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Serie TV sulla guerra: le 7 da vedere

Le serie Tv sulla guerra sono avvincenti e ricche di dettagli storici che aiutano a comprendere meglio avvenimenti lontani da noi. Guardi gli episodi e impari ad analizzare un evento storico dal punto di vista di chi vi ha preso parte.

Se studi storia, giornalismo o filosofia, le serie tv belliche possono quasi diventare uno strumento di studio al pari di manuali e saggi, soprattutto quando sono realizzate in maniera accurata con particolari e ricostruzioni fedeli.

Leggi la nostra guida qui sotto con tutte le serie storiche belle assolutamente da vedere. Organizzati con altri amici interessati e metti in piedi un bel gruppo di visione per commentare insieme i vari episodi. E se sei un appassionato, alterna la visione delle serie a quella dei film bellici!

Le serie TV sulla guerra da non perdere

Generation Kill

Miniserie in 7 puntate che racconta la seconda guerra del Golfo, scoppiata il 20 marzo del 2003 con l’invasione dell’Iraq da parte di una coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti.

La serie è andata in onda in America nel 2008 e in Italia l’anno successivo. A differenza di altre serie TV belliche affronta temi molto vicini a livello temporale e lo fa attraverso lo sguardo di un cronista di guerra della rivista Rolling Stones.

Generation Kill, infatti, è ispirata all’omonimo libro scritto proprio dal corrispondente Evan Wright. La storia è incentrata sull’avanzata nel deserto della compagnia Bravo, il primo battaglione da ricognizione dei Marines degli Stati Uniti. Tutta la guerra è raccontata tramite lo sguardo del cronista e dei soldati che non sono coinvolti in nessuna importante azione militare. I membri del battaglione sono impegnati in operazioni quotidiane che consistono nella manutenzione continua delle armi e dei mezzi. I militari si muovono cioè nel deserto senza sapere nulla, eseguendo semplicemente gli ordini dei superiori.

Se sei interessato ad approfondire la guerra dal punto di vista di chi non ha potere decisionale e finisce per ritrovarsi in un conflitto di cui non comprende neppure le finalità, Generation Kill è la serie Tv sulla guerra da vedere.

Band of Brothers

Band of Brothers è una miniserie in 10 puntate prodotta da Steven Spielberg e Tom Hanks. La serie è ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale e, in particolare, negli anni compresi tra il 1942 il 1945. Le storie raccontate sono quelle dei soldati che fanno parte della Compagnia Easy. Si tratta cioè di paracadutisti di cui gli episodi seguono il percorso dall’addestramento fino all’assegnazione al fronte di guerra europeo.

Perché vederla? Band of Brothers è tra le serie storiche belle perché racconta la guerra con grande accuratezza e, allo stesso tempo, la umanizza soffermandosi sulle vicende dei singoli soldati.

Per la realizzazione Steven Spielberg e Tom Hanks si sono serviti del libro Banda di fratelli, scritto dallo storico americano Stephen Ambrose. Il professore Ambrose ha partecipato alla produzione in veste di consulente e ha contribuito alla precisione delle ricostruzioni storiche. Non a caso, a lui si deve anche il romanzo da cui è tratto il film Salvate il soldato Ryan. Infine, il cast è un ulteriore punto a favore. In Band of Brothers recitano David Schwimmer (Friends), Simon Pegg, Michael Fassbender, James McAvoy e Tom Hardy. Solo per citarne alcuni degli attori che hanno preso parte alla serie.

The Pacific

Seconda serie TV sulla guerra firmata dalla coppia Steven Spielberg e Tom Hanks, andata in onda negli Stati Uniti e in Italia nel 2010. L’ambientazione temporale è sempre quella di Band of Brothers (Seconda Guerra Mondiale), ma  la guerra viene raccontata da un altro fronte: quello del Pacifico.

La serie è composta da 10 episodi e ha inizio il 7 dicembre del 194, quando la base americana di Pearl Harbor viene attaccata dall’esercito giapponese. The Pacific è basata sulle memorie di due marine che parteciparono alle operazioni in Giappone e che hanno raccontato la loro esperienza in due libri (With the Old Breed e Helmet for My Pillow).

Se ti interessa il periodo storico della Seconda Guerra Mondiale, potresti vedere sia Band of Brothers che The Pacific in modo da approfondire la tua conoscenza seguendo il conflitto da due fronti completamente diversi.

Generation War

Alcuni commentatori hanno definito Generation War la versione tedesca di Band of Brothers. In effetti, la serie racconta la Seconda Guerra Mondiale dal punto di vista di un gruppo di giovani tedeschi. I protagonisti sono due fratelli appartenenti all’esercito tedesco, una infermiera della Croce Rossa, un giovane ebreo e una cantante. I primi tre stanno per partire per il fronte, mentre gli altri due sono una coppia. La cantante, infatti, ha instaurato una relazione con il giovane di origini ebraiche contravvenendo alle leggi razziali promulgate dal governo tedesco. Tutti sono convinti che la guerra finirà presto, ma verranno tragicamente smentiti.

La serie è andata in onda in Germania nel 2013 e in Italia nel 2014 ed è stata molto contestata. In patria ha provocato un dibattito davvero accesso e persino insolito per una serie. Secondo alcuni Generation War non affronta come dovrebbe la questione ebraica. Le accuse principali riguardano la descrizione del ruolo avuto dalla Germina nell’olocausto. Proprio per questo motivo la serie è da vedere. Potrai approfondire ancora di più il periodo della Seconda Guerra Mondiale analizzandolo dal punto di vista tedesco.

M.A.S.H.

Questa serie TV sulla guerra è stata prodotta negli anni ’70 e all’epoca ha avuto un grandissimo successo. Si tratta di ben 11 stagioni che raccontano le vicissitudini di un ospedale da campo americano durante la Guerra di Corea (1950-1953). La particolarità di questa serie è nel perfetto equilibrio tra commedia e tragedia. Alcune delle vicende raccontate infatti sono davvero tragicomiche, ma secondo le testimonianze di molti veterani rispecchiano alla perfezione quanto accadeva in Corea.

M.A.S.H. è tra le serie TV belliche da vedere anche perché è stata realizzata quando gli americani erano impegnati in un altro conflitto: la guerra in Vietnam.

Sons of liberty – Ribelli per la libertà

Miniserie americana costituita da tre episodi andati in onda nel 2015 e ambientati durante la Guerra di Indipendenza. Gli eventi si svolgono in quel di Boston e raccontano di un momento storico poco conosciuto. La serie segue le vicende di un gruppo di giovani patrioti stanchi del dominio britannico. Dopo l’imposizione di nuove e dure tasse sul commercio, i giovani decidono di ribellarsi e di unirsi al movimento che fomenterà la rivoluzione e la successiva Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Da vedere se ti piacerebbe approfondire le vicende che hanno portato alla nascita degli Stati Uniti moderni.

Our World War

Con questa serie TV sulla guerra torniamo in Europa al tempo della Prima Guerra Mondiale. La miniserie in tre episodi è targata BBC ed è andata in onda nel 2014. Our World War ricostruisce le battaglie con moderne tecniche di animazione che rendono particolarmente realistico il racconto della guerra. In realtà, gli episodi non si soffermano solo sulle battaglie e sugli scontri bellici, ma raccontano anche gli effetti della Prima Guerra Mondiale sui soldati inglesi che vi presero parte in prima persona.

La serie è caratterizzata anche da diversi cambi di ambientazione. Si passa dal Belgio alla Francia e precisamente ad Amiens, dove ebbe luogo la battaglia che portò verso la fine della Prima Guerra Mondiale (agosto del 1918).

A questo punto non ti resta che scegliere il periodo storico che vorresti approfondire e selezionare una delle serie tv belliche che ti abbiamo consigliato. Buona visione!

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Come utilizzare la tecnica del mandarino per studiare meglio

Quando ti siedi alla scrivania hai due compiti davanti a te: studiare e trovare la giusta concentrazione per farlo al meglio. La tecnica del mandarino può esserti di grande aiuto. Di cosa si tratta? Di una delle più efficaci tecniche di concentrazione da imparare e applicare per essere focalizzati pienamente sullo studio e sui tuoi obiettivi universitari.

Purtroppo, la concentrazione è difficile da raggiungere e mantenere a causa delle tante distrazioni causate soprattutto dall’uso eccessivo e continuato degli strumenti tecnologici. Sicuramente, ti sarà capitato di ricevere un messaggio, una chiamata, una email o un video divertente e ti sarà anche capitato di staccare per quei cinque minuti fatali che ti impediscono di riprendere con lo stesso livello di attenzione precedente alla pausa.

La concentrazione, però, si può allenare nel tempo usando delle tecniche specifiche. All’inizio dovrai fare un piccolo sforzo ma i risultati saranno davvero ottimi, anche perché potenziare le capacità di concentrazione significa allenare, contemporaneamente, anche altre funzioni cognitive. Quando sei più concentrato migliorano la memoria, la creatività e la capacità di trovare nessi logici e di risolvere i problemi.

Impara come utilizzare la tecnica del mandarino per preparare i tuoi esami con la nostra guida dell’Università Unicusano de L’Aquila.

Esercizi per studiare: come prepararsi ad aumentare la concentrazione

Prima di applicare le tecniche di concentrazione bisogna creare le condizioni favorevoli perché abbiano successo e ti permettano di ottenere il risultato sperato.

Per concentrazione si intende la capacità di controllare e mantenere l’attenzione viva e costante durante tutto lo svolgimento di un compito preciso (studio in vista di un esame nel tuo caso). Questa capacità può essere minata da fattori esterni sfavorevoli (ambiente, elementi di distrazione eccetera), da fattori fisico-psichici (malesseri interiori ed esteriori) e da scarsità di allenamento e di esercizio. Devi iniziare a considerare la concentrazione come un muscolo mentale da sottoporre ad allenamento, come qualsiasi altro muscolo del tuo corpo. In fondo, non potrai mai vincere una gara di corsa se prima non ti sei allenato per farlo!

Qui sotto, trovi una piccola guida con tutti i passi da mettere in atto prima di provare la tecnica del mandarino:

  • limita le distrazioni riducendo al minimo gli elementi di disturbo sonoro/visivo: cerca di eliminare tutto il rumore di fondo che attrae la tua attenzione (radio, TV e cellulari). Inizia, per esempio, silenziando il telefono così da non essere tentato dal rispondere ai messaggi oppure spegnendo la musica se ti impedisce di concentrarti.
  • fai ordine nello spazio dedicato allo studio: esiste un collegamento diretto tra l’ordine delle aree esterne e il proprio ordine mentale. Per facilitare la concentrazione inizia con il mettere in ordine la tua scrivania e con il rendere gli spazi più funzionali alla tua attività. Se l’ambiente è troppo disordinato e caotico, la capacità di focalizzazione diminuisce.
  • la concentrazione tende a subire un calo quando si è stanchi e affaticati. Cerca di bilanciare bene i momenti di studio e quelli di riposo. Per aiutarti prevedi una serie di piccole pause. Alcune ricerche hanno dimostrato che gli studenti che fanno delle pause recuperano molto facilmente il tempo “perduto”, perché riprendono a studiare più concentrati. In 10 minuti di studio concentrato si acquisiscono molte più nozioni che in 30 minuti di studio distratto.
  • scegli i momenti di studio con attenzione: la fase immediatamente successiva al pasto non è la migliore. Il corpo è impegnato nella digestione e la capacità di concentrazione non è altissima. I momenti più adatti allo studio sono la mattina e il tardo pomeriggio. Cerca di capire qual è il tuo momento di massima concentrazione nell’arco della giornata e prediligi quello per dedicarti allo studio.

In cosa consiste la tecnica del mandarino

Dopo aver creato tutte le condizioni favorevoli per iniziare a studiare, puoi applicare la tecnica del mandarino:

  • siediti sulla tua sedia con i piedi ben piantati sul pavimento
  • respira profondamente per tre volte
  • immagina di stringere tra le mani un mandarino. Cerca di visualizzare tutti i dettagli del tuo frutto immaginario, dal colore al peso, dall’odore alla temperatura. È leggero? È pesante?  È freddo di frigorifero? È a temperatura ambiente? Ha delle foglie? È umido oppure è secco?
  • passa il mandarino da una mano all’altra e continua a visualizzarne tutte le caratteristiche
  • prendi il mandarino con la mano destra (oppure con la mano sinistra se sei mancino), alza il braccio e avvicinalo alla parte posteriore della tua testa all’altezza della nuca. Lascia il mandarino in questa posizione.
  • ora chiudi gli occhi e immagina il tuo mandarino, con tutte le caratteristiche che gli hai attribuito, mentre galleggia esattamente dove lo hai lasciato. In questo momento dovresti raggiungere uno stato di rilassatezza e di concentrazione.
  • non aprire gli occhi e immagina che il tuo campo visivo si espanda fino a includere tutto ciò che ti circonda, come se avessi la possibilità di osservare la stanza in cui ti trovi a 360 gradi
  • riapri gli occhi e recupera il tuo senso di realtà

A questo punto puoi metterti a studiare!

I risultati ottenibili con la tecnica del mandarino

Ovviamente, le tecniche di concentrazione hanno bisogno di allenamento per funzionare. Non puoi aspettarti di raggiungere subito dei risultati.

Per aumentare il tuo livello di concentrazione devi avere pazienza e provare la tecnica del mandarino con costanza e per un periodo prolungato. La cosa migliore sarebbe fare questi esercizi per studiare meglio tutti i giorni, per almeno tre o quattro settimane. Non è possibile dire a priori quando comincerai a vedere i primi benefici. Ogni persona è diversa dall’altra e ha bisogno dei suoi tempi, così come ci sono studenti “gufi” che rendono molto meglio nello studio in notturna e studenti “allodole” che danno il meglio di sé di mattina.

Affinché la tecnica del mandarino dia i suoi frutti, dovrai anche avere un piano di studi ben definito con degli step e dei compiti giornalieri da espletare. Il tuo calendario, inoltre, dovrà essere fissato in modo da consentirti di concludere il programma in tempo per la sessione di esame. Suddividere la materia da studiare in piccole parti ti permetterà di avere dei compiti quotidiani su cui focalizzarti e favorirà la concentrazione, che potrai a tua volta allenare con la tecnica che ti abbiamo proposto. In questo modo si crea un circolo virtuoso che ti consentirà di superare meglio gli esami e di sentirti più gratificato e soddisfatto.

Infine, per ottenere davvero dei risultati cerca di non pretendere mai troppo da te stesso. Fissa degli obiettivi raggiungibili in base al tuo tempo a disposizione e usa la tecnica del mandarino per raggiungerli. Quando l’obiettivo è fattibile, la percentuale di successo aumenta, la gratificazione è maggiore, la motivazione cresce e la concentrazione allenata con le giuste tecniche non fa che aumentare. Se invece tendi a chiedere troppo a te stesso, fissando obiettivi poco raggiungibili, inneschi un processo di insoddisfazione che ha un effetto demotivante. Finisci cioè per essere scontento e poco motivato e finisci persino con il saltare gli esercizi di concentrazione, a cui non riesci ad attribuire più la stessa efficacia. Il mancato raggiungimento del risultato ti indurrà cioè a non avere più il giusto stimolo nell’applicare con costanza la tecnica del mandarino.

A questo punto non ti resta che provare a mettere in pratica tutti i passi della nostra guida e a sperimentare su te stesso l’efficacia di questa tecnica!

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Come farsi amici nuovi in poco tempo: i consigli da seguire

Università significa cambiamento, spesso anche di città. Quando sei alle prese con l’inizio di una nuova vita, la domanda come farsi amici nuovi è legittima. Compagni di corso o di studio non si trasformano necessariamente in amici. La relazione potrebbe fermarsi alle lezioni seguite insieme o alle ore passate a studiare sui libri.

Avere dei rapporti di amicizia sinceri e profondi aiuta anche lo studio, perché migliora il benessere quotidiano, aumenta l’autostima e facilita la concentrazione per il raggiungimento degli obiettivi universitari. La nascita di nuovi legami rientra nel ciclo normale dei rapporti sociali. Secondo uno studio dell’Università di Utrecht, ogni sette anni si perde la metà dei propri amici che vanno sostituiti con delle nuove relazioni.

Ma come fare nuove amicizie in un contesto diverso da quello consueto o in una città differente da quella di provenienza? Il primo passo è impegnarsi. Le amicizie vanno cercate e coltivate con costanza per poter diventare dei rapporti duraturi e piacevoli.

Come fare nuove amicizie: i primi passi

Per uscire dal tuo guscio e trovare nuovi amici devi prendere l’iniziativa. Non avere paura di apparire una persona bisognosa. Spesso, la difficoltà nel compiere il primo passo nasce dal desiderio di non voler sembrare persone sole o disperate.

In un ambiente come l’Università, tutti sono alla ricerca di altre persone con cui instaurare un legame. Fare il primo passo e invitare una persona a prendere un caffè o a mangiare qualcosa non significa necessariamente lanciare un messaggio di solitudine, anzi i destinatari potrebbero percepire l’invito come un segnale di socievolezza.

Come fare a prendere l’iniziativa? Questi sono i nostri primi consigli pratici:

  • guardati intorno e fai il primo passo con le persone che ti circondano quotidianamente
  • sposta la frequentazione dai luoghi di studio (università, biblioteca) a luoghi esterni di svago (cinema, locali, bar, caffetterie) o a casa tua. Se è nato un piccolo gruppo di studio, proponi un pomeriggio nella tua stanza per creare una situazione più confidenziale
  • non desistere se la prima risposta è negativa

Per quanto gentili, le risposte negative possono far sorgere un blocco. Prima di interpretare nella maniera sbagliata un rifiuto, devi tenere a mente che la persona oggetto dell’invito ha già una sua vita e delle sue relazioni sociali. Il rifiuto potrebbe essere dettato semplicemente dall’esistenza di impegni pregressi e non dalla mancanza di interesse o da una mancanza di volontà di stabilire un rapporto di amicizia.

Quando si inizia un percorso nuovo, gli amici di vecchia data non coinvolti nel cambiamento sono per forza di cose meno presenti. I suddetti amici, infatti, avranno a loro volta degli impegni nuovi. Questo meccanismo rende le persone inclini a cercare nuove relazioni. Non bisogna quindi scoraggiarsi di fronte a un “non posso” e fare qualche altro tentativo, senza saltare automaticamente alla conclusione di non piacere o di non aver fatto una buona impressione.

Per capire davvero come trovare nuovi amici cerca di avere aspettative realistiche. Se tieni sempre presente che tutte le persone hanno una propria galassia di relazioni e di amicizie, non andrai incontro a delusioni e costruirai dei nuovi rapporti.

Come trovare nuovi amici: consigli e suggerimenti pratici

A questo punto la guida su come farsi nuovi amici dell’Università Unicusano di L’Aquila entra nel vivo con una serie di consigli pratici, che ti aiuteranno a stringere nuove relazioni in poco tempo:

  • cerca delle situazioni in cui hai la possibilità di entrare in contatto con un notevole numero di amici potenziali: biblioteca, aule studio, mensa universitaria. Sono tutti luoghi in cui è possibile interagire con più persone e cercare nuovi amici.
  • esci dalla routine di studio e coltiva un hobby che ti consenta di allargare il tuo giro di conoscenze, dal trekking alla palestra fino ai corsi teatrali di recitazione. Sono tutte attività che favoriscono la socialità e durante le quali è possibile intrecciare nuove relazioni di amicizia. Nelle pause o a fine lezione è più semplice fare quattro chiacchiere con una persona che condivide la tua stessa passione/attività. Passare dalla chiacchierata a un aperitivo da condividere non è così complicato e ti consentirà di portare fuori dalla palestra o dal teatro quella conoscenza.
  • prendi l’abitudine di scambiare subito le informazioni di contatto. Spesso, si chiacchiera con qualcuno piacevolmente nei corridoi universitari o davanti alla porta di un professore in attesa dell’orario di ricevimento e ci si perde di vista. Non lasciare cadere queste occasioni e chiedi subito il contatto. Per iniziare basta diventare amici su Facebook.
  • invita sempre i nuovi contatti a fare qualcosa con te. È questo il passo più importante per farti conoscere meglio e per capire se può nascere una nuova amicizia. È sufficiente anche un semplice caffè.
  • metti da parte la timidezza e prendi l’iniziativa. Insisti almeno un paio di volte prima di non invitare più una persona. Se non è disponibile, ricorda sempre di seguire il primo consiglio del nostro elenco e cerca situazioni in cui puoi venire a contatto con tanti potenziali nuovi amici.
  • invita i nuovi contatti a portare con sé altri amici. Gli amici degli amici sono fondamentali. Quando stai cercando di capire come fare nuove amicizie, le conoscenze e le relazioni delle persone che approcci potrebbero essere a loro volta dei potenziali amici. In questi casi ricordati sempre di mettere in pratica la buona abitudine di scambiare subito i contatti.
  • sii flessibile e impara a modificare i tuo piani. Se hai ricevuto un invito da un potenziale nuovo amico, cerca di non rifiutare. Quando puoi, sposta gli impegni pregressi e mostrati disponibile. Avrai capito davvero come farsi amici nuovi quando ti impegnerai prima a far nascere i rapporti e poi a farli durare nel tempo.

Come far crescere i rapporti di amicizia

L’ultima fase della nostra guida come farsi amici nuovi riguarda i passi da compiere per far crescere un rapporto.

Quando hai stabilito un contatto non basta uscire, fare qualche invito e condividere un hobby. Per consentire a un rapporto di amicizia appena nato di superare la prova del tempo devi impegnarti. In che modo? Qui di seguito, i nostri suggerimenti:

  • sii presente con messaggi e telefonate. Se non ti capita di vedere tutti i giorni il tuo contatto e non hai una frequentazione universitaria, invia qualche messaggio per sapere come va e interessati alla sua vita. È il modo migliore per instaurare un rapporto di confidenza. Non farti sentire solo quando si avvicina il fine settimana e vorresti uscire.
  • cerca di aprirti e raccontare di te. Farsi conoscere è importante per scoprire affinità e punti in comune. Non vivere in maniera negativa il grado minore di confidenza dell’altra parte. Alcune persone hanno bisogno di più tempo per aprirsi, ma questo non preclude affatto la possibilità che siano dei potenziali ottimi amici.
  • tutti abbiamo dei bisogni e rendersi utili agli altri favorisce la nascita dei rapporti di amicizia. Se hai bisogno di qualcosa, chiedi aiuto al tuo nuovo contatto. Quella conoscenza potrà trasformarsi davvero in un’amicizia quando l’altro ha piacere a essere utile e ti coinvolge nella sua vita chiedendoti a sua volta una mano. Renditi disponibile a soddisfare la richiesta e avrete un nuova base su cui far crescere il rapporto di amicizia.

Come vedi servono pochi e piccoli passi per capire come farsi amici nuovi e avere una vita sociale molto più soddisfacente!

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I 5 libri sulla rivoluzione industriale da leggere assolutamente

Hai bisogno di approfondire il periodo della rivoluzione industriale con delle letture supplementari? Ti proponiamo una guida con i cinque libri sulla rivoluzione industriale da comprare e da leggere assolutamente per capire meglio in cosa è consistito il processo di industrializzazione iniziato nel 1700.

Prima di suggerirti i cinque titoli dobbiamo rinfrescarti la memoria con una piccola precisazione. Di solito si parla di prima rivoluzione e di seconda rivoluzione industriale. La prima ha inizio nella seconda metà del 1700 e ha come protagonista i telai meccanici dell’industria tessile e la macchina a vapore di J. Watt. La seconda fase, invece, prende il via nel 1870 e ha come protagonisti l’elettricità, i prodotti chimici e il petrolio.

I libri sulla rivoluzione industriale: i titoli e gli autori

Per capire meglio la portata della trasformazione imposta dall’avvento delle fabbriche sono molto utili sia i saggi che i romanzi. Potrai così approfondire il fenomeno da diversi punti di vista: le macchine, la politica e l’economia da un lato e la vita quotidiana degli operai dall’altro. La rivoluzione industriale, infatti, diede vita a una notevole trasformazione sociale. Proprio in quegli anni si affermò la borghesia capitalistica e nacque la lotta di classe.

Se ti serve approfondire il periodo storico, prendi carta e penna e segnati i titoli dei libri sulla rivoluzione industriale della guida dell’Università Niccolò Cusano di L’Aquila.

La rivoluzione industriale 1760-1830 di Thomas S. Ashton

Thomas S. Ashton è considerato uno dei più grandi conoscitori del fenomeno dell’industrializzazione moderna. È stato, infatti, professore di storia economia alla London School of Economics (dal 1944 fino al 1954) e ha vissuto proprio nel periodo della seconda rivoluzione industriale.

Il suo testo è una ricostruzione completa dei fattori demografici, sociali, finanziari e tecnologici che hanno caratterizzato la prima fase del processo di industrializzazione. Si tratta di una lettura storico-economica che ti chiarirà molti aspetti relativi alla prima fase della rivoluzione industriale.

Rivoluzione industriale e rivolta nelle campagne di Eric J. Hobsbawm e George Rudé

Eric J. Hobsbawm e George Rudé sono due storici e il loro libro è un’analisi di quanto accaduto nelle campagne inglesi tra il XVI e il XVIII secoloI due affrontano con attenzione il periodo che ha gettato la basi della rivoluzione industriale e che ha favorito l’ascesa della borghesia. La trasformazione del lavoro agricolo è stata, infatti, la premessa fondamentale per tutti i successivi cambiamenti economici, sociali e politici.

Eric J. Hobsbawm e George Rudé ricostruiscono quegli anni con un’analisi sia delle nuove tecniche agricole adottate nelle campagne che degli stravolgimenti produttivi innescati. Non solo, leggendo il libro capirai esattamente come è avvenuta la concentrazione dei capitali in poche mani e come si è verificato il passaggio dal ruolo di contadini a quello di salariati oppure di braccianti disperati.

Il libro è un grande affresco di tutte le tensioni e di tutte le lotte che hanno sconvolto il mondo contadino, proprio negli anni in cui è nato quel travolgente processo di industrializzazione definito rivoluzione.

Tempi difficili – Hard Times di Charles Dickens

Il nostro elenco di libri sulla rivoluzione industriale prosegue con un romanzo, che ti consentirà di interrompere per un attimo le interessanti letture storiche ed economiche per immergerti in una emozionante storia incentrata sulla vita degli operai.

La rivoluzione industriale, infatti, fu caratterizzata da un progressivo peggioramento delle condizioni di vita della classe operaia e dalla nascita delle metropoli moderne. I salari erano sempre più bassi, le donne e i bambini lavoravano ricevendo una paga inferiore rispetto a quella degli altri operai maschi e gli orari di lavoro erano massacranti. La giornata media di un operaio del 1800 si aggirava intorno alle 13/15 ore lavorative. E secondo le ricostruzioni storiche venivano utilizzati persino bambini di 5 o 4 anni. È proprio a questa realtà che fa riferimento Charles Dickens in Tempi Difficili, uno dei suoi romanzi di denuncia più noti. 

Il romanzo nasce come critica alla società industriale dell’epoca (siamo nel 1854), che finì per bandire ideali, immaginazione e sogni in favore di un materialismo assoluto. L’unica cosa importante nel mondo romanzato di Tempi difficili è il profitto, proprio come accadeva nella realtà dell’epoca.

La storia ruota intorno a due operai, Stephen e Rachael, poveri, sfiniti e impotenti. I due vivono nella triste città di Coketown. La cittadina non esiste ed è il frutto dell’immaginazione di Dickens, anche se il riferimento reale è alla città di Preston, nei pressi di Manchester. La scelta non è stata casuale perché proprio a Preston si svolsero degli scioperi molto drammatici tra il 1853 e il 1854. L’affresco di Dickens ti permetterà di capire meglio la vita di chi ha sperimentato in prima persona la rivoluzione industriale e ne ha pagato il prezzo sulla propria pelle.

Prometeo liberato di David S. Landes

David S. Landes è uno storico americano specializzato in economia. Il suo testo Prometeo Liberato (pubblicato per la prima volta nel 1972) analizza le cause del fenomeno della rivoluzione industriale, ne descrive il corso e ne localizza con precisione lo sviluppo. Prometeo liberato, infatti, abbraccia un lungo periodo che inizia nel 1750 con la prima rivoluzione industriale e continua fino agli anni ‘70.

La rivoluzione industriale, infatti, non si è fermata con la seconda fase. Dopo la Seconda Guerra Mondiale (inizio degli anni ’50), il mondo ha subito un nuovo cambiamento dei processi produttivi e si è innescata la cosiddetta terza rivoluzione industriale. Questa terza fase è stata caratterizzata dall’avvento stravolgente dei computer, dei robot, delle prime navicelle spaziali e dei satelliti. Il periodo storico attuale, invece, è quello della quarta rivoluzione industriale. Applicazioni, intelligenza artificiale e  sistemi di automazione industriale sono le nuove frontiere tecnologiche che stanno cambiando radicalmente il mondo del lavoro. 

Ebbene, Landes affronta tutti questi cambiamenti (prima rivoluzione, seconda rivoluzione e terza rivoluzione industriale) a partire dalla figura mitologica di Prometeo. Fu lui infatti il responsabile della prima grande trasformazione dell’umanità. Quando Prometeo rubò il fuoco agli dei dell’Olimpo per darlo agli uomini innescò una serie di cambiamenti di una portata pari a una rivoluzione.

Proprio quel fuoco è il simbolo dello stravolgimento introdotto dalla rivoluzione industriale e analizzato da David S. Landis. Il suo Prometeo Liberato ti permetterà di studiare i cambiamenti introdotti dall’industrializzazione in tanti ambiti e non solo in quello economico. Lo studioso americano, infatti, si sofferma anche sulle trasformazioni degli ordinamenti sociali e degli atteggiamenti culturali.

Che cos’è la rivoluzione industriale di Claude Fohlen

Claude Fohlen è stato professore all’Università La Sorbona di Parigi e ha pubblicato Che cos’è la rivoluzione industriale nel 1971. Il libro è un affresco completo delle principali teorie formulate dai grandi esperti e dei fattori alla base della spinta rivoluzionaria verso l’industrializzazione.

La lettura del testo ti consentirà di approfondire i fattori economici, politici, sociali e tecnologici che hanno caratterizzato la rivoluzione industriale e di scoprire tutte le teorie più importanti su questo complesso periodo storico.

Non solo, Claude Fohlen elabora anche la sua personale teoria e analizza tutte le conseguenze positive e negative del fenomeno. Nel libro le ricadute della rivoluzione industriale sono studiate da vari punti di vista, da quello ambientale a quello ecologico fino a quello medico e sanitario.

Questi sono i cinque libri sulla rivoluzione industriale da leggere con attenzione per conoscere appieno il periodo. A questo punto, non ti resta che scegliere quali comprare e iniziare la tua lettura!

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Cosa visitare in Abruzzo: tra città e natura

Sei alla ricerca di consigli su cosa visitare in Abruzzo?

In questa guida ti illustreremo i migliori itinerari turistici in Abruzzo da condividere con i tuoi compagni di studio o con la tua famiglia.

L’Abruzzo è una terra molto variegata: dalle zone montane a quelle costiere, potrai trovare aree naturalistiche, sentieri incontaminati e spiagge da sogno.

Se non sai cosa fare in Abruzzo e sei alla ricerca di qualche spunto, non ti resta che preparare carta e penna e prendere appunti per costruire il tuo itinerario.

Iniziamo ora il nostro viaggio alla scoperta delle mete in Abruzzo da visitare assolutamente.

Idee e consigli sulle cose da vedere in Abruzzo

Dalla gastronomia alle bellezze architettoniche, dalle città alle aree naturali, ecco le migliori destinazioni in Abruzzo da inserire nel tuo itinerario.

Città dell’Abruzzo da visitare

Se la tua domanda è “cosa visitare in Abruzzo”, iniziamo subito con le città da includere nel tuo itinerario di viaggio.

Ciascuna di queste città è ricca di opere architettoniche di grande pregio, musei tematici, scorci mozzafiato e tradizioni folkloristiche uniche.

Iniziamo con L’Aquila, una delle principali città abruzzesi. Fondata intorno al 1254, la città è divisa, oggi come allora, in quattro Rioni: San Giorgio, Santa Maria, San Pietro e San Giovanni d’Amiterno. Tra le attrazioni da non perdere a L’Aquila, menzioniamo:

  • Fontana delle 99 cannelle: monumento storico di L’Aquila e simbolo della città, si compone di 93 mascheroni in pietra e sei cannelle singole, dalle quali sgorga l’acqua. Secondo la tradizione, le 99 cannelle simboleggiano i 99 castelli che, nel XIII secolo, hanno contribuito alla fondazione della città;
  • Museo Nazionale d’Abruzzo: per gli amanti della cultura, il Museo è una tappa davvero da non perdere. Nell’edificio sono conservati reperti archeologici, sculture e opere pittoriche e tessuti, tra cui uno dei più grandi gonfaloni del mondo, realizzato nel 1586 per la Basilica di San Bernardino;
  • Basilica di San Bernardino: menzionata poc’anzi, la Basilica è il centro cattolico più importante della città. Al suo interno, oltre ad un grande organo e a preziosi affreschi, sono custodite le spoglie del Santo.

Leggi anche: Cosa fare la sera a L’Aquila

Facciamo ora un salto a Pescara, città più popolosa dell’Abruzzo e importante centro culturale della Regione. Ti basti pensare che la città ha dato i natali a Gabriele D’Annunzio ed Ennio Flaiano ed è sede anche di grandi manifestazioni artistiche come il Pescara Jazz.

Se vuoi conoscere più da vicino cosa visitare in Abruzzo per vivere appieno le bellezze della regione, non puoi non inserire nel tuo itinerario queste mete pescaresi:

  • Nave di Cascella: monumento più rappresentativo di Pescara, è situato sul Lungomare e rappresenta una barca a remi, che rievoca la tradizione della pesca molto sentita in città;
  • Cattedrale di San Cetteo: importante polo sacro della città, è stata fortemente voluta da Gabriele D’Annunzio, che destinò alla costruzione anche dei fondi;
  • Ponte del Mare: la struttura collega le sponde nord e sud del fiume che attraversa Pescara. Con i suoi 465 metri si è guadagnato il primato di ponte ciclo-pedonale tra i più lunghi d’Europa.

Borghi d’Abruzzo

Se hai ancora dubbi su cosa visitare in Abruzzo, sicuramente devi prendere in considerazione, oltre alle grandi città, anche i borghi più caratteristici.

A causa dei suoi trascorsi bellici, l’Abruzzo è ricco di borghi fortificati e paesi-fortino, che avevano il compito di difendersi da aspre contese territoriali.

Tra i borghi da visitare in Abruzzo:

  • Pettorano sul Gizio: si tratta di uno dei borghi più belli d’Italia, situato a pochi chilometri da Sulmona. A Pettorano sono nascosti tanti piccoli tesori d’architettura, come una fontana monumentale e delle mura di cinta secolari;
  • Scanno: piccolo borgo in provincia di L’Aquila e rinomato per la produzione di tombolo e filigrana. Scanno è ricco di edifici di stampo medievale e i suoi scorci sembrano appartenere ad altri tempi. A proposito di altri tempi, nel mese di agosto a Scanno si rievoca il corteo nuziale antico, durante il quale le donne scannesi indossano il tipico costume di festa;
  • Pacentro: situato nella provincia di L’Aquila, Pacentro è inserito nel circuito dei borghi più belli d’Italia. Immerso nel cuore del Parco Nazionale della Majella, il borgo vanta la presenza di un importante esempio di fortificazione risalente all’XI-XIV secolo, il Castello Caldora;
  • Capestrano: situato ai margini del Parco del Gran Sasso, il borgo è immerso in un quadro naturalistico davvero mozzafiato. Ricco di esempi artistici e monumentali legati al periodo medievale, a Capestrano è possibile coniugare natura e spiritualità;
  • Anversa degli Abruzzi: si tratta di uno dei borghi in povincia di L’Aquila più noti e caratteristici. Qui puoi ammirare tanti piccoli tesori d’arte sacra, come la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e la Chiesa di San Marcello.

 

Hai le idee più chiare su cosa visitare in Abruzzo?

Siamo certi che, grazie ai nostri consigli, riuscirai a costruire un itinerario perfetto per scoprire tutte le bellezze di questa regione.

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Ristoranti economici L’Aquila: la nostra selezione

Sei alla ricerca di consigli sui ristoranti economici L’Aquila?

In questo articolo troverai i nostri suggerimenti sui migliori ristoranti dove mangiare a L’Aquila e in cui gustare tutte le specialità tipiche della cucina abruzzese.

L’Aquila vanta una lunga tradizione culinaria, fortemente radicata alle materie prime che, da secoli, caratterizzano la produzione abruzzese.

Dalle zone montane alla costa, la cucina abruzzese annovera prodotti celebri in tutto il mondo come i confetti di Sulmona, lo zafferano dell’altopiano di Navelli e la patata del Fucino.

Vediamo ora i migliori ristoranti economici L’Aquila per studenti universitari in cui gustare sia le specialità locali, sia ricette appartenenti ad altre cucine.

Consigli sui migliori ristoranti low cost a L’Aquila

Se ti stai chiedendo cosa mangiare a L’Aquila e hai già deciso cosa fare la sera in città, ecco i nostri consigli sui ristoranti per studenti in cui trascorrere una splendida serata.

Cucina tipica abruzzese: le specialità

Come abbiamo accennato, la cucina tipica abruzzese vanta una tradizione molto antica, che coinvolge sia le regioni montane che quelle costiere.

In particolare, tra le specialità da gustare assolutamente in un ristorante a L’Aquila, menzioniamo:

  • Antipasti: dalle bruschette con salsiccia di fegato all’intingolo all’aquilana, inizia il tuo pasto con una ricetta gustosa e ricca di storia;
  • Primi piatti: la pasta fatta a mano è una vera e propria istituzione nella cucina aquilana. Un piatto di spaghetti alla chitarra accompagnati da un buon bicchiere di Montepulciano rappresentano un pranzo economico e veloce;
  • Secondi piatti: nella tradizione aquilana, la carne ricopre un ruolo di tutto rispetto. Da provare i celebri arrosticini di pecora;
  • Dolci: dai dolci al cucchiaio ai biscotti secchi, la cucina abruzzese offre ricette adatte anche ai palati più esigenti.

Da non dimenticare la densa produzione vinicola presente sul territorio abruzzese: Montepulciano, Trebbiano e Cerasuolo d’Abruzzo sono le eccellenze di questa regione che non puoi assolutamente perderti.

Ristoranti per studenti: dove mangiare

Ora che abbiamo visto cosa mangiare assolutamente in Abruzzo, ecco i ristoranti economici L’Aquila in cui fermarsi per una sosta gustosa.

La Casetta nel Parco

In una cornice ricca di verde, la Casetta nel parco è la location perfetta in cui trascorrere il pranzo della domenica o una piacevole cena dopo un pomeriggio di studio.

Qui troverai un menù molto variegato, con proposte che esaltano tutti i prodotti tipici locali.

Puoi trovare questo ristorante sulla Strada Vicinale Dell’Aterno, 33, 67100, L’Aquila.

Metrò Enopizzeria

Tra i ristoranti economici L’Aquila, il Metrò Enopizzeria merita sicuramente una menzione.

Ubicato in via del Gatto, in questo locale troverai una vasta scelta di piatti della cucina locale e nazionale, con particolare attenzione alle carni e alla cottura alla brace.

Se preferisci un piatto unico, il Metrò offre una selezione di pizze condite con ingredienti locali.

Ristorantino

A pochissimi chilometri dalla città, il Ristorantino è una delle proposte imperdibili tra i ristoranti economici L’Aquila.

Il menù è ricco di piatti della tradizione culinaria aquilana: la selezione di pasta fatta a mano come fettuccine e maltagliati può essere abbinata a diverse salse, da quella a base di guanciale e pachino a quelle più elaborate.

Tra i secondi piatti, abbondano le proposte di carne come salsicce, bistecche e tagliate.

Il ristorantino si trova in Via della Stazione snc, Sassa Scalo (AQ).

Il dragoncello

In questo ristorante/enoteca potrai gustare deliziosi aperitivi e carne alla griglia in una location informale e dall’atmosfera familiare.

Il punto forte del Dragoncello è la sua ampia selezione di vini: dai prodotti nazionali a quelli locali, non avrai che l’imbarazzo della scelta.

Il ristorante si trova in Viale Croce Rossa 42, a L’Aquila.

Il primo papavero

In questo ristorante economico di L’Aquila puoi gustare specialità tipiche della cucina abruzzese, grazie ad un menù molto fedele alla tradizione locale.

Immerso nella splendida cornice del centro storico, nel ristorante vengono servite pietanze di prima qualità e che rispettano la stagionalità delle materie prime impiegate.

Da non perdere i ravioli verdi con agnello e tartufo e il cinghiale di Montepulciano.

Il primo papavero si trova a L’Aquila, in via San Bernardino 9.

La cartiera del Vetojo

La cartiera del Vetojo, pur non essendo propriamente una location economica, è una tappa davvero imperdibile per gli amanti della buona cucina.

Il ristorante si trova all’interno di un vecchio fabbricato quattrocentesco, nel cuore del parco naturale del fiume Vetoio.

Qui puoi trovare una cucina tradizionale regionale rivisitata in chiave contemporanea.

Il ristorante si trova sulla Strada Lago di Vetoio, traversa via De Medici.

Percorsi di gusto

In questo ristorante, ubicato in Viale Croce Rossa 42, puoi trovare una cucina creativa e rivisitata, ispirata a piatti tipici della tradizione nostrana.

Il menù vanta una ricca selezione di pizze gourmet, oltre a piatti originali preparati sfruttando le materie prime del territorio.

Hai già scelto i ristoranti economici l’Aquila in cui concederti una pausa-studio all’insegna del gusto?

Siamo sicuri che, con i nostri consigli, troverai il luogo perfetto in cui mangiare in questa splendida città.

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Diritto ambientale: tutto quello che devi sapere

Sei curioso di conoscere qualcosa in più sul diritto ambientale?

In questa guida ti spiegheremo che cos’è il diritto dell’ambiente, cosa si intende per tutela del territorio e quali studi possono essere utili per capire più da vicino queste tematiche.

Per diritto ambientale intendiamo quella branca del diritto che si occupa della tutela e salvaguardia dell’ambiente. Può riferirsi a contesti internazionali, nazionali o internazionali.

Tra le tematiche oggetto d’interesse del diritto ambientale, le fonti di energia, la tutela del mare, del suolo e delle acque, lo smaltimento e la gestione dei rifiuti.

Vediamo ora nel dettaglio che cos’è il diritto ambientale e quale percorso accademico può esserti utile per diventare esperto in questo campo.

Che cos’è e a cosa si riferisce il diritto ambientale

Dalla definizione alle sue declinazioni territoriali, ecco tutto quello che devi sapere sul diritto ambientale.

Che cos’è il diritto ambientale?

Come abbiamo accennato, il diritto ambientale è quella branca del diritto che si occupa della tutela e della salvaguardia dell’ambiente.

Si tratta in realtà di una disciplina ibrida, perché racchiude al suo interno strumenti di diritto amministrativo e penale.

Per quanto riguarda la nostra Costituzione, fino alla riforma del 2001 non si era mai parlato propriamente di ambiente. Con l’introduzione del termine nell‘art. 117, la materia è diventata di competenza statale, escludendo de facto le Regioni.

Tuttavia, la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 407/2002, ha stravolto completamente questa impostazione. Ciò perché nel diritto ambientale sono ascrivibili tematiche come la tutela della salute e il governo del territorio, intese come materie di competenza concorrente fra Stato e Regioni.

Dunque, in sintesi, le Regioni hanno la possibilità di intervenire sul tema del diritto ambientale.

Cosa disciplina il diritto ambientale

Il diritto ambientale interviene nella gestione e nella tutela di diversi settori. Per citarne alcuni:

  • Smaltimento e gestione dei rifiuti;
  • Tutela delle acque e dei mari;
  • Tutela dell’aria e inquinamento atmosferico;
  • Fonti di energia.

Sulla gestione dei rifiuti, il diritto ambientale pone le sue regole per far sì che i soggetti coinvolti smaltiscano i rifiuti senza procurare danni all’ecosistema e rispettando tutti i principi regolatori in materia. Ad esempio, per lo smaltimento di materiali pericolosi, è previsto un certo iter procedurale.

Per quanto riguarda la tutela delle acque, la legislazione ambientale impone controlli e divieti per evitare che sostanze inquinanti entrino in contatto con i nostri mari. L’obiettivo è quello di salvaguardare la nostra salute e l’ecosistema, evitando procedure pericolose come lo smaltimento di rifiuti nelle acque.

La tutela dell’aria è un tema altrettanto importante per il diritto ambientale, poiché è di fondamentale importanza evitare le fonti di inquinamento atmosferico che danneggiano e saturano l’aria che respiriamo. Ad esempio, ci sono delle leggi ad hoc sulle emissioni di gas serra e sul controllo di sostanze nocive all’interno dell’aria.

Infine, per quanto riguarda le fonti di energia, il diritto ambientale si occupa di stabilire norme e divieti per la produzione e l’estrazione di energie non rinnovabili e rinnovabili.

Diritto ambientale: master Unicusano

Conoscere nel dettaglio tutto ciò che ruota intorno al diritto ambientale è il tuo sogno?

Il Master di II Livello in Diritto ambientale e tutela del territorio dell’Università Niccolò Cusano è la soluzione perfetta per te.

La didattica del master, erogata online grazie ad una piattaforma di e-learning, è stata messa a punto dai migliori esperti del settore, che hanno portato all’interno del percorso di studi anni di esperienza sul campo.

Il master ha come obiettivo quello di formare specialisti sui principali temi del diritto ambientale nazionale, approfondendo al contempo tutte le normative europee circa la tutela del territorio.

Il corso di studi fornirà agli studenti un fitto bagaglio tecnico-giuridico, con un focus particolare su tutto ciò che concerne le problematiche relative alla salvaguardia del suolo, delle acque e del paesaggio, nonché lo sviluppo di nuove forme di energia come le rinnovabili.

Per iscriversi al Master è richiesto il possesso di almeno uno di questi titoli:

  • Laurea conseguita secondo gli ordinamenti didattici precedenti il decreto ministeriale 3 novembre 1999 n. 509;
  • Lauree specialistiche ai sensi del D.M. 509/99 e lauree magistrali ai sensi del D.M.270/2004.

Durante il master verranno affrontati argomenti come:

  • La nozione di ambiente nel diritto comunitario, internazionale e costituzionale;
  • Il codice dell’ambiente;
  • Il danno ambientale;
  • L’informazione e il diritto di accesso in materia ambientale;
  • La valutazione di impatto ambientale (VIA);
  • La valutazione ambientale strategica (VAS);
  • L’autorizzazione integrata ambientale (AIA);
  • La disciplina dei rifiuti: dalle origini al Codice dell’ambiente;
  • Le mobili frontiere della definizione di rifiuto;
  • I modelli organizzativi del ciclo integrato dei rifiuti;
  • La bonifica dei siti contaminati;
  • Le fonti di produzione energetica;
  • Le energie rinnovabili;
  • L’efficienza energetica e ambientale e gli strumenti premiali: certificati verdi e certificati bianchi;
  • L’acqua come oggetto di tutela nazionale e sovranazionale;
  • La tutela del suolo;
  • La lotta all’inquinamento atmosferico ed ai cambiamenti climatici;
  • Tutela delle biodiversità ed aree naturali protette.

Hai le idee più chiare su che cos’è e a cosa serve il diritto ambientale?

Per ricevere ulteriori informazioni su questo master o sui corsi di laurea Unicusano a L’Aquila, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Le migliori frasi degli studenti universitari in crisi

Sei curioso di scoprire quali sono le migliori frasi degli studenti universitari in crisi?

In questo articolo abbiamo raccolto le frasi sullo studio universitario più divertenti, che racchiudono un po’ la filosofia dello studente universitario tipo.

Trovare la concentrazione nello studio non è facile e le distrazioni sono sempre dietro l’angolo.

“Oggi mi cancello da Facebook”: quante volte avrai detto questa frase, preso da un momento di disperazione da studio?

Vediamo ora le frasi sullo stress da studio più esilaranti che ogni studente ha pronunciato almeno una volta.

La nostra raccolta delle 5 migliori frasi degli studenti universitari in crisi

Ecco le frasi che, almeno una volta, hai sicuramente pronunciato pensando alla tua carriera da studente.

“Prima di studiare, mi collego un po’ su Facebook”

Un classico intramontabile tra le frasi degli studenti in crisi: prima di studiare, un’occhiata alla home di Facebook è d’obbligo.

Nella tua testa ti ripeti che resterai connesso “solo 5 minuti”, ma poi ti accorgi, scorrendo la tua home, che la coppia di tuoi amici è andata fuori per il weekend e i tuoi compagni di corso si sono incontrati al bar. Allora i 5 minuti diventano 10, poi 15, poi 20…e finisci per trascorrere la mattinata a rispondere ai commenti degli amici alle foto o ai messaggi in chat.

“Non mi ricordo niente”

Altro classico delle frasi tipiche dello studente in crisi. In questo caso, dobbiamo distinguere due categorie di studenti:

  • Quelli che pensano di non sapere nulla, ma in realtà sanno tutto;
  • Quelli che pensano di non sapere nulla, e in effetti non sanno nulla.

Siamo sicuri che, almeno una volta, hai fatto parte di una di queste due categorie.

“Esco un attimo e poi mi rimetto a studiare”

Il momento di pausa, quando si è sotto pressione, è doveroso. Decidi dunque di uscire con degli amici per un aperitivo. All’aperitivo trovi una serie di amici di amici, che ti invitano a cena.

Tu sai che devi studiare, ma accetti lo stesso, perché pensi che ormai, ora più ora meno, non fa molta differenza. La serata si protrae fino a notte fonda: torni a casa alle 2, stremato.

La mattina dopo ti svegli e hai le capacità cognitive di un bradipo nano. Allora, aggiungi al repertorio delle frasi degli studenti universitari in crisi, anche “non farò più tardi la sera se devo studiare la mattina”.

“Oggi vado a dormire presto così domani mattina mi sveglio per studiare”

Questa l’abbiamo già anticipata. La sera fai tardi con gli amici o a guardare i tuoi telefilm preferiti. La mattina ti senti in colpa, perché non riesci a concentrarti nel modo giusto.

E allora ripeti a te stesso: “devo andare a dormire presto, così la mattina sono fresco per studiare”. Ma poi non succede mai.

“Quante pagine mancano?”

Ultimo evergreen tra le frasi degli studenti universitari in crisi. Il manuale sembra non finire mai. I paragrafi scorrono sotto ai tuoi occhi, i capitoli anche.

La stanchezza inizia a farsi sentire e la domanda sorge spontanea: “quante pagine mancano?”.

La risposta, di solito, non è mai quella che ti aspetti.

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Come trovare la concentrazione per studiare: 10 tecniche

Sei alla ricerca di consigli su come trovare la concentrazione per studiare?

In questa guida affronteremo, passo dopo passo, il tema dell’attenzione nello studio, analizzando i motivi che ti portano a distrarti e fornendoti gli strumenti giusti per ottenere ottime performance accademiche.

Trovare la concentrazione per studiare non è semplice: tra mille impegni e il caos di tutti i giorni, riuscire a raggiungere i massimi livelli di attenzione può diventare un’impresa davvero ardua.

C’è da dire, però, che sfruttando alcune tecniche, potrai aggirare la difficoltà di concentrazione nello studio e raggiungere i risultati che ti sei prefissato.

Vediamo ora le nostre risorse per trovare la concentrazione per studiare e perché è importante riuscire ad apprendere senza fonti di distrazione.

Strumenti e consigli utili per trovare la concentrazione per studiare

Dalla tecnica del mandarino alla meditazione, ecco 10 tecniche per aumentare concentrazione e memoria.

Perché non riesci a concentrarti

La prima domanda che devi porti, quando si parla di attenzione è: “perché non riesco a concentrarmi?“.

La risposta, però, non è così banale. Infatti, nel processo di attenzione, possono intervenire diversi fattori che possono variare da persona a persona.

Il cellulare che squilla, le notifiche dei social network, le uscite con gli amici: ogni cosa sembra costituire un ostacolo insormontabile alla tua voglia di applicarti nello studio.

Vediamo ora quali sono le principali ragioni per cui non riesci a concentrarti nello studio:

  • Mancanza di motivazione: se non sei motivato, difficilmente riuscirai a trovare la concentrazione necessaria per studiare pagine su pagine di libri di testo;
  • Assenza di obiettivi: se non sai dove vuoi arrivare, sicuramente non saprai come arrivarci. Datti degli obiettivi e cerca di raggiungerli nei tempi prefissati;
  • Procrastinazione: non rimandare a domani quello che potresti fare oggi. Costruisci una tabella di marcia e definisci a monte quali sono le cose da fare ogni giorno, integrando dei (legittimi) momenti di pausa.

aumentare concentrazione e memoria

10 risorse per ritrovare la concentrazione

Vediamo ora quali sono le 10 tecniche e gli atteggiamenti da mantenere per trovare la concentrazione nello studio e raggiungere con successo nuovi traguardi accademici.

Tecnica del mandarino

La tecnica del mandarino è sicuramente uno degli esercizi più gettonati per trovare la concentrazione nello studio.

Se applicata con costanza, questa tecnica ti aiuterà a focalizzarti sulle cose da studiare senza far attenzione a nessuna fonte di distrazione.

Tra i benefici della tecnica del mandarino:

  • Miglioramento della memoria;
  • Aumento della creatività;
  • Mantenimento dell’attenzione;
  • Aumento della coordinazione.

Vediamo ora come funziona la tangerine technique passo dopo passo:

  1. Chiudi gli occhi e immagina di stringere nella mano sinistra un mandarino. Cerca di percepirne la consistenza, la forma, il profumo;
  2. Passa il mandarino da una mano all’altra;
  3. Afferra il mandarino con la mano destra (o viceversa, se sei mancino) e ponilo in equilibrio sulla tua testa;
  4. Ora lascia che il mandarino resti fermo nella sua posizione. Cerca di rilassarti ma, al contempo, rimani concentrato;
  5. Immagina il tuo campo visivo che si allarga e riapri gli occhi.

Meditazione

Secondo molti studi, la meditazione rappresenta una risorsa più che efficace per aumentare concentrazione e memoria.

Con 10 minuti di meditazione al giorno, i risultati non tarderanno a mancare. Che aspetti ad iniziare?

Esercizio dei piedi

Come abbiamo detto, la nostra vita quotidiana è piena di fonti di distrazione. I messaggi su WhatsApp, le chiamate degli amici, le notifiche su Facebook.

Se vuoi trovare la concentrazione per studiare, puoi affidarti all’esercizio dei piedi. In cosa consiste? Quando senti che le distrazioni e il tuo bisogno di stimoli esterni stanno prendendo il sopravvento, concentra la tua attenzione sulle dita dei piedi.

Seduta di sport

Lo sport aiuta il buonumore e fa bene al cervello. Diversi studi hanno dimostrato che fare regolare attività fisica e con una certa intensità aiuta a ridurre i livelli di stress e di ansia e mantiene una pressione sanguigna ottimale.

Inoltre, secondo uno studio dell’Università di Harvard, l’esercizio fisico rilascerebbe un fattore neurotrofico celebrale, una molecola in grado di stimolare la crescita dei neuroni e migliorare la qualità di quelli già esistenti.

Organizzazione e controllo

Il modo migliore per trovare la concentrazione per studiare è essere organizzati. Il disordine, infatti, è nemico della concentrazione e può costituire una fonte di distrazione non indifferente.

Per studiare bene, organizza e pianifica il tuo studio passo dopo passo. Ad esempio, se devi preparare più esami e non riesci a concentrarti nello studio, potresti:

  • Costruire uno schema con tutti gli esami che intendi dare in una sessione;
  • Definire a monte quante ore studierai ogni giorno, scandendo il tempo in maniera dettagliata. Ad esempio, se la tu giornata di studio prevede quattro ore di applicazione sui libri, decidi già le materie a cui destinare questo monte orario;
  • Preparare il tuo materiale di studio: alzarti più volte dalla scrivania per reperire i testi di cui hai bisogno potrebbe distrarti. Prima di iniziare a studiare, raccogli tutto il materiale di cui hai bisogno;
  • Prevedere delle pause, così da permettere al tuo cervello di staccare un po’.

Break e pausa caffé

Le pause dallo studio possono aiutarci ad abbattere il livello di stress e a ritrovare la concentrazione. Prevedi nella tua giornata di studio qualche momento di pausa: leggi un libro, vedi un amico, chiacchiera con la vicina di casa.

L’importante è che tu riesca a rispettare tempi ed obiettivi: se il tuo obiettivo giornaliero è di dedicare quattro ore allo studio, cerca di portarlo a termine.

Anche bere caffè può aiutarti a migliorare memoria e concentrazione, a patto che non ne abusi. Infatti, esagerare con il caffè potrebbe renderti nervoso e irritabile, sortendo dunque l’effetto contrario.

Per le tue pause studio, leggi anche: Dove andare e cosa fare la sera a L’Aquila

Ambiente di studio

Quando si studia, l’ambiente è importante. Per trovare la concentrazione per studiare, scegli un ambiente di studio confortevole e in cui ti senti a tuo agio.

I rumori delle auto, le grida e la confusione stimolano nell’organismo la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, che inibisce la nostra capacità di restare concentrati.

Che sia la biblioteca, il salotto di casa tua o uno spazio all’aria aperta, scegli la location che più si adatta alle tue esigenze.

Momento di studio

Una delle domande che potresti porti quando si parla di studio è: “quando è il momento più giusto?“.

La risposta è che non esiste un momento perfetto: che sia mattina, pomeriggio o sera, scegli tu il momento della giornata in cui ti senti più concentrato e propenso a studiare.

Tuttavia alcuni studi hanno dimostrato che al mattino le nostre capacità cognitive sono più sviluppate.

Sonno

Ti sembrerà banale, ma la qualità del sonno incide molto sullo studio.

Dedicare a questa attività il giusto tempo è fondamentale per permettere al tuo corpo di rigenerarsi e di recuperare le energie. Dormire quattro ore a notte e restare in piedi a studiare fino a tardi non ti aiuterà a trovare la concentrazione di cui hai bisogno.

Prenditi cura di te stesso e vedrai che il tuo studio ne gioverà.

No al multitasking

Essere multitasking in alcuni casi può essere un valore aggiunto, ma cerca di non abusarne.

L’Università di Stanford ha dimostrato che chi si vanta di essere multitasking ottiene performance più scadenti nei compiti che richiedono memoria e attenzione e nelle situazioni in cui si chiede di passare velocemente da un’abilità cognitiva all’altra.

Ora che abbiamo visto insieme le dieci risorse per trovare la concentrazione per studiare, non ti resta che aprire i libri e sperimentare, step by step, questi nuovi approcci alla tua vita da studente.

Siamo sicuri che i risultati non tarderanno ad arrivare!

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Dove andare e cosa fare la sera a L’Aquila

Sei alla ricerca di consigli su cosa fare la sera a L’Aquila?

In questo approfondimento ti suggeriremo una serie di cose da fare a L’Aquila per trascorrere una serata all’insegna del buon cibo e del divertimento.

L’Aquila è una città che offre moltissime risorse per residenti, studenti e turisti. Soprannominata la “Regina degli Appennini”, la città è stata fondata nel Duecento, intorno ad uno dei 99 castelli situati nell’area, che contribuirono alla sua costruzione per volere di Federico II.

Vediamo ora dove andare e cosa fare la sera a L’Aquila e quali sono le possibilità che offre questa meravigliosa città.

Tutto quello che devi sapere su cosa fare la sera a L’Aquila

Dalle cose da mangiare ad un tour tra le bellezze monumentali, ecco quello che puoi fare nella città capoluogo degli Abruzzi.

Il cibo: cosa mangiare a L’Aquila

Tra le cose da fare la sera a L’Aquila, una cena in compagnia è un passaggio (quasi) obbligato. La cucina abruzzese è ricca di specialità da gustare, dai prodotti marini a quelli marinari.

Ecco alcuni dei piatti tipici abruzzesi che dovresti assolutamente assaggiare:

  • Spaghetti alla chitarra: primo piatto tipico della tradizione abruzzese, si tratta di pasta all’uovo con larghezza e spessore di circa 2-3 mm. Sono realizzati con un apposito strumento, chiamato proprio chitarra. Sono accompagnati solitamente da ragù a base di carne di maiale, manzo e agnello;
  • Polenta all’abruzzese: ideale per le serate invernali o con i primi freddi, la polenta è un piatto a base di farina di granoturco portata alla giusta consistenza. Viene condita con una salsa a base di pomodoro e salsicce;
  • Arrosticini: emblema della cucina abruzzese, si tratta di carne di pecora o agnello disposti su uno spiedo cotto alla brace;
  • Pecora alla cottora: altro piatto tipico dell’Abruzzo e delle zone più montane a base di carne di pecora sottoposta ad una lunga cottura e arricchita con spezie e aromi;
  • Patate maritate: piatto unico della cucina aquilana a base di patate. Le patate vengono tagliate e affettate e a queste vengono aggiunti prezzemolo, mollica di pane, pecorino e sale. Vengono servite dopo essere cotte al forno.

Tra i dolci tipici abruzzesi, menzioniamo:

  • Cagionetti: dolce tipico natalizio dalla forma simile ad un raviolo, realizzato con un impasto a base di farina, olio e vino bianco. Il ripieno è a base di ceci, cacao, mosto cotto, cannella e bucce d’arancia;
  • Confetti di Sulmona: famosi in tutto il mondo, i confetti sono una punta di diamante della gastronomia abruzzese;
  • Lattacciolo: budino a base di latte, uova e zucchero;
  • Torrone tenero al cioccolato aquilano: il torrone tipico aquilano viene prodotto fin dall’inizio dell’XIX secolo ed è caratterizzato dalla presenza di cacao nell’impasto. Si differenzia dal torrone piemontese sia per la presenza di cacao nell’impasto, sia per la sua consistenza morbida e spugnosa.

Cultura: cosa vedere a L’Aquila

Se ti stai chiedendo cosa fare a L’Aquila dopo la tua cena, hai sicuramente l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda i siti monumentali.

Una passeggiata tra le vie della città è l’ideale per goderti appieno le bellezze artistiche e architettoniche.

Il centro storico della città è circondato dalle mura medievali aquilane, risalenti ai tempi della costruzione della città. La zona si divide in quattro cosiddetti Quarti, dedicati ai santi patroni dei castelli rappresentanti: Quarto San Giorgio, Quarto Santa Maria, Quarto San Pietro e Quarto San Giovanni d’Amiterno.

Passeggiando nei rioni, potrai osservare la meravigliosa Piazza Duomo, o piazza del Mercato, la più importante piazza della città. Oltre ad essere sede degli eventi e delle sagre cittadine, è sede dal 1303 dello storico mercato aquilano. Le sue dimensioni (140 x 70 metri) la rendono una delle piazze più grandi d’Italia.

Altro simbolo aquilano è la fontana delle 99 cannelle, in rappresentanza dei 99 castelli che, secondo la leggenda, hanno contribuito alla fondazione della città.

Non mancano le chiese e i luoghi di culto: tra le più belle, la Basilica di San Bernardino, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio e la Chiesa delle Anime Sante.

Cosa fare per divertirsi a L’Aquila

Se la domanda è cosa fare la sera a L’Aquila, il divertimento e lo svago non possono mancare.

Tra le attività a cui puoi dedicarti nella città:

  • Pub e discopub: per brindare ad un successo accademico con i tuoi amici, non c’è nulla di meglio di una serata in un pub. Buona compagnia, musica e un drink renderanno la giornata perfetta;
  • Cinema: se ami i film, una serata al cinema è quello che ci vuole;
  • Bowling: tra le cose da fare la sera a L’Aquila, il bowling è l’ideale per sfidare i tuoi amici a colpi di strike;
  • Piste di pattinaggio: una serata a pattinare sul ghiaccio è una conclusione perfetta per una giornata invernale.

Come vedi, su cosa fare la sera a L’Aquila non hai che l’imbarazzo della scelta.

Siamo sicuri che la città saprà offrirti una serata davvero magica!

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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