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Fake news e politica sempre più legate? Studiare soluzioni all’università

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Fake news e politica: il legame c’è ed è sempre più forte. I rapporti tra informazione pilotata e politici si infittiscono ogni giorno di più e professionisti in grado di districarsi da queste trame sempre più sono ricercati dal mercato del lavoro. L’attualità in questo senso è sconcertante. L’ultima notizia spiega che gli Usa avvertirono lʼItalia un anno prima del report del Nyt. Le prove dellʼoffensiva russa per influenzare la politica italiana furono addirittura inviate a Roma nel 2016. Il ritorno a questo allarme è dovuto allʼinchiesta del giovane informatico Stroppa, da alcuni chiamato “Carrai boy, che ha dato seguito alla voce autorevole del New York Times sul possibile inquinamento delle prossime elezioni politiche italiane da parte di una forte immissione di notizie bufala. Il report del giovane esperto di Cybersicurezza, collaboratore (appunto) di Marco Carrai ma anche di Matteo Renzi, è tutto da leggere. Come sono tutte da leggere le informazioni su come formarsi per diventare giornalisti moderni in grado di controbattere la forza della fake new. Curiosi? Ecco lo status quo dell’argomento e della formazione precipua offerta a voi da Unicusano.

Le fake news e la politica si cercano e, a volte, si trovano. Lo dimostra la necessità di formare giornalisti di nuova generazione attraverso corsi e master che Unicusano ha subito fatto partire.

Cosa si scopre sulle notizie bufala leggendo i giornali in questi giorni? Che le prove consegnate a Roma dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti erano concrete. Purtroppo, come spiega in modo dettagliato il quotidiano La Stampa, è impossibile rivelarle senza violare la legge ma nulla vieta di sottolineare che i potenziali punti di contatto in Italia erano stati identificati soprattutto nel Movimento 5 Stelle e nella Lega.

Sembra che il tema della discussione, secondo fonti presenti, verteva su come reagire e sembra anche che gli inviati di Washington avessero sollecitato i colleghi di Via Veneto a prendere una posizione pubblica. Adesso siamo alla vigilia delle elezioni italiane e il problema di come una notizia bufala possa falsare le elezioni esplode di nuovo.

Le dichiarazioni di Mattei Renzi su fake news e politiche sono chiare e sono queste:

“M5s e Lega sul web con gli stessi codici! In questi giorni è emerso che M5s e Lega escono sul web con gli stessi codici nell’advertising, partiti diversi utilizzano le stesse ‘tubature’ della Rete. Noi non vogliamo chiudere nessun sito, ma vogliamo che ci sia responsabilità, e vogliamo dire con forza parole di civiltà per le persone che cadono nei tranelli delle fake news”.

Ecco perché il Pd pubblicherà un rapporto, con cadenza quindicinale, in cui ci sarà non solo il debunking delle false notizie ma anche ulteriori elementi sulle connessioni tra M5s e Lega e tra questi e ambienti filo-Putin. L’arduo compito è affidato all’esperto di cybersecurity Andrea Stroppa che in merito dichiara:

“Gli attacchi non mi spaventano, sono libero. Ero preparato. Sono una persona libera, lavoro all’estero. Vengo definito parte dei ‘Carrai boys’ e lo comprendo. Quando non si è liberi, si cerca di mettere le catene anche agli altri. Ma io non appartengo a nessuno. Il network pro M5s su Facebook raggiunge milioni di contatti con un’oscura informazione”.

Lo stessi Carrai si smarca con queste parole rilasciate al Corriere della Sera:

“Io non c’entro con l’inchiesta del Nyt. Non esiste. Ecco, questo è un esempio di fake news. Se è stata la mia società di sorveglianza informatica, dove lavora anche Stroppa, a girare il report al Nyt? Lo escludo nel modo più totale. Stroppa lo conosco e per un periodo ha collaborato con una mia società. Chiunque può andare al registro delle Camere di commercio e vedere che non ho mai avuto società con lui”.

Non manca la replica del M5s sulle fake news:

“Buzzfeed e il New York Times pubblicano due articoli spacciandoli per inchieste giornalistiche sulle fake news partendo da una ricerca condotta da un dipendente di Marco Carrai, fonte, vista la sua estrema vicinanza a Renzi, piuttosto discutibile. E lo fanno proprio alla vigilia della Leopolda, aperta all’insegna delle fake news, puntando il dito ancora una volta contro i 5 Stelle.Diciamocelo chiaramente, sembra un giochino apparecchiato su misura al segretario del Pd, oramai in caduta libera”.

Un vero caos dove l’unico modo per uscirne è alzare l’asticella della qualità. Ecco perché esiste la formazione di Unicusano per diventare professionisti dell’informazione. Vediamo in cosa consiste e in quale contesto si inerisce.

Fake news e politicaMaster in Giornalismo 3.0

La miglior arma nella vita è la cultura. Anche nella lotta alla notizie false si usa la propria preparazione. Per questo motivo sta andando molto bene il master in “Giornalismo 3.0” del nostro ateneo.

Quanto dura la formazione per diventare giornalisti esperti? 1500 ore complessive di lezioni online per un totale di 60 Crediti Formativi Universitari – CFU. Un investimento interessante a cui si deve aggiungere la parte economica e cioè 1200 euro pagabili in due rate da 600 euro l’una.

Cosa studia un giornalista moderno? Scrittura SEO per posizionare contenuti, selezione delle fonti web, opera di filtro delle fake news, agenda setting dei social media e gestione dei più importanti strumenti di lavoro 3.0 c0me Analytics, WordPress e Google Trends.

Diviso in 12 moduli, il corso è un’occasione rara di imparare un mestiere direttamente dai consigli degli addetti ai lavori che lo tengono, oltre che presentarsi alle diverse redazioni con in mano un titolo di studio che garantisce know-how raro ed appetito da Direttori lungimiranti.

Come riconoscere una bufala online

E’ impossibile pensare di agire nel riconoscimento illegale del rapporto tra fake news e politica senza imparare quanto prima come riconoscere una bufala online. Ci vuole occhio esperto e indubbia conoscenza dell’argomento (ma dovrebbe essere così per la sezione in cui scrivete) ma alcune dritte vi daranno una mano.

Non sapete capire se una notizia è falsa? Ecco alcuni consigli:

  • Studiate la url della notizia, perché si tratta sempre di indirizzi poco noti o, peggio, intrecciati a mò di truffa con giornali famosi;
  • Incrociate le uscite, quando qualcosa vi colpisce cercate in rete e capirete da soli se nessun’altra testata prestigiosa ne parla o no;
  • Usate il buon senso, che spesso è un’arma fortissima e cercate di comprendere quanto realistiche siano certe dichiarazioni o certe foto;
  • Sfruttate i social network, che in questo sono causa del male (le bacheche è dove proliferano le fake news) ma anche strumento di soluzione grazie alla possibilità di discutere subito con persone reali sulla veridicità o meno di un argomento.

Se testate come Lercio hanno fatto di questo modo di fare informazione falsa una satira moderna, molte altre lo fanno solo per acchiappare click e traffico o, peggio, per pilotare l’opinione pubblica da un lato o l’altro. Memorabile quando Gasparri tritò una foto del cantante dei The Doors Jim Morrison parlando di un pericoloso criminale albanese a piede libero in Italia!

Dobbiamo interrompere il flusso informativo di questa guida sul rapporto tra fake news e politica e su come dobbiate formarvi per studiare per ricordarvi che sarebbe folle pretendere di sapere tutto alla fine di questa lettura. Si tratta di un argomento molto esteso e in evoluzione. Vi consigliamo, perciò, di espandere la conoscenza leggendo sempre gli articoli del nostro blog accademico della città dell’Aquila. Non solo. anche domandoci qui che volete attraverso il nostro form informativo dove noi saremo lieti di rispondervi in tempi rapidissimi.

Torniamo al mondo del giornalismo all’epoca delle fake news.

La differenza tra testata giornalistica e blog

Un altro passaggio chiave per capire come fare questo investimento professionale è cogliere in cosa sono diversi i blog dai giornali. Perché non si tratta solo di poter dare vita all’articolo 21 della Costituzione Italiana circa il diritto alla libertà di espressione. E’ bello il pluralismo ed è bella la velocità di azione che hanno questi mezzi di comunicazione ma c’è da fare attenzione.

Tra gli obblighi di una testata giornalistica c’è la registrazione al tribunale, nata per avere idea di chi c’è dietro ad una certa informazione (cosa non richiesta a chi apre un blog) ma c’è anche l’obbligo di rettifica che un Direttore deve rispettare qualora desse una comprovata informazione errata. Non solo. Diffamazione, calunnia ed ingiuria sono reati che, se perpetrati a mezzo stampa, hanno gravità maggiore. Questo fa andare una redazione coi piedi di piombo prima di scrivere accuse su qualcuno. Di tutto questo il blog non risponde.

Il vantaggio di aprire un blog, quindi, è di giocare la stessa partita dei giornali ma senza doverne rispettare le regole. Lo dimostra il caso del sito di Beppe Grillo che uscì dalle accuse ricevute specificando che è solo un network di blog privati e che, quindi, non risponde di nulla di quel che c’è scritto.

L’esame da giornalista professionista

Se avete voglia di lavorare nell’informazione in Italia in modo serio, l’unico modo che c’è è ancora superare l’esame da giornalista professionista. Dopo un periodo di circa due anni di collaborazioni retribuite, potrete accedervi. Non è più necessario un praticantato. Grazie allo strumento del ricongiungimento, infatti, sono ammessi anche pubblicisti realmente attivi nella professione.

Come è composto l’esame dell’Ordine dei Giornalisti? C’è una prova scritta che si compone di una sintesi di agenzie stampa, di un articolo ex novo e di un questionario di cultura generale di sei domande aperte. C’è, poi, la parte orale in cui si discuterà una tesina e si mostrerà la preparazione circa questo mestiere.

Vi è un po’ più chiara la connessione tra fake news e politica? Dovete aver chiara, però, anche la parte di questa guida in cui vi diciamo cosa e come proseguire a prendere dati circa questa possibile strada per il vostro futuro. Un futuro di successo.

Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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