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Tutela del patrimonio artistico: normative e linee guida

Commenti disabilitati su Tutela del patrimonio artistico: normative e linee guida Studiare a L'Aquila

Tutela del patrimonio artistico? Tra le possibili professioni del futuro quelle legate a questo precipuo settore sono tutt’altro che in fase decadente come, ahi noi, sono invece alcuni “pezzi” dai professionisti trattati. Si tratta di una nicchia da scoprire se stai ponderando le possibilità per il futuro.

Tra le risorse dell’Italia, infatti, che non sono poi così tante se paragonate al resto dell’Europa o, peggio, al resto del mondo, il turismo è ancora un fiore all’occhiello perché la Storia (quella con la “esse” maiuscola) qua la fa da padrona. Se sei intelligente, lasci la Silicon Valley agli americani e ti “butti” nel mondo nostro.

Ci sono leggi su chi vuole lavorare nella tutela artistica del paese, ci sono corsi e ci sono master. Con uno sguardo maggiormente d’insieme, poi, c’è questa guida che sull’argomento mette molto in fila e aiuta ad indicarti dove andare a battere se hai voglia di approfondire ancora.

Scopri il tutto anche tu continuando a leggere questa intensa guida sull’argomento. Buon viaggio.

Tutela del patrimonio artistico? Se non ci si pensa in Italia dove? La nostra antichità ha visto passare popolo gloriosi come i romani e i greci prima ancora. Abbiamo avuto un discreto Medioevo e poi l’esplosione artistica e culturale del Rinascimento. Tutto tracciato sul nostro territorio. Tutto ancora presente, seppur sotto i detriti del tempo e della crescita dell’uomo.

Il master di primo livello in Diritto e tutela dei beni artistici

Se hai la passione dell’arte e vuoi dedicare la tua vita a restaurare la bellezza della storia lasciando ai posteri un senso più elevato della vita, devi studiare per diventare esperto di tutela dei beni artistici.

Lo puoi fare con un master specifico dell’università Niccolò Cusano che ha un approccio didattico moderno basto sul mix tra FAD – formazione a distanza e FIP – formazione in presenza tra le aule del bellissimo campus universitario a Roma e quelle dei vari Learning Center sparsi nel paese.

Non è facile entrare subito in questa materia. Cosa studiano gli esperti di tutela dei beni artistici? La risposta (articolata come si immaginava) ce l’hai in modo chiaro e netto leggendo lo scheletro del corso post laurea che riportiamo di seguito, per dovere di cronaca, nella sua interezza per come compare sul sito ufficiale:

  • Normativa e orientamenti giurisprudenziali;
  • Elementi di diritto civile e penale;
  • Arte e diritto penale;
  • Contraffazione, alterazione, falsificazione e riproduzione di un’opera d’arte;
  • Collezionismo d’arte e di armi artistiche;
  • Diritto d’autore;
  • Tutela del patrimonio artistico;
  • Metodologia giuridica di perizia e stima dell’opera d’arte;
  • Certificazione d’autenticità dell’opera d’arte;
  • Custodia, amministrazione e società civile;
  • L’impresa dei beni culturali;
  • Regime fiscale e contrattualistica di mercato;
  • Rapporti con gli Enti e la PA, Ministero e Sopraintendenza;
  • Circolazione delle opere d’arte nella U.E. e relazioni con paesi terzi;
  • La determinazione economica del valore di un’opera d’arte;
  • Il mercato dell’arte e gestione aziendale;
  • La committenza pubblica e privata;
  • Esportazione e importazione dei opere d’arte.

Se l’approccio interdisciplinare può affascinare, c’è da capire anche l’aspetto più prosaico. Quanto costa studiare da esperto di tutela di beni artistici? La risposta è l’ennesima dimostrazione di quanto sia competitiva l’Unicusano sul mercato. Si tratta di:

  • € 1.700,00 (suddivisa in 2 rate);
  • € 1.500,00 (suddivisa in 2 rate) per le seguenti categorie:
  1. Dipendenti della Pubblica Amministrazione;
  2. Laureati Unicusano.

E gli sbocchi lavorativi della tutela del patrimonio artistico italiano? Non solo soprintendenze ed enti ma anche tutta una serie di privati che nel settore investono per cultura, passione e, senza nascondersi dietro ad un dito, per opportunità di cogliere grandi visibilità. Nessuno sa davvero quale fossero le ragioni dei Della Valle ma il loro intervento sul Colosseo ha fatto parlare ed è stato un bel gesto per l’intera città di Roma. Non è poco.

La tutela del patrimonio culturale: la normativa

Secondo fonti attendibili, la legislazione italiana dei beni culturali è “quella parte del diritto italiano che disciplina la valorizzazione, conservazione, tutela e fruizione dei beni culturali”.

La Costituzione Italiana sull’arte

E cosa dice la nostra Costituzione circa la tutela del patrimonio artistico? Secondo l’articolo 9, “la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”.

Nell’articolo 117 poi si precisa “la competenza dello Stato e delle Regioni in materia di tutela e legislazione dei beni culturali”.

Nel 1974 fu quindi istituito il “Ministero per i beni culturali e ambientali”, diventato poi nel 1998 “Ministero per i Beni e le Attività Culturali”.

L‘evoluzione del concetto di bene culturale si deve alla Convenzione dell’Aja del 14 maggio 1954, accompagnata da un Regolamento e da un Protocollo Aggiuntivo (I Protocollo), alla quale ha fatto seguito un ulteriore Protocollo Aggiuntivo (II Protocollo) del 26 marzo 1999.

Gli anni 90

Nel Decreto legislativo 1998, n. 112 (in attuazione della legge n.59 del 1997, detta “legge Bassanini”), al capo V, intitolato “Beni e attività culturali”, per la prima volta viene data una precisa definizione dei beni culturali (art.148 “Definizioni”, comma 1, lettera a): ““quelli che compongono il patrimonio storico, artistico, monumentale, demoetnoantropologico, archeologico, archivistico e librario e gli altri che costituiscono testimonianza avente valore di civiltà“. Nel medesimo articolo di legge vengono inoltre definiti i termini di “beni ambientali”, “tutela”, “gestione”, “valorizzazione” e “attività culturali”. Con questo testo legislativo si allarga dunque la definizione tradizionale di “bene culturale”, che comprende ora anche fotografie, audiovisivi, spartiti musicali, strumenti scientifici e tecnici.
La legge n.352 del 1997 (“Disposizioni sui beni culturali”) delegava il governo a raccogliere in un decreto legislativo il testo unico delle disposizioni legislative vigenti per i beni culturali e ambientali. Nel decreto legislativo in attuazione di tale legge (n.490 del 1999, “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali”, articoli 2, 3 e 4) la definizione di bene culturale ricalca quelle offerte dai precedenti provvedimenti.

I giorni nostri

Tutto quello che s’è detto e scritto come giurisprudenza negli anni novanta ha trovato pace nel nuovo millennio. Come? Con la creazione del sintetico ed omnicomprensivo “Codice dei beni culturali e del paesaggio” del 2004 tutt’ora in vigore.

In conclusione, la normativa di tutela in Italia nasce ai primi provvedimenti dei papi del XV secolo volti a proteggere le antichità di Roma e prosegue con l’avvento della Repubblica, che, come per altre cose, ha trovato una più alta affermazione di principio nella Carta costituzionale.

*** Forse ti interessa anche leggere questo articolo su come scrivere un curriculum in inglese per salvare l’arte anche fuori dai confini perché non c’è solo la tutela del patrimonio artistico in Italia ***

Tutela patrimonio artistico? Ottima prospettiva ma, prima ancora, non dimenticare di tutelare te. In che senso? Che, se sei ancora presumibilmente nel pieno degli studi universitari, allora devi pensare a completare l’iter nel miglior modo possibile. Devi capire che la miglior difesa che hai è puntare forte su te stesso e sulla voglia che hai di imparare a volerti bene.

Tra i tanti modi per riuscirci c’è il frequentare e leggere con regolarità tutti gli articoli del nostro blog accademico della città dell’Aquila. Oppure c’è il dare libero sfogo alla curiosità dando vita alle tue domande attraverso il nostro form informativo. Noi siamo qua anche per rispondere in fretta ed in modo esaustivo. Mettici alla prova.

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Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. 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