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Serie TV sulla guerra: le 7 da vedere

Le serie Tv sulla guerra sono avvincenti e ricche di dettagli storici che aiutano a comprendere meglio avvenimenti lontani da noi. Guardi gli episodi e impari ad analizzare un evento storico dal punto di vista di chi vi ha preso parte.

Se studi storia, giornalismo o filosofia, le serie tv belliche possono quasi diventare uno strumento di studio al pari di manuali e saggi, soprattutto quando sono realizzate in maniera accurata con particolari e ricostruzioni fedeli.

Leggi la nostra guida qui sotto con tutte le serie storiche belle assolutamente da vedere. Organizzati con altri amici interessati e metti in piedi un bel gruppo di visione per commentare insieme i vari episodi. E se sei un appassionato, alterna la visione delle serie a quella dei film bellici!

Le serie TV sulla guerra da non perdere

Generation Kill

Miniserie in 7 puntate che racconta la seconda guerra del Golfo, scoppiata il 20 marzo del 2003 con l’invasione dell’Iraq da parte di una coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti.

La serie è andata in onda in America nel 2008 e in Italia l’anno successivo. A differenza di altre serie TV belliche affronta temi molto vicini a livello temporale e lo fa attraverso lo sguardo di un cronista di guerra della rivista Rolling Stones.

Generation Kill, infatti, è ispirata all’omonimo libro scritto proprio dal corrispondente Evan Wright. La storia è incentrata sull’avanzata nel deserto della compagnia Bravo, il primo battaglione da ricognizione dei Marines degli Stati Uniti. Tutta la guerra è raccontata tramite lo sguardo del cronista e dei soldati che non sono coinvolti in nessuna importante azione militare. I membri del battaglione sono impegnati in operazioni quotidiane che consistono nella manutenzione continua delle armi e dei mezzi. I militari si muovono cioè nel deserto senza sapere nulla, eseguendo semplicemente gli ordini dei superiori.

Se sei interessato ad approfondire la guerra dal punto di vista di chi non ha potere decisionale e finisce per ritrovarsi in un conflitto di cui non comprende neppure le finalità, Generation Kill è la serie Tv sulla guerra da vedere.

Band of Brothers

Band of Brothers è una miniserie in 10 puntate prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks. La serie è ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale e, in particolare, negli anni compresi tra il 1942 il 1945. Le storie raccontate sono quelle dei soldati che fanno parte della Compagnia Easy. Si tratta cioè di paracadutisti di cui gli episodi seguono il percorso dall’addestramento fino all’assegnazione al fronte di guerra europeo.

Perché vederla? Band of Brothers è tra le serie storiche belle perché racconta la guerra con grande accuratezza e, allo stesso tempo, la umanizza soffermandosi sulle vicende dei singoli soldati.

Per la realizzazione Steven Spielberg e Tom Hanks si sono serviti del libro Banda di fratelli, scritto dallo storico americano Stephen Ambrose. Il professore Ambrose ha partecipato alla produzione in veste di consulente e ha contribuito alla precisione delle ricostruzioni storiche. Non a caso, a lui si deve anche il romanzo da cui è tratto il film Salvate il soldato Ryan. Infine, il cast è un ulteriore punto a favore. In Band of Brothers recitano David Schwimmer (Friends), Simon Pegg, Michael Fassbender, James McAvoy e Tom Hardy. Solo per citarne alcuni degli attori che hanno preso parte alla serie.

The Pacific

Seconda serie TV sulla guerra firmata dalla coppia Steven Spielberg e Tom Hanks, andata in onda negli Stati Uniti e in Italia nel 2010. L’ambientazione temporale è sempre quella di Band of Brothers (Seconda Guerra Mondiale), ma  la guerra viene raccontata da un altro fronte: quello del Pacifico.

La serie è composta da 10 episodi e ha inizio il 7 dicembre del 194, quando la base americana di Pearl Harbor viene attaccata dall’esercito giapponese. The Pacific è basata sulle memorie di due marine che parteciparono alle operazioni in Giappone e che hanno raccontato la loro esperienza in due libri (With the Old Breed e Helmet for My Pillow).

Se ti interessa il periodo storico della Seconda Guerra Mondiale, potresti vedere sia Band of Brothers che The Pacific in modo da approfondire la tua conoscenza seguendo il conflitto da due fronti completamente diversi.

Generation War

Alcuni commentatori hanno definito Generation War la versione tedesca di Band of Brothers. In effetti, la serie racconta la Seconda Guerra Mondiale dal punto di vista di un gruppo di giovani tedeschi. I protagonisti sono due fratelli appartenenti all’esercito tedesco, una infermiera della Croce Rossa, un giovane ebreo e una cantante. I primi tre stanno per partire per il fronte, mentre gli altri due sono una coppia. La cantante, infatti, ha instaurato una relazione con il giovane di origini ebraiche contravvenendo alle leggi razziali promulgate dal governo tedesco. Tutti sono convinti che la guerra finirà presto, ma verranno tragicamente smentiti.

La serie è andata in onda in Germania nel 2013 e in Italia nel 2014 ed è stata molto contestata. In patria ha provocato un dibattito davvero accesso e persino insolito per una serie. Secondo alcuni Generation War non affronta come dovrebbe la questione ebraica. Le accuse principali riguardano la descrizione del ruolo avuto dalla Germina nell’olocausto. Proprio per questo motivo la serie è da vedere. Potrai approfondire ancora di più il periodo della Seconda Guerra Mondiale analizzandolo dal punto di vista tedesco.

M.A.S.H.

Questa serie TV sulla guerra è stata prodotta negli anni ’70 e all’epoca ha avuto un grandissimo successo. Si tratta di ben 11 stagioni che raccontano le vicissitudini di un ospedale da campo americano durante la Guerra di Corea (1950-1953). La particolarità di questa serie è nel perfetto equilibrio tra commedia e tragedia. Alcune delle vicende raccontate infatti sono davvero tragicomiche, ma secondo le testimonianze di molti veterani rispecchiano alla perfezione quanto accadeva in Corea.

M.A.S.H. è tra le serie TV belliche da vedere anche perché è stata realizzata quando gli americani erano impegnati in un altro conflitto: la guerra in Vietnam.

Sons of liberty – Ribelli per la libertà

Miniserie americana costituita da tre episodi andati in onda nel 2015 e ambientati durante la Guerra di Indipendenza. Gli eventi si svolgono in quel di Boston e raccontano di un momento storico poco conosciuto. La serie segue le vicende di un gruppo di giovani patrioti stanchi del dominio britannico. Dopo l’imposizione di nuove e dure tasse sul commercio, i giovani decidono di ribellarsi e di unirsi al movimento che fomenterà la rivoluzione e la successiva Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Da vedere se ti piacerebbe approfondire le vicende che hanno portato alla nascita degli Stati Uniti moderni.

Our World War

Con questa serie TV sulla guerra torniamo in Europa al tempo della Prima Guerra Mondiale. La miniserie in tre episodi è targata BBC ed è andata in onda nel 2014. Our World War ricostruisce le battaglie con moderne tecniche di animazione che rendono particolarmente realistico il racconto della guerra. In realtà, gli episodi non si soffermano solo sulle battaglie e sugli scontri bellici, ma raccontano anche gli effetti della Prima Guerra Mondiale sui soldati inglesi che vi presero parte in prima persona.

La serie è caratterizzata anche da diversi cambi di ambientazione. Si passa dal Belgio alla Francia e precisamente ad Amiens, dove ebbe luogo la battaglia che portò verso la fine della Prima Guerra Mondiale (agosto del 1918).

A questo punto non ti resta che scegliere il periodo storico che vorresti approfondire e selezionare una delle serie tv belliche che ti abbiamo consigliato. Buona visione!

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Come utilizzare la tecnica del mandarino per studiare meglio

Quando ti siedi alla scrivania hai due compiti davanti a te: studiare e trovare la giusta concentrazione per farlo al meglio. La tecnica del mandarino può esserti di grande aiuto. Di cosa si tratta? Di una delle più efficaci tecniche di concentrazione da imparare e applicare per essere focalizzati pienamente sullo studio e sui tuoi obiettivi universitari.

Purtroppo, la concentrazione è difficile da raggiungere e mantenere a causa delle tante distrazioni causate soprattutto dall’uso eccessivo e continuato degli strumenti tecnologici. Sicuramente, ti sarà capitato di ricevere un messaggio, una chiamata, una email o un video divertente e ti sarà anche capitato di staccare per quei cinque minuti fatali che ti impediscono di riprendere con lo stesso livello di attenzione precedente alla pausa.

La concentrazione, però, si può allenare nel tempo usando delle tecniche specifiche. All’inizio dovrai fare un piccolo sforzo ma i risultati saranno davvero ottimi, anche perché potenziare le capacità di concentrazione significa allenare, contemporaneamente, anche altre funzioni cognitive. Quando sei più concentrato migliorano la memoria, la creatività e la capacità di trovare nessi logici e di risolvere i problemi.

Impara come utilizzare la tecnica del mandarino per preparare i tuoi esami con la nostra guida dell’Università Unicusano de L’Aquila.

Esercizi per studiare: come prepararsi ad aumentare la concentrazione

Prima di applicare le tecniche di concentrazione bisogna creare le condizioni favorevoli perché abbiano successo e ti permettano di ottenere il risultato sperato.

Per concentrazione si intende la capacità di controllare e mantenere l’attenzione viva e costante durante tutto lo svolgimento di un compito preciso (studio in vista di un esame nel tuo caso). Questa capacità può essere minata da fattori esterni sfavorevoli (ambiente, elementi di distrazione eccetera), da fattori fisico-psichici (malesseri interiori ed esteriori) e da scarsità di allenamento e di esercizio. Devi iniziare a considerare la concentrazione come un muscolo mentale da sottoporre ad allenamento, come qualsiasi altro muscolo del tuo corpo. In fondo, non potrai mai vincere una gara di corsa se prima non ti sei allenato per farlo!

Qui sotto, trovi una piccola guida con tutti i passi da mettere in atto prima di provare la tecnica del mandarino:

  • limita le distrazioni riducendo al minimo gli elementi di disturbo sonoro/visivo: cerca di eliminare tutto il rumore di fondo che attrae la tua attenzione (radio, TV e cellulari). Inizia, per esempio, silenziando il telefono così da non essere tentato dal rispondere ai messaggi oppure spegnendo la musica se ti impedisce di concentrarti.
  • fai ordine nello spazio dedicato allo studio: esiste un collegamento diretto tra l’ordine delle aree esterne e il proprio ordine mentale. Per facilitare la concentrazione inizia con il mettere in ordine la tua scrivania e con il rendere gli spazi più funzionali alla tua attività. Se l’ambiente è troppo disordinato e caotico, la capacità di focalizzazione diminuisce.
  • la concentrazione tende a subire un calo quando si è stanchi e affaticati. Cerca di bilanciare bene i momenti di studio e quelli di riposo. Per aiutarti prevedi una serie di piccole pause. Alcune ricerche hanno dimostrato che gli studenti che fanno delle pause recuperano molto facilmente il tempo “perduto”, perché riprendono a studiare più concentrati. In 10 minuti di studio concentrato si acquisiscono molte più nozioni che in 30 minuti di studio distratto.
  • scegli i momenti di studio con attenzione: la fase immediatamente successiva al pasto non è la migliore. Il corpo è impegnato nella digestione e la capacità di concentrazione non è altissima. I momenti più adatti allo studio sono la mattina e il tardo pomeriggio. Cerca di capire qual è il tuo momento di massima concentrazione nell’arco della giornata e prediligi quello per dedicarti allo studio.

In cosa consiste la tecnica del mandarino

Dopo aver creato tutte le condizioni favorevoli per iniziare a studiare, puoi applicare la tecnica del mandarino:

  • siediti sulla tua sedia con i piedi ben piantati sul pavimento
  • respira profondamente per tre volte
  • immagina di stringere tra le mani un mandarino. Cerca di visualizzare tutti i dettagli del tuo frutto immaginario, dal colore al peso, dall’odore alla temperatura. È leggero? È pesante?  È freddo di frigorifero? È a temperatura ambiente? Ha delle foglie? È umido oppure è secco?
  • passa il mandarino da una mano all’altra e continua a visualizzarne tutte le caratteristiche
  • prendi il mandarino con la mano destra (oppure con la mano sinistra se sei mancino), alza il braccio e avvicinalo alla parte posteriore della tua testa all’altezza della nuca. Lascia il mandarino in questa posizione.
  • ora chiudi gli occhi e immagina il tuo mandarino, con tutte le caratteristiche che gli hai attribuito, mentre galleggia esattamente dove lo hai lasciato. In questo momento dovresti raggiungere uno stato di rilassatezza e di concentrazione.
  • non aprire gli occhi e immagina che il tuo campo visivo si espanda fino a includere tutto ciò che ti circonda, come se avessi la possibilità di osservare la stanza in cui ti trovi a 360 gradi
  • riapri gli occhi e recupera il tuo senso di realtà

A questo punto puoi metterti a studiare!

I risultati ottenibili con la tecnica del mandarino

Ovviamente, le tecniche di concentrazione hanno bisogno di allenamento per funzionare. Non puoi aspettarti di raggiungere subito dei risultati.

Per aumentare il tuo livello di concentrazione devi avere pazienza e provare la tecnica del mandarino con costanza e per un periodo prolungato. La cosa migliore sarebbe fare questi esercizi per studiare meglio tutti i giorni, per almeno tre o quattro settimane. Non è possibile dire a priori quando comincerai a vedere i primi benefici. Ogni persona è diversa dall’altra e ha bisogno dei suoi tempi, così come ci sono studenti “gufi” che rendono molto meglio nello studio in notturna e studenti “allodole” che danno il meglio di sé di mattina.

Affinché la tecnica del mandarino dia i suoi frutti, dovrai anche avere un piano di studi ben definito con degli step e dei compiti giornalieri da espletare. Il tuo calendario, inoltre, dovrà essere fissato in modo da consentirti di concludere il programma in tempo per la sessione di esame. Suddividere la materia da studiare in piccole parti ti permetterà di avere dei compiti quotidiani su cui focalizzarti e favorirà la concentrazione, che potrai a tua volta allenare con la tecnica che ti abbiamo proposto. In questo modo si crea un circolo virtuoso che ti consentirà di superare meglio gli esami e di sentirti più gratificato e soddisfatto.

Infine, per ottenere davvero dei risultati cerca di non pretendere mai troppo da te stesso. Fissa degli obiettivi raggiungibili in base al tuo tempo a disposizione e usa la tecnica del mandarino per raggiungerli. Quando l’obiettivo è fattibile, la percentuale di successo aumenta, la gratificazione è maggiore, la motivazione cresce e la concentrazione allenata con le giuste tecniche non fa che aumentare. Se invece tendi a chiedere troppo a te stesso, fissando obiettivi poco raggiungibili, inneschi un processo di insoddisfazione che ha un effetto demotivante. Finisci cioè per essere scontento e poco motivato e finisci persino con il saltare gli esercizi di concentrazione, a cui non riesci ad attribuire più la stessa efficacia. Il mancato raggiungimento del risultato ti indurrà cioè a non avere più il giusto stimolo nell’applicare con costanza la tecnica del mandarino.

A questo punto non ti resta che provare a mettere in pratica tutti i passi della nostra guida e a sperimentare su te stesso l’efficacia di questa tecnica!

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Come farsi amici nuovi in poco tempo: i consigli da seguire

Università significa cambiamento, spesso anche di città. Quando sei alle prese con l’inizio di una nuova vita, la domanda come farsi amici nuovi è legittima. Compagni di corso o di studio non si trasformano necessariamente in amici. La relazione potrebbe fermarsi alle lezioni seguite insieme o alle ore passate a studiare sui libri.

Avere dei rapporti di amicizia sinceri e profondi aiuta anche lo studio, perché migliora il benessere quotidiano, aumenta l’autostima e facilita la concentrazione per il raggiungimento degli obiettivi universitari. La nascita di nuovi legami rientra nel ciclo normale dei rapporti sociali. Secondo uno studio dell’Università di Utrecht, ogni sette anni si perde la metà dei propri amici che vanno sostituiti con delle nuove relazioni.

Ma come fare nuove amicizie in un contesto diverso da quello consueto o in una città differente da quella di provenienza? Il primo passo è impegnarsi. Le amicizie vanno cercate e coltivate con costanza per poter diventare dei rapporti duraturi e piacevoli.

Come fare nuove amicizie: i primi passi

Per uscire dal tuo guscio e trovare nuovi amici devi prendere l’iniziativa. Non avere paura di apparire una persona bisognosa. Spesso, la difficoltà nel compiere il primo passo nasce dal desiderio di non voler sembrare persone sole o disperate.

In un ambiente come l’Università, tutti sono alla ricerca di altre persone con cui instaurare un legame. Fare il primo passo e invitare una persona a prendere un caffè o a mangiare qualcosa non significa necessariamente lanciare un messaggio di solitudine, anzi i destinatari potrebbero percepire l’invito come un segnale di socievolezza.

Come fare a prendere l’iniziativa? Questi sono i nostri primi consigli pratici:

  • guardati intorno e fai il primo passo con le persone che ti circondano quotidianamente
  • sposta la frequentazione dai luoghi di studio (università, biblioteca) a luoghi esterni di svago (cinema, locali, bar, caffetterie) o a casa tua. Se è nato un piccolo gruppo di studio, proponi un pomeriggio nella tua stanza per creare una situazione più confidenziale
  • non desistere se la prima risposta è negativa

Per quanto gentili, le risposte negative possono far sorgere un blocco. Prima di interpretare nella maniera sbagliata un rifiuto, devi tenere a mente che la persona oggetto dell’invito ha già una sua vita e delle sue relazioni sociali. Il rifiuto potrebbe essere dettato semplicemente dall’esistenza di impegni pregressi e non dalla mancanza di interesse o da una mancanza di volontà di stabilire un rapporto di amicizia.

Quando si inizia un percorso nuovo, gli amici di vecchia data non coinvolti nel cambiamento sono per forza di cose meno presenti. I suddetti amici, infatti, avranno a loro volta degli impegni nuovi. Questo meccanismo rende le persone inclini a cercare nuove relazioni. Non bisogna quindi scoraggiarsi di fronte a un “non posso” e fare qualche altro tentativo, senza saltare automaticamente alla conclusione di non piacere o di non aver fatto una buona impressione.

Per capire davvero come trovare nuovi amici cerca di avere aspettative realistiche. Se tieni sempre presente che tutte le persone hanno una propria galassia di relazioni e di amicizie, non andrai incontro a delusioni e costruirai dei nuovi rapporti.

Come trovare nuovi amici: consigli e suggerimenti pratici

A questo punto la guida su come farsi nuovi amici dell’Università Unicusano di L’Aquila entra nel vivo con una serie di consigli pratici, che ti aiuteranno a stringere nuove relazioni in poco tempo:

  • cerca delle situazioni in cui hai la possibilità di entrare in contatto con un notevole numero di amici potenziali: biblioteca, aule studio, mensa universitaria. Sono tutti luoghi in cui è possibile interagire con più persone e cercare nuovi amici.
  • esci dalla routine di studio e coltiva un hobby che ti consenta di allargare il tuo giro di conoscenze, dal trekking alla palestra fino ai corsi teatrali di recitazione. Sono tutte attività che favoriscono la socialità e durante le quali è possibile intrecciare nuove relazioni di amicizia. Nelle pause o a fine lezione è più semplice fare quattro chiacchiere con una persona che condivide la tua stessa passione/attività. Passare dalla chiacchierata a un aperitivo da condividere non è così complicato e ti consentirà di portare fuori dalla palestra o dal teatro quella conoscenza.
  • prendi l’abitudine di scambiare subito le informazioni di contatto. Spesso, si chiacchiera con qualcuno piacevolmente nei corridoi universitari o davanti alla porta di un professore in attesa dell’orario di ricevimento e ci si perde di vista. Non lasciare cadere queste occasioni e chiedi subito il contatto. Per iniziare basta diventare amici su Facebook.
  • invita sempre i nuovi contatti a fare qualcosa con te. È questo il passo più importante per farti conoscere meglio e per capire se può nascere una nuova amicizia. È sufficiente anche un semplice caffè.
  • metti da parte la timidezza e prendi l’iniziativa. Insisti almeno un paio di volte prima di non invitare più una persona. Se non è disponibile, ricorda sempre di seguire il primo consiglio del nostro elenco e cerca situazioni in cui puoi venire a contatto con tanti potenziali nuovi amici.
  • invita i nuovi contatti a portare con sé altri amici. Gli amici degli amici sono fondamentali. Quando stai cercando di capire come fare nuove amicizie, le conoscenze e le relazioni delle persone che approcci potrebbero essere a loro volta dei potenziali amici. In questi casi ricordati sempre di mettere in pratica la buona abitudine di scambiare subito i contatti.
  • sii flessibile e impara a modificare i tuo piani. Se hai ricevuto un invito da un potenziale nuovo amico, cerca di non rifiutare. Quando puoi, sposta gli impegni pregressi e mostrati disponibile. Avrai capito davvero come farsi amici nuovi quando ti impegnerai prima a far nascere i rapporti e poi a farli durare nel tempo.

Come far crescere i rapporti di amicizia

L’ultima fase della nostra guida come farsi amici nuovi riguarda i passi da compiere per far crescere un rapporto.

Quando hai stabilito un contatto non basta uscire, fare qualche invito e condividere un hobby. Per consentire a un rapporto di amicizia appena nato di superare la prova del tempo devi impegnarti. In che modo? Qui di seguito, i nostri suggerimenti:

  • sii presente con messaggi e telefonate. Se non ti capita di vedere tutti i giorni il tuo contatto e non hai una frequentazione universitaria, invia qualche messaggio per sapere come va e interessati alla sua vita. È il modo migliore per instaurare un rapporto di confidenza. Non farti sentire solo quando si avvicina il fine settimana e vorresti uscire.
  • cerca di aprirti e raccontare di te. Farsi conoscere è importante per scoprire affinità e punti in comune. Non vivere in maniera negativa il grado minore di confidenza dell’altra parte. Alcune persone hanno bisogno di più tempo per aprirsi, ma questo non preclude affatto la possibilità che siano dei potenziali ottimi amici.
  • tutti abbiamo dei bisogni e rendersi utili agli altri favorisce la nascita dei rapporti di amicizia. Se hai bisogno di qualcosa, chiedi aiuto al tuo nuovo contatto. Quella conoscenza potrà trasformarsi davvero in un’amicizia quando l’altro ha piacere a essere utile e ti coinvolge nella sua vita chiedendoti a sua volta una mano. Renditi disponibile a soddisfare la richiesta e avrete un nuova base su cui far crescere il rapporto di amicizia.

Come vedi servono pochi e piccoli passi per capire come farsi amici nuovi e avere una vita sociale molto più soddisfacente!

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I 5 libri sulla rivoluzione industriale da leggere assolutamente

Hai bisogno di approfondire il periodo della rivoluzione industriale con delle letture supplementari? Ti proponiamo una guida con i cinque libri sulla rivoluzione industriale da comprare e da leggere assolutamente per capire meglio in cosa è consistito il processo di industrializzazione iniziato nel 1700.

Prima di suggerirti i cinque titoli dobbiamo rinfrescarti la memoria con una piccola precisazione. Di solito si parla di prima rivoluzione e di seconda rivoluzione industriale. La prima ha inizio nella seconda metà del 1700 e ha come protagonista i telai meccanici dell’industria tessile e la macchina a vapore di J. Watt. La seconda fase, invece, prende il via nel 1870 e ha come protagonisti l’elettricità, i prodotti chimici e il petrolio.

I libri sulla rivoluzione industriale: i titoli e gli autori

Per capire meglio la portata della trasformazione imposta dall’avvento delle fabbriche sono molto utili sia i saggi che i romanzi. Potrai così approfondire il fenomeno da diversi punti di vista: le macchine, la politica e l’economia da un lato e la vita quotidiana degli operai dall’altro. La rivoluzione industriale, infatti, diede vita a una notevole trasformazione sociale. Proprio in quegli anni si affermò la borghesia capitalistica e nacque la lotta di classe.

Se ti serve approfondire il periodo storico, prendi carta e penna e segnati i titoli dei libri sulla rivoluzione industriale della guida dell’Università Niccolò Cusano di L’Aquila.

La rivoluzione industriale 1760-1830 di Thomas S. Ashton

Thomas S. Ashton è considerato uno dei più grandi conoscitori del fenomeno dell’industrializzazione moderna. È stato, infatti, professore di storia economia alla London School of Economics (dal 1944 fino al 1954) e ha vissuto proprio nel periodo della seconda rivoluzione industriale.

Il suo testo è una ricostruzione completa dei fattori demografici, sociali, finanziari e tecnologici che hanno caratterizzato la prima fase del processo di industrializzazione. Si tratta di una lettura storico-economica che ti chiarirà molti aspetti relativi alla prima fase della rivoluzione industriale.

Rivoluzione industriale e rivolta nelle campagne di Eric J. Hobsbawm e George Rudé

Eric J. Hobsbawm e George Rudé sono due storici e il loro libro è un’analisi di quanto accaduto nelle campagne inglesi tra il XVI e il XVIII secoloI due affrontano con attenzione il periodo che ha gettato la basi della rivoluzione industriale e che ha favorito l’ascesa della borghesia. La trasformazione del lavoro agricolo è stata, infatti, la premessa fondamentale per tutti i successivi cambiamenti economici, sociali e politici.

Eric J. Hobsbawm e George Rudé ricostruiscono quegli anni con un’analisi sia delle nuove tecniche agricole adottate nelle campagne che degli stravolgimenti produttivi innescati. Non solo, leggendo il libro capirai esattamente come è avvenuta la concentrazione dei capitali in poche mani e come si è verificato il passaggio dal ruolo di contadini a quello di salariati oppure di braccianti disperati.

Il libro è un grande affresco di tutte le tensioni e di tutte le lotte che hanno sconvolto il mondo contadino, proprio negli anni in cui è nato quel travolgente processo di industrializzazione definito rivoluzione.

Tempi difficili – Hard Times di Charles Dickens

Il nostro elenco di libri sulla rivoluzione industriale prosegue con un romanzo, che ti consentirà di interrompere per un attimo le interessanti letture storiche ed economiche per immergerti in una emozionante storia incentrata sulla vita degli operai.

La rivoluzione industriale, infatti, fu caratterizzata da un progressivo peggioramento delle condizioni di vita della classe operaia e dalla nascita delle metropoli moderne. I salari erano sempre più bassi, le donne e i bambini lavoravano ricevendo una paga inferiore rispetto a quella degli altri operai maschi e gli orari di lavoro erano massacranti. La giornata media di un operaio del 1800 si aggirava intorno alle 13/15 ore lavorative. E secondo le ricostruzioni storiche venivano utilizzati persino bambini di 5 o 4 anni. È proprio a questa realtà che fa riferimento Charles Dickens in Tempi Difficili, uno dei suoi romanzi di denuncia più noti. 

Il romanzo nasce come critica alla società industriale dell’epoca (siamo nel 1854), che finì per bandire ideali, immaginazione e sogni in favore di un materialismo assoluto. L’unica cosa importante nel mondo romanzato di Tempi difficili è il profitto, proprio come accadeva nella realtà dell’epoca.

La storia ruota intorno a due operai, Stephen e Rachael, poveri, sfiniti e impotenti. I due vivono nella triste città di Coketown. La cittadina non esiste ed è il frutto dell’immaginazione di Dickens, anche se il riferimento reale è alla città di Preston, nei pressi di Manchester. La scelta non è stata casuale perché proprio a Preston si svolsero degli scioperi molto drammatici tra il 1853 e il 1854. L’affresco di Dickens ti permetterà di capire meglio la vita di chi ha sperimentato in prima persona la rivoluzione industriale e ne ha pagato il prezzo sulla propria pelle.

Prometeo liberato di David S. Landes

David S. Landes è uno storico americano specializzato in economia. Il suo testo Prometeo Liberato (pubblicato per la prima volta nel 1972) analizza le cause del fenomeno della rivoluzione industriale, ne descrive il corso e ne localizza con precisione lo sviluppo. Prometeo liberato, infatti, abbraccia un lungo periodo che inizia nel 1750 con la prima rivoluzione industriale e continua fino agli anni ‘70.

La rivoluzione industriale, infatti, non si è fermata con la seconda fase. Dopo la Seconda Guerra Mondiale (inizio degli anni ’50), il mondo ha subito un nuovo cambiamento dei processi produttivi e si è innescata la cosiddetta terza rivoluzione industriale. Questa terza fase è stata caratterizzata dall’avvento stravolgente dei computer, dei robot, delle prime navicelle spaziali e dei satelliti. Il periodo storico attuale, invece, è quello della quarta rivoluzione industriale. Applicazioni, intelligenza artificiale e  sistemi di automazione industriale sono le nuove frontiere tecnologiche che stanno cambiando radicalmente il mondo del lavoro. 

Ebbene, Landes affronta tutti questi cambiamenti (prima rivoluzione, seconda rivoluzione e terza rivoluzione industriale) a partire dalla figura mitologica di Prometeo. Fu lui infatti il responsabile della prima grande trasformazione dell’umanità. Quando Prometeo rubò il fuoco agli dei dell’Olimpo per darlo agli uomini innescò una serie di cambiamenti di una portata pari a una rivoluzione.

Proprio quel fuoco è il simbolo dello stravolgimento introdotto dalla rivoluzione industriale e analizzato da David S. Landis. Il suo Prometeo Liberato ti permetterà di studiare i cambiamenti introdotti dall’industrializzazione in tanti ambiti e non solo in quello economico. Lo studioso americano, infatti, si sofferma anche sulle trasformazioni degli ordinamenti sociali e degli atteggiamenti culturali.

Che cos’è la rivoluzione industriale di Claude Fohlen

Claude Fohlen è stato professore all’Università La Sorbona di Parigi e ha pubblicato Che cos’è la rivoluzione industriale nel 1971. Il libro è un affresco completo delle principali teorie formulate dai grandi esperti e dei fattori alla base della spinta rivoluzionaria verso l’industrializzazione.

La lettura del testo ti consentirà di approfondire i fattori economici, politici, sociali e tecnologici che hanno caratterizzato la rivoluzione industriale e di scoprire tutte le teorie più importanti su questo complesso periodo storico.

Non solo, Claude Fohlen elabora anche la sua personale teoria e analizza tutte le conseguenze positive e negative del fenomeno. Nel libro le ricadute della rivoluzione industriale sono studiate da vari punti di vista, da quello ambientale a quello ecologico fino a quello medico e sanitario.

Questi sono i cinque libri sulla rivoluzione industriale da leggere con attenzione per conoscere appieno il periodo. A questo punto, non ti resta che scegliere quali comprare e iniziare la tua lettura!

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Come scegliere un bouquet di laurea da regalare ad un’amica

Bouquet di laurea? Tra le cose a cui pensare per una festa di laurea questa è molto importante in Italia dove, per cultura, usiamo i fiori per comunicare nei momenti più importanti. Tagliare il traguardo alla fine di un corso di laurea è uno di questi e la scelta floreale va ponderata.

Esistono delle regole per scegliere i fiori per una laurea? Nel caso di un matrimonio ci sono ed è bene documentarsi in merito. Ci sono differenze tra uomo e donna? Ora che alla laurea ci arrivano i millenials qualcosa è cambiato?

La nostra mission aziendale è seguire esigenze dello studente universitario dal primo giorno della sua iscrizione all’ultimo. Ecco perché crediamo sia importante fornirti una guida anche su questi aspetti più meramente ricreativi dopo che avrai discusso la tesi e sarai dichiarato “dottore”.

Buona lettura e, quando sarà il momento, buona festa. Te la sei meritata. Continue Reading

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Cos’è il rischio assicurativo e a cosa serve

Rischio assicurativo? Capire come si identifica un rischio in una polizza assicurativa ha un duplice vantaggio. Come “fruitore” dei prodotti di settore, significa che hai gli strumenti per comprendere se sei preso in giro o se sei, invece, trattato bene. Come possibile professionista, invece, significa che possiedi il concetto attorno a cui ruota questo mondo.

La definizione di rischio assicurativo, infatti, crea, a cascata, tutta una serie di concetti da cui si dipanano le professionalità del mondo assicurativo e le possibilità di creare prodotti nuovi o, comunque, di successo. Si tratta, in sintesi, di avere in mano il potere di gestire know-how.

Se stai seguendo o hai già seguito studi accademici di Economia, è intelligente valutare di trovare lavoro nel settore assicurativo e questa guida ti aiuterà molto in tal senso. Buona lettura. Continue Reading

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Come essere un buon conversatore: tecniche e strumenti da provare

Come essere un buon conversatore? Tra le competenze delle professioni del nuovo millennio questa, forse, è considerata meno del valore che realmente ha. Viviamo in un’epoca, infatti, in cui la comunicazione è il fulcro della società moderna intorno a cui ruota la politica ed anche il business delle aziende. Tra social media, social network e Marketing Inbound, non ci dobbiamo dimenticare che “la parola” è il fuoco che arde sempre sotto al carbone.

Un esempio? Cresce sempre di più l’importanza dei video sui social network ma pochi considerano che, per realizzare questi video nel modo corretto, è bene anche avere risorse umane in grado di starci davanti ad un obiettivo. Gente che sostenga fluidamente un dialogo e che sappia spiegare in modo chiaro i concetti che è necessario transitare attraverso questo canale.

Non ci sono dubbi che si tratti di doti innate in molti casi ma anche che è molto importante trasformare un diamante grezzo in qualcosa di più. Acquisire know-how sullo speech significa scoprire quali tecniche ci vogliono per parlare in pubblico correttamente e come ci si debba comportare nello sviluppo di un messaggio, dalla sua creazione al tentativo di farlo arrivare a destinazione.

Ecco una guida che, in tal senso, ti sarà davvero utile. Continue Reading

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Cosa regalare per Natale: 10 idee originali per stupire chiunque

Cosa regalare per Natale? Nell’ottica di imparare a gestire il tempo libero da studente, le festività hanno una grande importanza. Perché si tratta, volenti o nolenti, di uno spartiacque notevole che mette dei paletti al tuo percorso di studio. Se un grande atleta solleva pesi e vince gare ma poi si riposa, anche tu, dopo le fatiche di un esame all’università, devi darti un break e il Natale, in questo, è perfetto.

E’ il momento dell’anno in cui abbracci i tuoi familiari in una società folle dove andiamo tutti di corsa e anche solo vedersi è qualcosa di difficile. E’ il momento in cui puoi dare alla testa modo di evadere del tutto dal mondo accademico in cui sei immerso per rendere efficace il processo di apprendimento al 100% grazie ad un iter che molti Psicologi Cognitivi consigliano. Bastone e carota.

Sei d’accordo ma non sai come goderti a pieno la pausa? Per esempio regalando grandi sorrisi ai tuoi cari e cioè scoprendo cosa regalare per Natale per stare bene. Curioso? E allora leggi fino alla fine questa guida. Continue Reading

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Musica per studiare meglio: 5 playlist per la tua concentrazione

Musica per studiare meglio? Tra le diverse procedure per migliorare l’apprendimento sui libri c’è anche quella che si basa sul supporto delle sette note. Ci sono i contro ma anche i pro a mettersi in cuffia mentre si sta concentrati sulla preparazione per un esame e molto dipende dalla tua singola indole. Se ami le canzoni e credi non sia necessario il silenzio assoluto per studiare, questa guida la troverai molto interessante.

L’uso sociale della musica è risaputo fin dalla notte dei tempi. In Grecia andavano in guerra con soldati che suonavano tamburi e corni per galvanizzare le truppe e accendere la scintilla dei ragazzi con spada e scudo in mano. Col passare del tempo s’è data una base scientifica a questa felice intuizione ed ora ci si chiede quanto e se una canzone possa aiutare un ragazzo a memorizzare un concetto.

E’ indubbio che esista un legame tra un certo tipo di ascolto ed un apprendimento di qualità, per cui vale la pena di approfondirlo in questo articolo. Buona lettura e poi… buon ascolto con la musica per studiare meglio. Continue Reading

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Inquinamento atmosferico: cos’è e come si combatte

Inquinamento atmosferico? Tra i tanti temi ambientalistici di attualità, questo è molto caldo perché ne conosciamo appena una fetta! Oltre a quello legato al traffico della città i sono, infatti, diversi tipi di inquinamento che contribuiscono al riscaldamento globale e conoscerli ed avere il know-how per combatterli è una professione rispettata ed appetita dal mercato del lavoro.

Circa la definizione di inquinamento atmosferico, i giornalisti di National Geographic, in un interessante reportage sul tema, sostengono che si tratti di:

“qualsiasi sostanza che le persone introducono nell’atmosfera e che ha effetti dannosi sugli esseri viventi e sull’ambiente è considerata inquinamento atmosferico”.

Tutto ruota intorno al biossido di carbonio, che è un gas serra e che è il principale inquinante che sta riscaldando la nostra Terra. Anche se gli esseri viventi emettono anidride carbonica quando respirano, non è considerata sostanza inquinante se non quando è associata a automobili, aerei, centrali elettriche e altre attività umane che comportano la combustione di combustibili fossili come la benzina e il gas naturale e, soprattutto, una quantità per minuto impensabile per un essere umano con polmoni nella norma.

Un dato in apertura per capire il senso di questa guida? Negli ultimi 150 anni, tali attività di “trasporto umano” hanno immesso nell’atmosfera abbastanza anidride carbonica da innalzare i suoi livelli più di quanto lo avevano fatto per centinaia di migliaia di anni.

Capiamo meglio la questione e come può entrare nelle valutazioni del vostro futuro professionale. Buona lettura. Continue Reading

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 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