fohlen è stato professore all’Università La Sorbona di Parigi e ha pubblicato Che cos’è la rivoluzione industriale nel 1971. Il libro è un affresco completo delle principali teorie formulate dai grandi esperti e dei fattori alla base della spinta rivoluzionaria verso l’industrializzazione.

La lettura del testo ti consentirà di approfondire i fattori economici, politici, sociali e tecnologici che hanno caratterizzato la rivoluzione industriale e di scoprire tutte le teorie più importanti su questo complesso periodo storico.

Non solo, Claude Fohlen elabora anche la sua personale teoria e analizza tutte le conseguenze positive e negative del fenomeno. Nel libro le ricadute della rivoluzione industriale sono studiate da vari punti di vista, da quello ambientale a quello ecologico fino a quello medico e sanitario.

Questi sono i cinque libri sulla rivoluzione industriale da leggere con attenzione per conoscere appieno il periodo. A questo punto, non ti resta che scegliere quali comprare e iniziare la tua lettura!

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