Parlare in Pubblico: Come Fare e le Tecniche da Usare

È sempre difficile parlare. Che si tratti di esperti o meno, riuscire a formulare un discorso lineare, sensato e, soprattutto, comprensibile crea qualche problema ad ogni relatore.

C’è chi è più spigliato, deciso, loquace e chi, invece, non riesce a regolare le emozioni, l’ansia da prestazione ottenendo pessimi risultati. La premessa è che parlare in pubblico non è una dote naturale, ma si acquista con l’esercitazione e seguendo degli step precisi senza lasciare nulla al caso.

Proviamo a vedere come fare per discutere davanti ad una platea, analizzando prima qualche contributo storico sulla retorica, per poi parlare su come preparare un discorso e come discuterlo.

Aristotele: i tre pilastri della comunicazione

Il riferimento storico ad Aristotele è essenziale quando si parla su come parlare in pubblico. Quando, nel 329 a.C. scisse la sua celebre opera “La Retorica”, il filosofo indicava tre fondamentali strumenti che un buon retori doveva saper applicare quando discuteva in pubblico. In realtà Aristotele per retorica intendeva un atto persuasivo, ossia volto a condizionare e modificare gli atteggiamenti degli uditori su un determinato fatto o argomento. In ogni caso questi pilastri della retorica sono:

  1. Ethos;
  2. Pathos;
  3. Logos.

Ethos

A ottenere discorso efficace è il relatore credibile. Per Ethos si intende, infatti, quel gruppo di elementi che determinano la credibilità e l’affidabilità di una persona. Infatti uno dei principi basilari della comunicazione persuasiva è che l’emittente sia credibile. Pensateci: se il nostro interlocutore è credibile tendiamo a fidarci più di lui che di una persona meno attendibile.

Pathos

Quando si parla in pubblico la vera difficoltà è quella di tenere a bada le emozioni, di gestirle. Il trucco sta nello sfruttare le emozioni a proprio vantaggio e fare in modo che queste possano avere un riscontro sugli ascoltatori. Infatti Aristotele, parlando di Pathos, si riferiva a quegli aspetti empatici del discorso che possono far presa sugli altri, che possono emozionarli.

Logos

Come parlare in pubblico

Infine la logica. Vige la regola del non dire il falso o, nel caso del discorso persuasivo, almeno cercare di camuffarlo. Il discorso persuasivo deve partire, a detta del filosofo, da premesse verosimili. Un discorso deve essere il più possibile logico, le argomentazioni devono essere razionali. Un buon discorso prova o sembra provare qualcosa di vero, di concreto, di reale.

Queste tre componenti del discorso sono ancora oggi molto utilizzate nel campo politico, della comunicazione e anche della pubblicità a dimostrazione del fatto che questo di cui si è appena parlato, può servirvi a discutere pubblicamente.

Proviamo ora a vedere come questi concetti si possono concretizzare nel discorso e nell’esposizione davanti alla platea.

Il contenuto di un discorso

Non bisogna mai improvvisare, mai lasciare nulla al caso. La preparazione è il concetto fondamentale per eccellere in pubblico.

Proviamo ad immaginare un discorso come un brano musicale dove il relatore è il musicista e il pubblico sono i fans e vediamo cosa ne viene fuori.

Prima di scrivere un brano il musicista si cimenta nella scrittura della canzone e prova a comporre un pezzo secondo il suo stile. Inoltre lo struttura, per esempio, con una intro, una strofa, un ritornello, un’altra strofa, un assolo e così via…

Analogamente un relatore pensa prima al suo discorso, a come strutturarne il contenuto e lo scrive, in un primo momento, secondo il proprio stile narrativo. Fare un discorso vuol dire preparare bene il contenuto, preparare con dovizia di particolari quello che si deve dire.

Durante la scrittura della sua canzone il musicista pensa, però, ai suoi fans, al suo target di riferimento, a cosa potrebbe piacergli, a come poter coinvolgerli con la sua canzone. Per esempio pensa a se e quando inserire un assolo di chitarra piuttosto che un altro ritornello e così via.

Il relatore, durante la preparazione di un discorso, deve pensare al suo pubblico, a chi ha difronte. È utile, qui, richiamare il concetto semiotico di lettore modello espresso da Umberto Eco: si tratta di un lettore, ascoltatore, uditore immaginario al quale pensare quando si scrive un testo o, come nel nostro specifico caso, si prepara un discorso.

Bisogna sempre pensare al pubblico che si avrà durante la discussione in modo da capire su quali elementi si può far leva con le proprie parole e con i propri comportamenti. Riuscire a capire i valori del pubblico è un altro step fondamentale. Esempi efficaci sul come fare leva sui valori e credenze del pubblico sono certamente i discorsi politici, veri e propri discorsi capaci di far presa sugli ascoltatori. Bisogna, in sintesi, parlare al pubblico e non a sé stessi.

Ultimo aspetto importante di un contenuto del discorso è il logos aristotelico. Non bisogna dire il falso sia per questioni etiche e morali sia per il fatto che, prima o poi, qualcuno se ne accorge e poi è peggio. Tutto ciò che si dice in pubblico deve avere un fondo quantomeno verosimile se non vero a tutti gli effetti. Per esempio se si utilizzano dati, questi devono essere verificati e presi solo da fonti certe e le promesse fatte al pubblicoTecniche per speech pubblico devono poter essere realizzabili in concreto così come avviene quando si espone un programma politico.

Il discorso può anche essere anche accompagnato da una presentazione con slides così da poter garantire un costante supporto visivo ai vostri ascoltatori, nonché a voi stessi che potete ricordarvi, di volta in volta, cosa dire e in quale ordine riuscendo a seguire la scaletta preparata in precedenza.

Fare un discorso in pubblico

Comprese le dinamiche che devono guidare la preparazione di un discorso, vediamo ora come esporlo, cerchiamo di capire come prepararsi alla performance.

Quando si prepara un discorso è opportuno pensarlo in tutti i suoi aspetti, compreso il modo in cui renderlo a voce. La scrittura deve a tutti gli effetti contenere gli elementi della performance come le pause, le battute, le domande al pubblico ecc.

Fatto ciò bisogna provarlo. Riprendendo il parallelismo con il musicista, prima di un concerto egli prova e riprova il pezzo mille volte in sala, lo registra per riascoltarlo così da capire gli sbagli. Allo stesso modo il relatore deve ripetere il discorso ad alta voce, provarlo davanti allo specchio prima leggendolo e poi, una volta che lo si è memorizzato, provare in concreto la performance.

È utile anche registrarsi e riascoltarsi dopo in modo da capire gli errori o le incertezze mostrate: sembrerà strano, ma mentre si parla non ci si accorge di molti degli errori commessi. Bisogna fare pratica!
Anche l’aiuto di parenti o amici può rivelarsi prezioso nella preparazione della performance: loro possono esprimere pareri, aiutare nella correzione sia dell’esposizione del discorso che dei comportamenti acquisiti mentre si parla. È solo con la pratica che si possono vincere le emozioni e le insicurezze.

Altra tecnica per tenere un discorso è quella di prestare attenzione all’utilizzo della voce. Mai troppo forte, altrimenti il pubblico si infastidisce, e mai troppo basso altrimenti non si capisce nulla. È buona abitudine quella di controllare l’impianto audio prima dell’esposizione: dire “prova prova prova” appena si ha il microfono è sintomo di impreparazione e, quindi, di poca credibilità. Come poter eccellere in un discorso se non si è credibili?

Durante la performance è buona prassi cercare il contatto visivo col pubblico poiché dimostra che state parlando a loro, che in quel momento siete in relazione con loro e serve a renderli importanti, a coinvolgerli. Così come è molto importante mostrarsi propositivo, sicuro di sé, sorridente e spigliato per ottenere una buona presa negli ascoltatori in modo da non annoiarli.

Bisogna saper prestare attenzione anche alle tempistiche in quanto influiscono sull’esito generale della performance. Se si tratta di un breve discorso, come la discussione della tesi di laurea, allora è bene parlare non più di 20 minuti. Nel caso in cui si tratti di un discorso più lungo e articolato, quale per esempio una lezione universitaria, allora è bene pensare anche ad eventuali pause per far rilassare il pubblico e non fargli perdere l’attenzione. È prassi diffusa alternare circa 1 ora e 15 di discorso a 10 minuti di pausa, così come è essenziale alternare la spiegazione di un argomento all’esposizione di esempi chiarificatori. È necessario farsi capire e senza esempi e senza l’attenzione del pubblico non lo si può fare.

Infine è molto importante curare la postura e i propri comportamenti difronte alla platea, così come è importante curare ogni fase del discorso e dare il giusto peso e la giusta enfasi ad ognuna di esse in modo che il tutto possa essere coerente.

Ricapitolando serve preparazione, esercitazione e dovizia di particolari. L’improvvisazione non rende un discorso efficace. Pensa al tuo pubblico a cosa potrebbero pensare e a come potrebbero reagire al discorso. Prepara, infine, qualche possibile domanda da parte loro e preparati a rispondere efficacemente senza lasciarti spaventare anche perché il pubblico passivo non è mai esistito. Preparati anche ad assumere una postura corretta e a utilizzare i comportamenti più adatti davanti agli ascoltatori.


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